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Alberto Angela che intervista Christopher Nolan e Matt Damon è la trovata promozionale che l’Odissea si merita e di cui ha bisogno L'intervista andrà in onda il 12 luglio, in prima serata su Rai 1, nella premiere della nuova stagione di Noos.
A Madrid c’è un gruppo di “sabotatori antituristificazione” che sta sabotando centinaia di appartamenti affittati dai turisti Se la prendono con le key box e con i lettori NFC, per impedire ai turisti di entrare nelle case. Hanno colpito 153 appartamenti in 7 quartieri.
Al concerto dei Foo Fighters a Milano, Dave Grohl ha fatto salire sul palco gli esponenti dei centri sociali italiani in cui suonava negli anni ’90 Ha anche parlato in italiano dicendo tutte le parole che sapeva ("grazie", "bacio", "tutti pazzi") e ha ricordato l'accoglienza e la generosità dei centri sociali ormai chiusi.
Dopo averle classificate come un “problema climatico”, l’Unione Europea ha cambiato idea sulle mucche e adesso le considera “infrastrutture critiche” A quanto pare, adesso l'Ue ha deciso che le mucche «garantiscono autonomia strategica e prevengono l'abbandono dei territori».
Dopo vent’anni potremo finalmente vedere il documentario su Marie Antoinette di Sofia Coppola girato da sua madre Eleanor Coppola Si intitola Making Marie Antoinette, lo distribuirà Mubi ed è un ultimo omaggio che la figlia fa alla madre, morta nel 2024.
C’è una playlist in cui ogni canzone è dedicata al Presidente di un Paese del G7 e l’ha fatta Emmanuel Macron Tra dossier sull’Ucraina, tensioni in Medio Oriente, dazi, nucleare iraniano e intelligenza artificiale, Emmanuel Macron ha pensato di aggiungere una canzone per ciascun leader in un catalogo musicale del potere globale.
La libreria indipendente di Han Kang a Seoul ha chiuso a causa della gentrificazione del quartiere Il proprietario dell'immobile in cui si trovava la libreria ha deciso di venderlo e nemmeno una Premio Nobel è riuscita a convincerlo a ripensarci.
Oltre a John Cale, Martin Scorsese e Marc Jacobs, nel nuovo album di Charli XCX c’è anche David Cronenberg L'attesissimo nuovo album dal titolo Music, Fashion, Film uscirà il 24 luglio.

Il weekend di Stranger Things

La terza stagione della serie dei fratelli Duffer è ora disponibile: come se ne sta parlando (bene) e cosa significa per la tv di oggi.

di Studio
06 Luglio 2019

Dopo un’interminabile campagna pubblicitaria e il moltiplicarsi del merchandising a tema, dal 4 luglio la terza stagione di Stranger Things è finalmente disponibile su Netflix. L’acclamatissima serie creata dai fratelli Duffer, ambientata negli anni Ottanta, è diventata sin dal suo esordio nel 2016 un vero e proprio fenomeno di costume e ha avuto un impatto culturale che in qualche modo, seppur con le dovute differenze, ricorda quello avuto da Game Of Thrones. Il nuovo capitolo della serie arriva a due anni di distanza dalla seconda stagione (un anno dopo nella narrazione, dove siamo nel bel mezzo del 1985) e sta ricevendo in questi primi giorni critiche perlopiù positive. Abbiamo raccolto le più interessanti da leggere, da Variety al New York Times, e alcuni articoli che inquadrano e analizzano questa terza stagione all’interno del panorama televisivo odierno.

“Why Stranger Things 3 is the best yet”Variety
Secondo Caroline Framke, Stranger Things è stato lo show che, dopo il successo ottenuto da House Of Cards e Orange Is The New Black, ha contribuito a rendere Netflix quella che è oggi. È stato questo show, scrive infatti Framke su Variety, a rendere il binge-watching definitivamente mainstream. Se la seconda stagione era piaciuta a molti ma aveva lasciato i critici dubbiosi su quanto ancora la serie potesse tirare avanti, la terza sembra essere molto più convincente. Con una menzione d’onore a una nuova location che è un classico delle serie tv: il centro commerciale.

Stranger Things Reaches 1985 and Goes to the Mall”The New York Times
Anche Mike Hale sul Nyt parte proprio dall’entrata in scena del centro commerciale. Il cosiddetto “mall” è da sempre centrale nella vita degli adolescenti americani e, come tale, si è sempre guadagnato un posto speciale all’interno del piccolo schermo e dei teen-drama in particolare. Nella terza stagione di Stranger Things Steve Harrington (il personaggio interpretato da Joe Keery) inizia a lavorarci come gelataio: così il mall si trasforma ben presto nel campo di battaglia perfetto per affrontare i mostri che popolano Hawkins.

“Every Pop-Culture Reference We Spotted in Stranger Things 3Vulture
Uno dei motivi del successo di Stranger Things è il suo citazionismo estremo, che ha fatto scuola (basta guardare a come ci giocano show usciti dopo, vedi Sex Education) inaugurando di fatto un modello televisivo “allargato”, dove i generi, così come le audience di riferimento, spesso si confondono e sovrappongono. In questa terza stagione i fratelli Duffer non si sono risparmiati in quanto a citazioni pop: Vulture le mette in fila, da War Games a Magnum P.I.

“We Need to Talk About Hopper (and That Ending)”IndieWire
Avviso: questo articolo di Ben Travers su IndieWire è pieno di spoiler, anzi è proprio «una recensione con spoiler», per cui chi non avesse ancora finito gli otto episodi della nuova stagione eviti di leggerlo. Per tutti gli altri, qui si discute del gran finale, che arriva dopo una serie di eventi particolarmente spettacolari – tutte i critici concordano sul fatto che questa stagione abbia un ritmo incalzante e godibilissimo – e sull’evoluzione di uno dei personaggi più amati, l’ispettore Hopper interpretato da David Harbour.

Stranger Things helps shine a light on the flaws in Netflix’s strategy”Cnbc
Quest’anno Netflix sborserà circa 15 miliardi di dollari per garantire contenuti esclusivi per il suo servizio di streaming: in questo articolo alcuni analisti spiegano perché l’azienda dovrebbe modificare la propria strategia. Non solo: secondo loro la massiccia campagna realizzata per la terza stagione di Stranger Things rivela le grosse lacune di questo modello di business. Netflix è «un affittuario perpetuo e non un proprietario di contenuti»: non ottiene nulla da Burger King, per intenderci, né dalle vendite dei panini dedicati a Stranger Things. La maggiore esposizione potrebbe al massimo fruttare qualche abbonamento in più. «Se non vuole uscire dalla sua strategia attuale, Netflix ha solo tre opzioni: aumentare i prezzi, ottenere più abbonati o tagliare le spese».

Stranger Things 3 is gory, cheesy and probably where the show should end”British Gq
Olive Pometsey scrive sulla versione britannica di Gq che la terza stagione di Stranger Things rimarrà impressa a molti per alcuni motivi ben precisi, a partire da quanto è spaventosa e splatter. «Ben presto ho iniziato a chiedermi che razza di mente umana potesse concepire modi così disgustosamente creativi per schifare gli spettatori», scrive infatti. Ma il punto fondamentale rimane un altro: sebbene decisamente più riuscita della seconda stagione, quanto ancora può reggere l’universo narrativo di questa serie che si fonda su nostalgia e citazionismo estremo? Quasi sicuramente non a lungo: ecco perché sarebbe meglio che si concludesse qui, in grandissimo stile.

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