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I dazi turistici sono l’ultimo fronte nella guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa Mentre Trump impone agli stranieri una maxi tassa per l'ingresso ai parchi nazionali, il Louvre alza il prezzo del biglietto per gli "extracomunitari".
Papa Leone XIV ha benedetto un rave party in Slovacchia in cui a fare da dj c’era un prete portoghese Il tutto per festeggiare il 75esimo compleanno dell'Arcivescovo Bernard Bober di Kosice.
I distributori indipendenti americani riporteranno al cinema i film che non ha visto nessuno a causa del Covid Titoli molto amati da critici e cinefili – tra cui uno di Sean Baker e uno di Kelly Reichardt – torneranno in sala per riprendersi quello che il Covid ha tolto.
La presidente della Tanzania Samia Suluhu Hassan ha nominato il nuovo governo e ha fatto ministri tutti i membri della sua famiglia In un colpo solo ha sistemato due figlie, un nipote, un genero, un cognato e pure un carissimo amico di famiglia.
Sally Rooney ha detto che i suoi libri potrebbero essere vietati in tutto il Regno Unito a causa del suo sostegno a Palestine Action E potrebbe addirittura essere costretta a ritirare dal commercio i suoi libri attualmente in vendita.
In Francia è scoppiato un nuovo, inquietante caso di “sottomissione chimica” simile a quello di Gisèle Pelicot Un funzionario del ministero della Cultura ha drogato centinaia di donne durante colloqui di lavoro per poi costringerle a urinare in pubblico.
Dopo quasi 10 anni di attesa finalmente possiamo vedere le prime immagini di Dead Man’s Wire, il nuovo film di Gus Van Sant Presentato all'ultima Mostra del cinema di Venezia, è il film che segna il ritorno alla regia di Van Sant dopo una pausa lunga 7 anni.
Un esperimento sulla metro di Milano ha dimostrato che le persone sono più disponibili a cedere il posto agli anziani se nel vagone è presente un uomo vestito da Batman Non è uno scherzo ma una vera ricerca dell'Università Cattolica, le cui conclusioni sono già state ribattezzate "effetto Batman".

Temu ha raddoppiato i guadagni in Europa nonostante una forza lavoro composta da otto dipendenti soltanto

Otto persone per gestire gli ordini, il servizio clienti, il sito, oltre alla parte burocratica, amministrativa e fiscale.

14 Ottobre 2025

A fine 2024 Temu ha dichiarato di aver generato profitti per più di 120 milioni di euro in Europa, più che raddoppiando i guadagni rispetto all’anno precedente. Un risultato impressionante di per sé, ma ancora più incredibile se si considera che i dipendenti che lavorano nella sede europea non raggiungono nemmeno la doppia cifra. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, a gestire l’enorme mole di ordini, il servizio clienti, la parte tecnica relativa al funzionamento del sito, oltre a quella burocratica, amministrativa e fiscale, sono otto dipendenti appena.

La struttura aziendale estremamente snella però non basta a raccontare il successo del gigante dell’ecommerce cinese. Il Guardian spiega che sono essenzialmente due i fattori che permettono a Temu di crescere a questi ritmi in tutte i Paesi europei. Il primo è dovuto alla mancata introduzione di una tassa doganale per i pacchi provenienti dalla Cina di valore inferiore ai 150 euro, inizialmente minacciata ma poi mai attuata dalle istituzioni europee. A differenza di quanto proveniente da altri Paesi asiatici come il Giappone (per cui la tassa doganale scatta già per pacchi che superino il valore di 30 euro), le merci a basso costo di Temu riescono a ovviare a questo primo balzello fiscale, mantenendo i loro prezzi bassissimi.

Il secondo fattore è un problema di sistema dell’Unione europea: la tassazione dei profitti di aziende come Temu è del tutto inadeguata rispetto ai guadagni e non cresce proporzionalmente agli stessi. In buona sostanza, a differenza delle imprese europee, sfruttando una serie di cavilli burocratici, Temu aumenta i suoi guadagni ma continua a pagare tasse quasi irrisorie: appena 18 milioni di euro nel 2024.

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