Hype ↓
11:36 mercoledì 25 marzo 2026
Il successo di Heated Rivalry ha convinto Don De Lillo a ristampare Amazons, un suo vecchio e introvabile romanzo erotico su una giocatrice di hockey femminile Romanzo che l'autore ha odiato e "nascosto" per decenni. Adesso però ha cambiato idea, pare grazie al successo della serie Hbo, e il 17 novembre tornerà in libreria.
Al primo concerto dei BTS dopo 4 anni di pausa si sono presentate “solo” 40 mila persone invece di 260 mila perché il concerto si poteva guardare anche su Netflix Per il grande ritorno della band era atteso un pubblico di almeno 260 mila persone. Evidentemente, anche il BTS Army, tra divano e stadio, sceglie il divano.
Il nuovo spot di Chanel è praticamente un film: è diretto da Michel Gondry, interpretato da Margot Robbie e “remake” di un famosissimo video di Kylie Minogue Il video in questione è quello di "Come Into My World", che nel 2001 fu diretto proprio da Gondry.
Un anno fa Grimes aveva detto che si sarebbe iscritta a LinkedIn e ora l’ha fatto davvero usando il suo vero nome, Claire Boucher Nello stesso posto pubblicato su X un anno fa aveva detto che avrebbe pubblicato tutta la sua nuova musica su LinkedIn.
Zuckerberg sta addestrando una AI a fare il Ceo di Meta perché secondo lui tutti i dipendenti Meta dovrebbe avere un assistente AI che sappia fare il lavoro al posto loro In molti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra Zuckerberg e i dipendenti di Meta, però: lui non può essere licenziato e rimpiazzato dall'AI.
Il nuovo film di Sean Baker è già uscito e si può vedere gratuitamente online Si intitola Sandiwara, è un cortometraggio ambientato a Penang, in Malesia, le protagoniste sono la premio Oscar Michelle Yeoh e la cucina malese.
Il nuovo progetto di Hayao Miyazaki sono dei diorami che riproducono alla perfezione scene di film dello Studio Ghibli Il regista sta lavorando a 31 "scatole magiche", basate su altrettante sue illustrazioni, che verranno esposte a luglio al Ghibli Park, in Giappone.
A causa dei depositi di petrolio colpiti dalle bombe, a Teheran c’è anche un gravissimo problema di inquinamento dell’aria Molti cittadini di Teheran hanno raccontato di star soffrendo da giorni di mal di testa, irritazione a occhi e pelle e difficoltà respiratorie.

È possibile raccontare il Sud profondo in modo nuovo?

Una femmina di Francesco Costabile è un racconto della Calabria libero dai cliché, ritratto di una terra inenarrabile e sensuale, sgarrupata eppure poetica.

24 Febbraio 2022

C’è un racconto di Corrado Alvaro dal titolo La cavalla nera, in cui il protagonista racconta di un viaggio in treno con una monaca che, a un certo punto del tragitto, estrae della frutta e inizia a mangiarla. Da quel semplice gesto – dal modo, anzi, in cui la donna mastica il cibo – il protagonista capisce che la religiosa proviene dalla sua terra. Scrive Alvaro, per bocca del suo io narrante in viaggio: «Mangiava la frutta come uno di noi, e aveva un gesto che io ricordo sempre e che sempre ritrovo; quell’abbandonare la mano sul ginocchio col frutto nel pugno, il corpo disteso in una specie di sosta meridiana, la testa rovesciata, e quel modo lento e riflessivo di masticare che è tutto un fantasticare sulla vita».

Anche Rosa, la protagonista di Una femmina – primo lungometraggio di Francesco Costabile, al cinema da pochi giorni e reduce dal successo del festival di Berlino – a un certo punto del film, poco dopo l’inizio, prende una mela e la mangia. La scena dura qualche istante eppure, se uno avesse letto il racconto di Alvaro, non potrebbe fare a meno di collegare le due storie. Una femmina, tra le tante altre cose, racconta di un certo Sud e di quella sua lentezza sfiancante che è, in realtà, l’irrequietezza di chi nasce in un luogo che non conoscerà mai a fondo, che in fondo neanche gli appartiene, e da cui sa che, prima o poi, sarà costretto a fuggire via. Ci hanno già provato in tanti a raccontarla, questa malinconia. Per Sud, sia chiaro, qui s’intende la Calabria, o, in generale, quel Meridione che è periferico a ciò che è già considerato da tutti la periferia d’Italia. Non parliamo, insomma, della Sicilia de Il commissario Montalbano, né della Napoli di Gomorra o de L’amica geniale, e neanche della Puglia mille colori dei film dell’epoca post Nichi Vendola. La Calabria è tutt’altra cosa e appare inenarrabile, per fortuna o purtroppo: dipende dai punti di vista e non è detto che chi scelga una delle due opzioni non cambi idea dopo qualche secondo.

Negli ultimi tempi, di Calabria e cinema, se n’è parlato tanto, sia in maniera positiva – grazie a pellicole come Anime nere, A ciambra, Il buco, ma anche per merito di cortometraggi pluripremiati come Amare Affondo, storia di un pescatore innamorato del suo migliore amico – che in maniera negativa. Ultimo esempio: La sposa, la fiction Rai ambientata negli anni ’60 che racconta la storia di Maria, una donna calabrese che per la salvare la sua famiglia dalla povertà sposa Italo, un vicentino. La vicenda della vita di Maria è ambientata in Calabria, ma della Calabria non c’è neanche un albero: le scene sono state girate interamente in Puglia.

«La recente scoperta della lentezza si muove tra critica della fretta nella società postmoderna e il rimpianto nostalgico per un mondo perduto», scrive Vito Teti in quello che è uno dei più attenti e importanti saggi sul nostro Meridione, ovvero Maledetto Sud (Einaudi, 2011). «Negli autori più attenti la nostalgia non si traduce in passatismo, ma nel mito positivo, in sogno per il futuro, nella declinazione di un modello diverso e anche nelle potenzialità di liberare l’uomo dalla fatica opprimente», continua l’antropologo calabrese. In Una femmina, il percorso di ribellione della protagonista è lento, ma di quella lentezza che, per dirla con le parole di Teti, è liberazione e, perciò, futuro.

Dopo la prima proiezione del venerdì, fuori la sala Astoria dell’Anteo, a Milano, qualcuno, stordito dalla violenza della storia (vietata ai minori di quattordici anni), ha sentito il bisogno di fermarsi a discuterne con altri spettatori. Il film, volutamente o meno, lascia qualche domanda senza risposta. Una fotografa come Diane Arbus, maestra del mostrare senza svelare, ci ha lasciati, a tal proposito, una delle maggiori massime artistiche: «La fotografia è un segreto che racconta un segreto. Più essa racconta, meno è possibile conoscere».

Costabile è riuscito nell’impresa di girare un film senza il cliché del maledettismo calabrese a tutti i costi. Non ci sono coppole né mandolini, ma c’è, per esempio, la tarantella calabrese: si tratta di una delle scene più sensuali del film, ovvero quando un giovane si dichiara alla protagonista per poi darle un bacio, lontano da tutti, nei vicoli del paese, guardati a vista dalla statua di una Madonna. E persino in una delle scene più fastidiose del film, ovvero quando Natale, il cugino di Rosa, le si piazza sopra, per scherzo ma mica tanto, impedendole di respirare e col muso sporco di cibo, e la tocca tra le gambe, ecco, persino questa scena sembra una dichiarazione d’esistenza. Sgarrupata, com’è la Calabria, eppure poetica, in fondo.

È possibile un nuovo racconto di questi confini, per l’appunto, prima di tutto esistenziali? Certo, ma bisogna lasciare lo spazio a chi ha la capacità di raccontarli, e qui il plauso va a Edoardo De Angelis (regista, fra gli altri, di un altro film culto, Indivisibili) e a Lirio Abbate (il film è ispirato al suo libro Fimmine ribelli e, in particolare, alla storia di Maria Concetta Cacciola e Giusy Pesce, una delle prime donne a essersi ribellate alla ‘ndrangheta): sono stati loro ad affidare il soggetto di Una femmina a Costabile. E lo sguardo di chi l’ha girata – e scritta, e prodotta, e montata, e recitata, etc – è, di fatto, uno sguardo nuovo.

È sempre Corrado ad aver scritto: «I calabresi vogliono essere parlati». Francesco Costabile è nato a Cosenza negli anni ’80. Della sua adolescenza, in un’intervista a Teresa Ciabatti, ha detto: «Il tragitto da casa a scuola era un percorso di guerra. Se alzavi lo sguardo, ti menavano». Oggi dichiara di non sentirsi né maschio e né femmina. È androgino, e il suo lungometraggio racconta la lenta, dolorosa liberazione di una donna della sua terra. Forse per questo il film gli è venuto così bene? Chissà, vedetelo.

Articoli Suggeriti
Il successo di Heated Rivalry ha convinto Don De Lillo a ristampare Amazons, un suo vecchio e introvabile romanzo erotico su una giocatrice di hockey femminile

Romanzo che l'autore ha odiato e "nascosto" per decenni. Adesso però ha cambiato idea, pare grazie al successo della serie Hbo, e il 17 novembre tornerà in libreria.

Giffoni Innovation Hub e Avventure nel mondo cercano quattro registi esordienti da mandare all’avventura nel mondo

Il progetto Avventure in primo piano mette assieme cinema documentaristico e viaggio “vero”: ogni regista scelto partirà per una meta diversa, che poi dovrà raccontare in un documentario.

Leggi anche ↓
Il successo di Heated Rivalry ha convinto Don De Lillo a ristampare Amazons, un suo vecchio e introvabile romanzo erotico su una giocatrice di hockey femminile

Romanzo che l'autore ha odiato e "nascosto" per decenni. Adesso però ha cambiato idea, pare grazie al successo della serie Hbo, e il 17 novembre tornerà in libreria.

di Studio
Giffoni Innovation Hub e Avventure nel mondo cercano quattro registi esordienti da mandare all’avventura nel mondo

Il progetto Avventure in primo piano mette assieme cinema documentaristico e viaggio “vero”: ogni regista scelto partirà per una meta diversa, che poi dovrà raccontare in un documentario.

Gino Paoli viveva da rockstar quando in Italia nemmeno sapevamo cosa significasse questa parola

Ha scritto canzoni indimenticabili, certo. Ma la sua vita incredibile, tra camice in denim, storie d'amore, milioni di sigarette, bottiglie di whisky, macchine veloci e pistole, lo ha innalzato persino al di sopra del suo talento. E da artista è diventato mito.

Al primo concerto dei BTS dopo 4 anni di pausa si sono presentate “solo” 40 mila persone invece di 260 mila perché il concerto si poteva guardare anche su Netflix

Per il grande ritorno della band era atteso un pubblico di almeno 260 mila persone. Evidentemente, anche il BTS Army, tra divano e stadio, sceglie il divano.

Il nuovo film di Sean Baker è già uscito e si può vedere gratuitamente online

Si intitola Sandiwara, è un cortometraggio ambientato a Penang, in Malesia, le protagoniste sono la premio Oscar Michelle Yeoh e la cucina malese.

Il nuovo progetto di Hayao Miyazaki sono dei diorami che riproducono alla perfezione scene di film dello Studio Ghibli

Il regista sta lavorando a 31 "scatole magiche", basate su altrettante sue illustrazioni, che verranno esposte a luglio al Ghibli Park, in Giappone.