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Il presidente del Nepal Balen Shah, che è un ex rapper, ha scelto come suo Ministro degli Interni Sudan Gurung, che è un ex dj E il suo primo provvedimento è stato ordinare l'arresto del suo predecessore, liberato solo dopo 12 giorni di prigione e interrogatori.
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Sabina Guzzanti ha pubblicato su YouTube il suo documentario sul centro sociale Spin Time di Roma Il film è uscito nel 2021, ma Guzzanti lo ha pubblicato adesso online perché vuole «far conoscere questa realtà prima che sia troppo tardi», cioè prima che arrivi lo sgombero.
Nei suoi primi 100 giorni da sindaco di New York, Mamdani ha fatto una cosa meglio di tutti i suoi predecessori: aggiustare le buche per strada Il sindaco ha appena sigillato la centomillesima buca della sua amministrazione, un traguardo raggiunto nei cento giorni dall'insediamento. E di cui va molto fiero.
I Nine Inch Nails hanno annunciato un nuovo album che uscirà tra neanche una settimana Si intitola Nine Inch Noize, uscirà il 17 aprile ed è l'ufficializzazione del trio Trent Reznor, Atticus Ross e Alexander Ridha, in arte Boys Noize.
Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana In una nota riportata oggi si specifica che la scelta del co-fondatore del brand nato nel 1985 non avrà però alcun impatto sul suo contributo creativo al gruppo.
Una ricercatrice è riuscita a completare la prima mappa dei nervi del clitoride E grazie a questa mappa si è scoperto che le informazioni che avevamo sul clitoride non solo erano pochissime ma in molti casi anche sbagliate.
Il governo pakistano si è inventato due giorni di festa nazionale per svuotare Islamabad ed evitare disordini durante il negoziato tra Usa e Iran La capitale al momento è deserta: per strada non c'è quasi nessuno, ci sono poliziotti e soldati ovunque, in attesa dell'arrivo delle delegazioni di Usa e Iran.

Il weekend di Stranger Things

La terza stagione della serie dei fratelli Duffer è ora disponibile: come se ne sta parlando (bene) e cosa significa per la tv di oggi.

di Studio
06 Luglio 2019

Dopo un’interminabile campagna pubblicitaria e il moltiplicarsi del merchandising a tema, dal 4 luglio la terza stagione di Stranger Things è finalmente disponibile su Netflix. L’acclamatissima serie creata dai fratelli Duffer, ambientata negli anni Ottanta, è diventata sin dal suo esordio nel 2016 un vero e proprio fenomeno di costume e ha avuto un impatto culturale che in qualche modo, seppur con le dovute differenze, ricorda quello avuto da Game Of Thrones. Il nuovo capitolo della serie arriva a due anni di distanza dalla seconda stagione (un anno dopo nella narrazione, dove siamo nel bel mezzo del 1985) e sta ricevendo in questi primi giorni critiche perlopiù positive. Abbiamo raccolto le più interessanti da leggere, da Variety al New York Times, e alcuni articoli che inquadrano e analizzano questa terza stagione all’interno del panorama televisivo odierno.

“Why Stranger Things 3 is the best yet”Variety
Secondo Caroline Framke, Stranger Things è stato lo show che, dopo il successo ottenuto da House Of Cards e Orange Is The New Black, ha contribuito a rendere Netflix quella che è oggi. È stato questo show, scrive infatti Framke su Variety, a rendere il binge-watching definitivamente mainstream. Se la seconda stagione era piaciuta a molti ma aveva lasciato i critici dubbiosi su quanto ancora la serie potesse tirare avanti, la terza sembra essere molto più convincente. Con una menzione d’onore a una nuova location che è un classico delle serie tv: il centro commerciale.

Stranger Things Reaches 1985 and Goes to the Mall”The New York Times
Anche Mike Hale sul Nyt parte proprio dall’entrata in scena del centro commerciale. Il cosiddetto “mall” è da sempre centrale nella vita degli adolescenti americani e, come tale, si è sempre guadagnato un posto speciale all’interno del piccolo schermo e dei teen-drama in particolare. Nella terza stagione di Stranger Things Steve Harrington (il personaggio interpretato da Joe Keery) inizia a lavorarci come gelataio: così il mall si trasforma ben presto nel campo di battaglia perfetto per affrontare i mostri che popolano Hawkins.

“Every Pop-Culture Reference We Spotted in Stranger Things 3Vulture
Uno dei motivi del successo di Stranger Things è il suo citazionismo estremo, che ha fatto scuola (basta guardare a come ci giocano show usciti dopo, vedi Sex Education) inaugurando di fatto un modello televisivo “allargato”, dove i generi, così come le audience di riferimento, spesso si confondono e sovrappongono. In questa terza stagione i fratelli Duffer non si sono risparmiati in quanto a citazioni pop: Vulture le mette in fila, da War Games a Magnum P.I.

“We Need to Talk About Hopper (and That Ending)”IndieWire
Avviso: questo articolo di Ben Travers su IndieWire è pieno di spoiler, anzi è proprio «una recensione con spoiler», per cui chi non avesse ancora finito gli otto episodi della nuova stagione eviti di leggerlo. Per tutti gli altri, qui si discute del gran finale, che arriva dopo una serie di eventi particolarmente spettacolari – tutte i critici concordano sul fatto che questa stagione abbia un ritmo incalzante e godibilissimo – e sull’evoluzione di uno dei personaggi più amati, l’ispettore Hopper interpretato da David Harbour.

Stranger Things helps shine a light on the flaws in Netflix’s strategy”Cnbc
Quest’anno Netflix sborserà circa 15 miliardi di dollari per garantire contenuti esclusivi per il suo servizio di streaming: in questo articolo alcuni analisti spiegano perché l’azienda dovrebbe modificare la propria strategia. Non solo: secondo loro la massiccia campagna realizzata per la terza stagione di Stranger Things rivela le grosse lacune di questo modello di business. Netflix è «un affittuario perpetuo e non un proprietario di contenuti»: non ottiene nulla da Burger King, per intenderci, né dalle vendite dei panini dedicati a Stranger Things. La maggiore esposizione potrebbe al massimo fruttare qualche abbonamento in più. «Se non vuole uscire dalla sua strategia attuale, Netflix ha solo tre opzioni: aumentare i prezzi, ottenere più abbonati o tagliare le spese».

Stranger Things 3 is gory, cheesy and probably where the show should end”British Gq
Olive Pometsey scrive sulla versione britannica di Gq che la terza stagione di Stranger Things rimarrà impressa a molti per alcuni motivi ben precisi, a partire da quanto è spaventosa e splatter. «Ben presto ho iniziato a chiedermi che razza di mente umana potesse concepire modi così disgustosamente creativi per schifare gli spettatori», scrive infatti. Ma il punto fondamentale rimane un altro: sebbene decisamente più riuscita della seconda stagione, quanto ancora può reggere l’universo narrativo di questa serie che si fonda su nostalgia e citazionismo estremo? Quasi sicuramente non a lungo: ecco perché sarebbe meglio che si concludesse qui, in grandissimo stile.

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