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21:41 lunedì 6 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

Essere infelici fa bene, almeno da un punto di vista evolutivo

03 Novembre 2016

Negli anni Novanta, lo psicologo Martin Seligman ha guidato il movimento della Psicologia positiva, che si proponeva di porre lo studio della felicità umana al centro della teoria e delle ricerche nel campo della psicologia, riprendendo peraltro un filone nato negli anni Sessanta. Da allora, una mole impressionante di libri di self-help ha accompagnato una produzione di studi sul tema altrettanto corposa: eppure, dicono i rilevamenti, la nostra felicità non è aumentata. Forse, sostiene Quartz, perché siamo fatti per essere tristi, almeno ogni tanto.

D’altronde non esiste un solo tipo di felicità: nel suo libro The Happiness Mythla filosofa Jennifer Hecht spiega che esistono diversi tipi di contentezza, e spesso più o meno direttamente in conflitto tra loro (pensate alla felicità derivante da un matrimonio stabile, che per forza di cose richiede sacrifici riguardanti altre felicità).

Sad young girl laying on the grass

Oltre a questo, la felicità è per sua natura un concetto sfuggente e capace di dare soddisfazione “stabile”: molte ricerche hanno stabilito che vincere grosse somme di denaro alla lotteria non cambia i livelli di felicità nel lungo termine. Si tratta di ciò che la psicologia ha definito “tapis roulant edonistico”: siamo costantemente attratti da nuovi obiettivi, sempre convinti che il prossimo sarà quello in grado di farci assaggiare la vera felicità. Da un punto di vista evolutivo è utilissimo, perché permette all’essere umano di non sedersi sugli allori e continuare a cercare di migliorarsi.

Per lo stesso motivo, di norma tendiamo a mitizzare la felicità del passato e ad avere alte aspettative nei confronti del futuro; il presente – e il suo livello di soddisfazione – passano fisiologicamente in secondo piano, ma la cosa non è necessariamente negativa: sapere che la contentezza esiste ci aiuta a riconoscerla quando arriva, e a goderne di più e meglio. Finché dura.

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