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22:58 venerdì 3 luglio 2026
I produttori del film di Il mio anno di riposo e oblio hanno dovuto trovare una nuova regista perché Yorgos Lanthimos è stanco e non vuole più girarlo L'adattamento del romanzo di Ottessa Moshfegh sarà diretto da Rose Glass, la regista di Saint Maud e Love Lies Bleeding.
Per l’80esimo compleanno di Syd Barret uscirà un doppio album celebrativo in cui suoneranno anche David Gilmour e Nick Mason dei Pink Floyd Uscirà il il 9 ottobre e si intitolerà Clowns And Jugglers: The Songs Of Syd Barrett, parte di una grande festa in programma a Cambridge, la sua città natale.
In Cisgiordania è stato costruito un “archivio indistruttibile” per conservare, proteggere e tramandare in tutto il mondo la storia della Palestina È un progetto del Museo Palestinese di Birzeit: dentro ci sono mezzo milione di foto, documenti, diari, mappe, filmati e lettere, scaricabili da chiunque ed esponibili ovunque.
C’è un sito che usa le opere di Rothko per le previsioni del tempo Basta digitare il nome di una località qualsiasi del mondo perché un apposito algoritmo selezioni il dipinto dell’artista che meglio corrisponde alla luce e alla temperatura di quel momento.
In Cina è in vendita il primo robot per il supporto emotivo Si chiama U1, ha 88 motori per far sembrare reali i suoi movimenti, AI per imparare a conoscerti ed è progettato per diventare un compagno di vita.
A Hollywood sono convinti di aver già trovato (tra Reddit e YouTube, ovviamente) il prossimo Backrooms e il prossimo Obsession Due fenomeni internettiani come Siren Head e The Mandela Catalogue diventeranno film, confermando che YouTube è ormai per Hollywood un vivaio di registi
Un prete ortodosso greco ha fatto un album doom metal e Pitchfork gli ha dato un voto più alto di quelli dati ad Aphex Twin e Daft Punk Lui si chiama padre Dionysios Tabakis e l'album si intitola Paradise Metal. Voto su Pitchfork: 7.6, più di Discovery e Drukqs.
Una ricerca scientifica ha dimostrato che «nessun bambino sotto i due anni dovrebbe trascorrere regolarmente del tempo davanti allo schermo» È il dato, abbastanza inequivocabile, che emerge da una raccolta di 120 studi sulla questione in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini.

Cosa c’è nel nuovo numero di Studio

Le storie di copertina dedicate a Pedro Almodóvar e Paige Powell e tutti i contenuti del numero 39.

10 Giugno 2019

È arrivato nelle edicole il numero estivo di Studio, il 39, con due copertine esclusive. Una è dedicata a Pedro Almodóvar, il grande regista spagnolo protagonista della “Soggettiva Pedro Almodóvar”, la rassegna della Fondazione Prada di Milano che dal 6 giugno al 26 luglio ci permetterà di assistere, al cinema in Largo Isarco, programmazioni speciali della sua filmografia – compreso Dolor y gloria, un film che è un po’ un bilancio di tutta la sua carriera – e una selezione delle opere cinematografiche che più l’hanno influenzato umanamente e professionalmente. Il regista ha parlato di sé e del suo lavoro con Mattia Carzaniga, mentre Piotr Niepsuj l’ha scattato per noi.

La storia di copertina dedicata a Pedro Almodóvar

La protagonista della seconda cover  è Paige Powell, straordinaria documentatrice della New York di Andy Warhol e di un gruppo di amici che ha cambiato la storia dell’arte e della cultura. In occasione dell’uscita del cofanetto con quattro volumi pubblicato da Dashwood Books con il sostegno di Gucci, abbiamo selezionato una serie di immagini in esclusiva, accompagnate da un’intervista alla fotografa firmata da Enrico Ratto che oltre a raccontare lo spirito della città nel suo momento più vivo – e quindi Fomo, ambizione, ammirazione, le cene i party e tutto il resto: l’abbiamo chiamata “l’invenzione degli influencer” – ha molto da dire al presente in cui viviamo.

Andy Warhol è il protagonista di molte delle più belle fotografie di Paige Powell

Un periodo, quello degli anni Ottanta, che torna nella chiacchierata di Anna Momigliano con lo scrittore Adam Gopnik, autore di Io, lei Manhattan, pubblicato in Italia da Guanda. Nello stesso periodo, ma a Londra, nasceva The Face, detto anche “la Bibbia dello Stile”: il magazine britannico è tornato in vita a 15 anni dalla chiusura con un nuovo modello di business, che abbiamo raccontato insieme a Dan Flower, il nuovo direttore. Nelle pagine successive, Valentina Della Seta ha intervistato Ottessa Moshfegh, scrittrice di culto e autrice di Il mio anno di riposo e oblio (Feltrinelli), un libro di cui si sta parlando molto, mentre Davide Coppo ha raccontato Malta, il boom economico, la fiducia nell’Ue, le contraddizioni di uno Stato piccolo ma sorprendente.

Otessa Moshfegh è anche l’autrice di Nostalgia di un altro mondo, pubblicato in Italia da Feltrinelli


Segue l’analisi di Teresa Bellemo di un importante fenomeno del momento: l’erba legale e il modo in cui la sua estetica è cambiata. In StudioClassic Cristiano de Majo ha parlato di satelliti, missioni e pianeti con Maurizio Cheli, uno dei primi astronauti italiani ad andare nello spazio. C
hiude il numero un ultimo servizio di moda – sono tre in tutto – e Studio Visit: Andrea Caputo, architetto romagnolo che progetta soprattutto in Asia ci ha accolto nel suo studio di Milano.

Uno dei due servizi di moda di questo numero con foto di Leonardo Scotti e moda di Francesca Cisani

In questo numero, inoltre, la sezione Industry è interamente dedicata alla moda maschile. La storia di copertina è un’intervista a Claudio Marenzi, attualmente presidente sia di Confindustria Moda che di Pitti Immagine, nonché CEO di Herno, che analizza sfide e prospettive del sistema italiano della moda. Per i primi trent’anni di Slam Jam, Silvia Vacirca ha intervistato il fondatore Luca Benini, che ha parlato degli esordi, dei successi e dello streetwear come fenomeno di costume. Quindi un approfondimento sul legame speciale che lega Giorgio Armani e il Giappone attraverso la nuova collezione Tessuti, un’analisi del successo di Salomon, azienda specializzata in calzature e attrezzature sportive da montagna che oggi è più fashion che mai, un report che documenta la diffusione dei prodotti falsi su Instagram. Infine le tre consuete column di opinione: l’ospite di questo numero è Emanuele Coccia, che racconta il ruolo che la curatela riveste oggi nella moda.

Una delle tre column che chiudono questo numero di Studio Industry

Ci trovate in edicola.

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