Nello stesso posto pubblicato su X un anno fa aveva detto che avrebbe pubblicato tutta la sua nuova musica su LinkedIn.
La quarta stagione di Succession sarà anche l’ultima
Forse la decisione si è resa necessaria per evitare che Jeremy Strong e Brian Cox vengano alle mani a furia di discutere su quale sia il modo migliore di intendere il mestiere dell’attore (del bisticcio tra i due abbiamo parlato qui): meglio lasciarsi fintanto che siamo ancora tutti amici, avrà pensato il creatore di Succession Jesse Armstrong, che in un’intervista al New Yorker ha rivelato che la prossima stagione della serie, la quarta – il 26 marzo la serie arriverà su Hbo, il 3 aprile su Sky e Now – sarà anche l’ultima. «Il titolo Succession contiene al suo interno una promessa. Non ho mai pensato che saremmo andati avanti all’infinito. La fine è sempre stata una cosa molto presente nella mia mente. Sin dalla seconda stagione ho pensato: finiremo con la prossima o con quella dopo o con quella dopo ancora?», ha spiegato lo sceneggiatore e show runner della serie Hbo.
Armstrong ha raccontato anche che Hbo ha subito accettato la sua decisione di porre fine allo show con la quarta stagione e che, sin dall’inizio della loro collaborazione, il network gli ha sempre assicurato che questa scelta sarebbe spettata a lui soltanto. Nonostante si dica sicuro che la decisione sia quella giusta, Armstrong è anche «molto combattuto» a riguardo. Lavorare a Succession gli piace. O, almeno, gli piace lavorare a Succession in certi momenti: «Mi piace questo periodo in cui siamo impegnati con il montaggio, quando le riprese delle stagione sono finite ma ancora non siamo andati in onda. Mi piace l’intermezzo».
Una speranza per i fan dello show, però, Armstrong la lascia. Non è impossibile, a suo dire, che prima o poi decida di tornare a raccontare il Royverse in uno show diverso da Succession. Se è vero che questa storia è ormai giunta alla fine, è anche vero che nel mondo costruito in questi anni ci sono altri personaggi e altre storie che meritano di essere raccontati. «Ho parlato con i miei collaboratori, gli ho detto una cosa tipo: “Forse c’è un altro pezzo di questo mondo nel quale potremmo tornare, se ne avessimo voglia”».
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