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Jean Michel Jarre ha scritto il libro definitivo sulla storia della musica elettronica Si intitola Machines: A History of Electronic Music e racconta la storia del genere attraverso 80 ritratti. Non di persone, però: di strumenti musicali.
In quasi nessuna delle capitali europee un mese di salario minimo è sufficiente a pagare un mese di affitto L'Italia in questo studio non è menzionata, perché in Italia c'è la crisi abitativa ma il salario minimo no.
Werner Herzog si è rifiutato di presentare il suo nuovo film al Festival di Cannes perché non gli è stato permesso di competere per la Palma d’oro In particolare, il regista voleva che le protagoniste del suo Bucking Fastard, Rooney e Kate Mara, potessero vincere il premio per la Miglior attrice.
Meta avrebbe sospeso il profilo Instagram di Florentina Holzinger, l’artista più discussa della Biennale di Venezia, per nudità Le foto e i video della sua performance, Seaworld Venice, violano le linee guida della piattaforma in fatto di nudità, a quanto pare.
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Per festeggiare i 75 anni, i Cahiers du Cinema stanno pubblicando gratuitamente sul loro sito i pezzi più belli scritti nella storia della rivista L'iniziativa si chiama "30 jours 30 textes" e permette di leggere pezzi scritti da Bazin, Truffaut, Rohmer, Duras, Tarkovskij e moltissimi altri.
Il Comune di Parigi aumenterà moltissimo le tasse sulle case sfitte per costringere i proprietari ad affittarle o venderle È una delle misure che il nuovo sindaco socialista Emmanuel Grégoire ha intenzione di prendere per risolvere la crisi abitativa.
Trenta case discografiche indipendenti hanno lanciato una raccolta fondi su Bandcamp a favore degli sfollati in Libano Da quando è iniziata l'invasione israeliana, più di un milione di persone hanno perso la casa e 2586 sono state uccise.

Le contestazioni a Sánchez e al re erano organizzate da gruppi neofascisti, dicono in Spagna

E infatti Vox si è offerto di pagare le spese processuali.

04 Novembre 2024

Nel primo fine settimana di novembre, mentre a Valencia e dintorni le idropompe sono al lavoro per prosciugare i parcheggi sotterranei e gran parte della popolazione è impegnata a spalare il fango, i giornali hanno parlato della visita del re Felipe e del primo ministro Pedro Sánchez, e delle contestazioni che entrambi hanno subito. Fango addosso al re, addirittura una bastonata sulla schiena di Sánchez. Le grida: «Assassino», per il primo; «Dimissioni», per il secondo. Proteste raccontate come una rabbia legittima e spontanea di una parte di popolazione che si è sentita, come spesso succede in queste occasioni, abbandonata e tradita: dal governo di sinistra, ma soprattutto dal presidente della Generalitat Valenciana Carlos Mazón, del Partito popolare (di centrodestra), che non ha dato in tempo l’allerta, e rassicurava fino all’ultimo che la pioggia sarebbe presto diminuita.

Quello che stanno notando diversi giornali spagnoli, però, è che quelle contestazioni non sono state propriamente spontanee né organiche, e nemmeno organizzate dalla popolazione dei luoghi, men che meno di Paiporta, il comune valenciano in cui sono state girate la maggior parte delle immagini. Ma, invece, accuratamente organizzate da gruppi neofascisti o neonazisti, talvolta legati a curve calcistiche come la Grada Kempes del Valencia. Secondo quello che scrive il quotidiano Levante, i gruppi si stavano organizzando su internet già martedì, praticamente la notte stessa dell’alluvione. Nelle immagini, i giornalisti hanno riconosciuto tatuaggi e magliette di chiara ispirazione neofascista, oltre ai soliti saluti romani.

La Vanguardia, un altro quotidiano, scrive che la polizia e la Guardia Civil hanno identificato diverse persone legate a movimento fascisti, in seguito al tentativo di linciaggio a Sánchez. Tra i contestatori, scrive il giornale, si vedevano anche simboli della División Azul, un’unità di volontari spagnoli al servizio dell’esercito nazista nella Seconda guerra mondiale; c’erano anche dirigenti dell’associazione Revuelta, che aveva già organizzato diverse proteste contro il Psoe in occasione della trattativa per l’amnistia di fine maggio per i leader indipendentisti catalani. E c’erano anche i membri di altri gruppi: Núcleo Nacional, Desokupa ed España 2000.

Il quotidiano Diario, invece, ha avuto accesso ai messaggi di una chat Telegram in cui diversi membri di gruppi di estrema destra rivendicavano l’aggressione contro il primo ministro. Tale Adrián Campos scrive: «Noi della mia associazione siamo qui, abbiamo sfasciato la loro macchina, ma siamo riusciti a colpirli solo con una bastonata sulla schiena». Poi, indicazioni sui movimenti del re, della regina e di Sánchez per andare a contestarlo, anche se poi il premier è «fuggito come un cane». Appare quindi come una strategia ben pianificata, più che come proteste sparse: e infatti il partito Vox si è offerto di pagare le spese legali per i manifestanti che hanno danneggiato le automobili del team di Sánchez. Il sindaco stesso di Paiporta, María Isabel Albalat, la cittadina in cui sono accaduti i disordini, ha dichiarato: «L’impressione è che la maggior parte delle persone venisse da fuori».

Foto di Manaure Quintero/AFP via Getty Images

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