Lo stylist lo ha rilevato sul red carpet degli Actor Awards, dicendo ai giornalisti colti alla sprovvista dall'annuncio: «Ve lo siete persi».
C’è un videogioco in cui la missione è sopravvivere alla vita da disoccupato
Si chiama Unemployment Simulator 2018 e affronta il dolore emotivo e la pressione sociale che derivano dal ritrovarsi improvvisamente disoccupati.
Su Steam è disponibile Unemployment Simulator 2018, un singlepayer (ovviamente) che affronta il dolore emotivo, il peso dell’età adulta e la pressione sociale che deriva dall’essere disoccupati con un unico obiettivo: non morire di noia. Il trailer del videogioco si apre con l’annuncio: «Buongiorno, congratulazioni, sei disoccupato. Ora hai tempo per fare tutte quelle cose incredibilmente importanti che non hai mai potuto fare». E le “missioni” da completare sono infinite, spaziano dal lavare i piatti a farsi la doccia, masturbarsi, giocare ai videogiochi, mandare curriculum (perché anche mandare curriculum è un lavoro) e sognare. In questo indie game l’unico momento di vera libertà, una libertà che per il resto del tempo è avvelenata dalla noia e dall’ansia, è il sonno. Lì, a detta dello sviluppatore, «puoi essere chiunque: un impiegato, un marito, un eroe. È quando si dorme che si è più vivi, fino a quando non suona la sveglia».
Come tutti i roguelike che si rispettino, sul personaggio galleggia una barra che segna i punti vita. In Unemployment Simulator 2018, gli HP (health point) sono influenzati da dopamina, ansia, salute, fatica e tasso alcolico. Questi parametri cambiano a seconda delle azioni che il personaggio compie e, come nel mondo vero, a ogni azione corrisponde una reazione uguale o contraria. Il gioco è ambientato nel 2018 e si svolge tutto in un monolocale «da qualche parte in un anonimo Stato sociale del nord Europa». La grafica è una pixel art basata sul disegno a mano, il gioco è stato sviluppato da Samuel Lehikoinen, al debutto su Steam con la software house Turbolento Publishing.
Secondo la Commissione Europea, come testimonia l’ultimo report di settore aggiornato al 2024, nell’Ue ci sono 13 milioni di persone disoccupate (6,3 milioni uomini e 6,2 donne). Nonostante il numero inferiore di donne disoccupate, queste rappresentavano il 6,2 per cento della forza lavoro femminile, mentre gli uomini disoccupati rappresentavano una percentuale inferiore (il 5,7 per cento) della forza lavoro maschile. La Grecia ha registrato la differenza di genere più significativa, con un tasso di disoccupazione del 12,8 per cento per le donne rispetto all’8 per cento per gli uomini. Nei restanti 13 paesi dell’UE, il tasso di disoccupazione degli uomini ha superato quello delle donne. La Lettonia ha registrato la differenza più marcata, con un tasso di disoccupazione maschile dell’8,0 per cento rispetto al 5,8 per cento delle donne. La Croazia e l’Irlanda, invece, hanno registrato tassi di disoccupazione uguali per uomini e donne.
La prima serata del Festival è passata senza infamia e senza lode, tra diverse canzoni dimenticabili e pochi (per fortuna) siparietti imbarazzanti. Una certezza però ce l'abbiamo: Sanremo è tornato a essere una tradizione, noiosetta come tutte le tradizioni.