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15:52 domenica 8 febbraio 2026
Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.

Tinder ha un problema di razzismo

15 Settembre 2017

Forse siete il modello che riceve quaranta match al giorno, cioè il profilo di maggior successo nella storia di Tinder. O forse siete più simili all’ingegnere informatico che ha provato a uscire con il sei per cento delle donne di San Francisco senza riuscire a trovare una fidanzata (uno che su questa destabilizzante esperienza ci ha scritto un lungo articolo). In ogni caso ci sono parecchie possibilità che facciate peggio del primo e meglio del secondo. Come dimostra lo studio di alcuni ricercatori (tra cui quelli della Sapienza) un uomo riceve un numero di match pari allo 0,6 per cento delle volte che regala un like a un altro profilo, una percentuale che sale al dieci se a cercare un’interazione è una donna. Piuttosto deludente, non è vero? In effetti questo articolo del Washington Post, in cui trovate i numeri in alto e  altre interessanti statistiche, si intitola “Chiunque è miserabile su Tinder”.

Quello che invece non trovate nel pezzo è l’atteggiamento degli utenti rispetto a due categorie di profili. Stando a Inverso, un’altra caratteristica della dating app più rivoluzionaria degli ultimi anni sarebbe mettere allo scoperto un razzismo interiorizzato socialmente e trasferito in quelli che consideriamo dei canoni di bellezza. A farci le spese sono i profili Tinder delle donne nere e dei maschi asiatici, i segmenti della popolazione più discriminati in base al numero di like sulla piattaforma di appuntamenti.

Non che Tinder renda le persone razziste. È il rapido meccanismo di scelta a farlo. In poco tempo capita di scorrere centinaia di facce di donne e uomini sorridenti, ogni tanto senza andare oltre la prima foto. Secondo Inverso, in questo processo l’istinto libera sentimenti e pregiudizi che in pubblico riusciamo tranquillamente a reprimere. Una dimostrazione? Su OKCupid, il sito di incontri leader nel settore dell’online dating, almeno prima di Tinder, l’atteggiamento degli iscritti era esattamente lo stesso. Nel suo libro Dataclysm, Christian Rudder, l’ideatore della piattaforma, rappresentava con un punteggio di massimo cinque stelline le preferenze di chi cercava l’anima gemella. Ebbene, veniva fuori che i maschi asiatici avevano una valutazione di due punti più bassa rispetto alla media degli altri uomini, mentre le donne nere avevano una o una stella e mezzo in meno della maggioranza delle altre iscritte. Dati perfettamente sovrapponibili a quelli dell’app con la fiammella.

foto Getty.     

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