Dopo il successo del suo book club, la popstar sarà la guest curator della più longeva fiera del libro di Londra.
La Sydney Opera House ha pubblicato sul suo canale YouTube, integralmente e gratuitamente, il film-concerto di Thom Yorke
È un concerto del novembre 2024 che finora si era potuto vedere solo live oppure per tre giorni al cinema nello scorso marzo. Adesso è disponibile per tutti.
La Sydney Opera House ha caricato su YouTube, integralmente e gratuitamente, il film-concerto di Thom Yorke. Fino a pochi giorni fa, l’opera era un contenuto “blindato”: gli unici che avevano potuto vederla – a parte quelli che erano lì, alla Opera House, a novembre 2024 – erano stati coloro che erano riusciti ad accaparrarsi un biglietto per le proiezioni del 6, 7 e 8 marzo. Oggi questo muro di esclusività, trasformando una visione per pochi in un’esperienza globale.
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Il film, girato nel novembre 2024 sul piazzale dell’Opera House, racconta il debutto solista di Yorke a Sydney in un’atmosfera sospesa tra il monumentale e l’intimo. Per ottanta minuti, il leader dei Radiohead attraversa trent’anni di carriera: si passa dalla fragilità acustica di “Let Down” ai battiti elettronici della sua produzione solista, fino a ripescare deep cut storiche come “Rabbit in Your Headlights”. Nonostante lo sfondo iconico delle “vele”, la macchina da presa cerca il dettaglio, il falsetto e il lavoro tecnico di un polistrumentista che gestisce da solo la complessità di un intero ecosistema sonoro, ma anche le facce estasiate delle persone nel pubblico, i sorrisi esterrefatti e le coreografie di luci.
L’operazione segna un cambio di passo nelle strategie culturali del 2026. Scegliere di rendere pubblico un prodotto di questa qualità cinematografica significa superare la logica del profitto immediato da botteghino per puntare, magari, sulla costruzione di un archivio aperto e di qualità. In un’epoca di contenuti frammentati e velocissimi, la Sydney Opera House invita a una visione lenta e totale, dimostrando che la vera “presenza” di un artista oggi passa inevitabilmente per la sua democratizzazione digitale.
L'attesa senza oggetto che racconta – quella di un nemico che non arriva, di un senso che non si materializza – non è mai stata così contemporanea. Rileggere il romanzo di Buzzati o rivedere il film d Zurlini oggi è un'esperienza rivelatrice.
Il nuovo disco della band di Damon Albarn è un'opera ricchissima in cui una miriade di armonie e voci scrivono un racconto che parla di vita, morte, lutto, accettazione e ripartenza. Con un messaggio a tenere assieme tutto: sopravvive solo chi si lascia andare.