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03:07 giovedì 12 febbraio 2026
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.
Alla Tate Modern di Londra sta per aprire la più grande mostra mai dedicata a Tracey Emin Concepita in stretta collaborazione con l’artista, A Second Life ripercorre 40 di carriera e riunisce più di 90 opere, alcune mai esposte prima.
C’è una nuova piattaforma streaming su cui vedere centinaia di classici, legalmente, gratuitamente e senza pubblicità Si chiama WikiFlix e riunisce più di 4000 lungometraggi, cartoni animati e cortometraggi, sia famosissimi che sconosciuti.
Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.

Trump ha un modo tutto suo di pronunciare Louis Vuitton

21 Ottobre 2019

Lo scorso venerdì Donald Trump e Bernard Arnault, fondatore e presidente del gruppo del lusso LVMH, hanno inaugurato la nuova factory Louis Vuitton a Johnson County, in Texas. L’incontro è stato celebrato in pompa magna: ad accompagnare il presidente degli Stati Uniti c’era tra gli altri la figlia Ivanka, mentre al fianco del magnate francese c’era il figlio Alexandre, Ceo di Rimowa. Ci sono stati diversi momenti dell’inaugurazione che sono diventati virali: dalle forbici di Mr. Arnault che si sono inceppate durante il taglio del nastro fino all’improbabile pronuncia di Trump, che ha storpiato il nome del celebre marchio. «Looie Vooton» ha detto infatti il presidente «Conosco questo nome molto bene. Mi è costato un sacco di soldi negli anni». Ed è subito meme.

La nuova factory nasce in una contea dove Trump ha ottenuto il 77,5% dei voti nel 2016 e dove ora il presidente può vantarsi di aver portato poderosi investimenti stranieri a favore dei «lavoratori americani», come da suo cavallo di battaglia elettorale. Aderendo al “Pledge To America’s Workers”, l’iniziativa di Trump per incentivare il “made in Usa”, Arnault ha infatti promesso circa 1000 assunzioni in cambio di un cospicuo abbattimento fiscale, pari al 75% (circa 91.900 dollari l’anno) per 10 anni. Al momento nella factory texana ci lavorano 150 persone, ma vanno considerate anche le due precedentemente esistenti in California (a San Diego e a Irwin). Vanessa Friedman sul New York Times si è chiesta cos’altro ci guadagna Louis Vuitton in questo scambio, oltre agli evidenti sgravi fiscali.

È il primo marchio di alta moda ad associarsi pubblicamente con Trump, un investimento rischioso, tanto più in un momento storico in cui molti consumatori tendono a scegliere marchi di cui condividono l’etica e le politiche aziendali. Lo stesso Nicolas Ghesquière, che disegna la collezione donna di Louis Vuitton, ha preso pubblicamente le distanze dall’iniziativa: «Sono uno stilista e rifiuto questa associazione», ha scritto su Instagram. Come ha spiegato a Friedman Shannon Coulter, che ha lanciato l’hashtag #grabyourwallet con cui invita a boicottare i marchi associati a Trump: «Per molti americani, qualsiasi marchio che sceglie di associarsi all’amministrazione Trump si associa anche alla separazione dei bambini dai loro genitori [alla frontiera con il Messico, ndr]». Per ora, comunque, non è stato annunciato nessun boicottaggio nei confronti di Louis Vuitton.

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