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Nel programma della Scala di quest’anno c’è anche il cineconcerto di di Fellini E per i prossimi tre anni i cineconcerti saranno stabilmente parte degli spettacoli del Teatro: nel 2027 ci sarà Tempi Moderni di Chaplin e nel 2028 un concerto dedicato ai film di Ennio Morricone.
L’AI sta facendo perdere il lavoro a così tante persone che si inizia a parlare di mega layoff, cioè di mega licenziamenti A quanto pare sta diventando un vero e proprio "trend" tra le aziende, tanto che molte licenziano anche se non sono in difficoltà economiche.
È stato annunciato un altro sequel di Top Gun e ovviamente anche stavolta il protagonista sarà Tom Cruise Del film si sa ancora pochissimo, ma l'unica conferma che importa davvero c'è già: Maverick non va in pensione, nemmeno a 63 anni.
Secondo il Financial Times la crisi abitativa di Milano ormai è più grave anche di quella di Londra I prezzi delle case in città sono aumentati del 57 per cento nell’ultimo decennio, mentre gli affitti sono saliti di oltre il 70 per cento.
Gli Strokes hanno usato il palco del Coachella per denunciare tutti i crimini che gli Usa hanno commesso nel mondo dagli anni ’50 a oggi Lo hanno fatto con un video in cui mostravano i colpi di Stato in Cile, Bolivia, Congo (solo per citarne alcuni) e poi i bombardamenti su Gaza e Iran.
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.

Il weekend di Stranger Things

La terza stagione della serie dei fratelli Duffer è ora disponibile: come se ne sta parlando (bene) e cosa significa per la tv di oggi.

di Studio
06 Luglio 2019

Dopo un’interminabile campagna pubblicitaria e il moltiplicarsi del merchandising a tema, dal 4 luglio la terza stagione di Stranger Things è finalmente disponibile su Netflix. L’acclamatissima serie creata dai fratelli Duffer, ambientata negli anni Ottanta, è diventata sin dal suo esordio nel 2016 un vero e proprio fenomeno di costume e ha avuto un impatto culturale che in qualche modo, seppur con le dovute differenze, ricorda quello avuto da Game Of Thrones. Il nuovo capitolo della serie arriva a due anni di distanza dalla seconda stagione (un anno dopo nella narrazione, dove siamo nel bel mezzo del 1985) e sta ricevendo in questi primi giorni critiche perlopiù positive. Abbiamo raccolto le più interessanti da leggere, da Variety al New York Times, e alcuni articoli che inquadrano e analizzano questa terza stagione all’interno del panorama televisivo odierno.

“Why Stranger Things 3 is the best yet”Variety
Secondo Caroline Framke, Stranger Things è stato lo show che, dopo il successo ottenuto da House Of Cards e Orange Is The New Black, ha contribuito a rendere Netflix quella che è oggi. È stato questo show, scrive infatti Framke su Variety, a rendere il binge-watching definitivamente mainstream. Se la seconda stagione era piaciuta a molti ma aveva lasciato i critici dubbiosi su quanto ancora la serie potesse tirare avanti, la terza sembra essere molto più convincente. Con una menzione d’onore a una nuova location che è un classico delle serie tv: il centro commerciale.

Stranger Things Reaches 1985 and Goes to the Mall”The New York Times
Anche Mike Hale sul Nyt parte proprio dall’entrata in scena del centro commerciale. Il cosiddetto “mall” è da sempre centrale nella vita degli adolescenti americani e, come tale, si è sempre guadagnato un posto speciale all’interno del piccolo schermo e dei teen-drama in particolare. Nella terza stagione di Stranger Things Steve Harrington (il personaggio interpretato da Joe Keery) inizia a lavorarci come gelataio: così il mall si trasforma ben presto nel campo di battaglia perfetto per affrontare i mostri che popolano Hawkins.

“Every Pop-Culture Reference We Spotted in Stranger Things 3Vulture
Uno dei motivi del successo di Stranger Things è il suo citazionismo estremo, che ha fatto scuola (basta guardare a come ci giocano show usciti dopo, vedi Sex Education) inaugurando di fatto un modello televisivo “allargato”, dove i generi, così come le audience di riferimento, spesso si confondono e sovrappongono. In questa terza stagione i fratelli Duffer non si sono risparmiati in quanto a citazioni pop: Vulture le mette in fila, da War Games a Magnum P.I.

“We Need to Talk About Hopper (and That Ending)”IndieWire
Avviso: questo articolo di Ben Travers su IndieWire è pieno di spoiler, anzi è proprio «una recensione con spoiler», per cui chi non avesse ancora finito gli otto episodi della nuova stagione eviti di leggerlo. Per tutti gli altri, qui si discute del gran finale, che arriva dopo una serie di eventi particolarmente spettacolari – tutte i critici concordano sul fatto che questa stagione abbia un ritmo incalzante e godibilissimo – e sull’evoluzione di uno dei personaggi più amati, l’ispettore Hopper interpretato da David Harbour.

Stranger Things helps shine a light on the flaws in Netflix’s strategy”Cnbc
Quest’anno Netflix sborserà circa 15 miliardi di dollari per garantire contenuti esclusivi per il suo servizio di streaming: in questo articolo alcuni analisti spiegano perché l’azienda dovrebbe modificare la propria strategia. Non solo: secondo loro la massiccia campagna realizzata per la terza stagione di Stranger Things rivela le grosse lacune di questo modello di business. Netflix è «un affittuario perpetuo e non un proprietario di contenuti»: non ottiene nulla da Burger King, per intenderci, né dalle vendite dei panini dedicati a Stranger Things. La maggiore esposizione potrebbe al massimo fruttare qualche abbonamento in più. «Se non vuole uscire dalla sua strategia attuale, Netflix ha solo tre opzioni: aumentare i prezzi, ottenere più abbonati o tagliare le spese».

Stranger Things 3 is gory, cheesy and probably where the show should end”British Gq
Olive Pometsey scrive sulla versione britannica di Gq che la terza stagione di Stranger Things rimarrà impressa a molti per alcuni motivi ben precisi, a partire da quanto è spaventosa e splatter. «Ben presto ho iniziato a chiedermi che razza di mente umana potesse concepire modi così disgustosamente creativi per schifare gli spettatori», scrive infatti. Ma il punto fondamentale rimane un altro: sebbene decisamente più riuscita della seconda stagione, quanto ancora può reggere l’universo narrativo di questa serie che si fonda su nostalgia e citazionismo estremo? Quasi sicuramente non a lungo: ecco perché sarebbe meglio che si concludesse qui, in grandissimo stile.

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