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Il regime iraniano avrebbe intenzione di “scollegare” definitivamente il Paese da internet e farsi la sua Rete nazionale Il modello sarebbe l'internet della Corea del Nord e sistemi simili sperimentati in Russia e Cina: chiusi, inaccessibili, efficacissimi strumenti di censura.
Britney Spears si è chiesta «da dove ca**o salta fuori» la mela di Pistoletto in Stazione Centrale a Milano L'ha scritto sotto la foto di uno sconosciuto che, senza alcun apparente motivo, Britney ha voluto postare sul suo profilo Instagram.
Era dal 2013 che non si verificava un incidente ferroviario grave come quello in Andalusia Al momento sono 39 le vittime e 150 i feriti accertati nell'incidente, numeri che, purtroppo, quasi sicuramente saliranno.
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Un’azienda italiana e una spagnola stanno litigando a causa del tavolone di Putin

17 Febbraio 2022

Il tavolo della trattativa tra Vladimir Putin ed Emmanuel Macron ha generato meme in grande abbondanza e di ottima qualità, ed è diventato simbolo involontario della distanza incolmabile che oggi separa la Russia dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti, dalla Nato, da tutti coloro che vogliono a tutti i costi evitare l’esplosione di un conflitto armato al confine tra Russia e Ucraina. Come se tutto questo non fosse abbastanza, adesso a una situazione già tesissima di per sé si aggiunge un possibile conflitto tra Italia e Spagna per questioni di copyright, per così dire. Il pomo della discordia è proprio il mastodontico tavolo della trattativa tra Putin e Macron: chi lo ha realizzato? Non si sa, non si capisce, non si riesce a chiarire: un’azienda spagnola e una italiana rivendicano entrambe la paternità dell’ormai virale pezzo d’arredamento, come riporta il Guardian.

Vicente Zaragozá, a capo di un’azienda d’arredamento di Alcàsser (vicino Valencia) afferma che il tavolo è opera sua, non ci sono dubbi. Zaragozá ha concesso un’intervista a una radio spagnola lo scorso martedì in cui diceva che ha immediatamente riconosciuto il tavolo e si è subito messo ad esaminarlo nel dettaglio, alla ricerca di qualche difetto di produzione. «Ho occhio per queste cose, sono capace di trovare i difetti più piccoli, è così che in azienda riusciamo a migliorarci sempre», aggiungendo poi che il tavolo è fatto con legno di faggio bianco alpino. Nella stessa intervista, Zaragozá si è anche commosso: con le lacrime agli occhi si è detto orgoglioso, «come spagnolo e valenciano», di aver realizzato un oggetto diventato così importante.

A Renato Pologna, però, l’intervista di Zaragozá non è piaciuta per niente. Pologna è il capo di Oak, un’azienda familiare di Como, e le affermazioni del collega spagnolo lo hanno lasciato di stucco. «Onestamente non so cosa dire, questo è un lavoro che ho fatto io nel 1995 o 1996 e le foto di quel tavolo sono state pubblicate in dei libri, in particolare russi, che risalgono al 2000». Pologna ha detto che non capisce come Zaragozá possa dire che il tavolo lo abbia realizzato la sua azienda: «Io quest’uomo non lo conosco, dice di aver fatto lui il tavolo nel 2005, quindi evidentemente c’è qualcosa che non torna. Noi abbiamo tutti i certificati che attestano il lavoro che abbiamo fatto, e abbiamo anche il riconoscimento del presidente dell’epoca, Boris Yeltsin». Pologna si dice convinto del fatto che gli spagnoli abbiano semplicemente “copiato” il suo tavolo: «Forse questo tizio spagnolo ne ha fatta una copia, chi lo sa. Parliamo di un tavolo, non di una portaerei. Può essere che ne abbia fatta una copia».

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