Hype ↓
02:09 venerdì 20 marzo 2026
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.
Gli impallinati di alieni sono convinti che gli Usa stiano per dire che gli alieni esistono perché il governo ha registrato il dominio aliens.gov Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.
Qualcuno si è inventato un traduttore che traduce qualsiasi cosa dici nella ridicola lingua tipica di LinkedIn Si chiama Kagi Translate e vi insegnerà come trasformare qualsiasi cosa vi succede sul lavoro in un «nuovo emozionante capitolo!».
Dopo averci investito 80 miliardi di dollari e averci guadagnato zero dollari, Zuckerberg ha chiuso il metaverso di Meta Quattro anni a ripetere che in futuro avremmo tutti vissuto in Horizon Worlds. Oggi Horizon Worlds non esiste più.
Per i 25 anni della saga si terrà un rave party a tema Signore degli Anelli in cui il dj sarà Elijah Wood, cioè Frodo Baggins Insieme all’attore Zach Cowie, suo partner nel duo Wooden Wisdom, Wood guiderà un «rave in pieno stile Terra di Mezzo» il prossimo 31 maggio.
Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026 Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.
Tulsi Gabbard, la Direttrice dell’Intelligence Usa, ha detto che non c’è nessuna prova che l’Iran stesse costruendo una bomba atomica Contraddicendo apertamente Trump, che il 4 marzo aveva detto che «se non avessimo attaccato entro due settimane, avrebbero avuto l'atomica».
Elio Germano si è fatto un profilo Instagram solo per far campagna per il No al referendum sulla giustizia La “canzone” che Germano canticchia nel video riprende quella che cantava Gigi Proietti in uno spot per il no al referendum sul divorzio.

St. Vincent è un alieno?

Il suo quinto disco, il primo dichiaratamente pop, sta entusiasmando critica e pubblico. La trasformazione di Annie Clark, da musicista indie a sex symbol.

17 Ottobre 2017

Mentre guardo a ripetizione i due video di St. Vincent che hanno preceduto MASSEDUCTION, il suo quinto e acclamatissimo album uscito pochi giorni fa, non riesco a togliermi dalla testa due domande che mi tormentano da quando la conosco, e cioè da quando andai in fissa per i Talking Heads e, esplorando approfonditamente la loro discografia, inciampai sul disco che David Byrne creò insieme a lei, Love this Giant, del 2012. La prima domanda è: perché certe persone, tipo lei, PJ Harvey e, visto che l’analogia in questi giorni si spreca, David Bowie, riescono a vivere senza problemi in una condizione fisica di apparente e perenne anoressia? E la seconda: perché nonostante tutti i miei sforzi St. Vincent continua a starmi tremendamente sul culo?

8693a1edc321169ba577b6ea8bcff7f1.1000x1000x1

Il culo ha un ruolo importante nell’economia del nuovo disco, nel senso che per la prima volta, sulla copertina, Annie Clark (questo il vero nome) non mette la sua faccia (con un’eccezione, Strange Mercy era una bocca spalancata soffocata da una distesa di latex lattiginoso), ma, appunto, un lato b di donna piegata in avanti. Nei video che continuo a guardare, Annie è inespressiva e gommosa (come Gaga al suo esordio, indossa una specie di poker face) eppure nelle varie interviste dice che in questo disco ha messo tanto di lei. In effetti, nel suo complesso l’album è il più pensato e curato che ha sfornato finora, soprattutto per quanto riguarda la campagna promozionale che l’ha anticipato, dalle brevi scenette su Instagram (dovrebbero far ridere, personalmente le trovo irritanti) alle finte conferenze stampa su Youtube (idem). Ironica e velenosa, la nuova St. Vincent (che in realtà nuova non è, basti pensare a quando si esibì vestita da cesso viola: ma adesso la vena sardonica si mescola a un’estetica iper patinata, à la Toilet Paper) sembra aver conquistato tutti.

Musicista indie apprezzata da pochi eletti fino a qualche anno fa, adesso, come dice il titolo del disco, si appresta a sedurre la massa. In verità l’aveva già conquistata, comparendo sui tabloid nelle vesti di fidanzata di Cara Delevigne (sul suo rapporto con lei, ormai finito, il Daily Mail ha scritto un articolo che svela tante curiosità sulla vita di entrambe, tipo che il padre di Annie è un criminale). La supermodella inglese adesso canta il ritornello di Pills, la canzone più brutta e fastidiosa del disco, che l’autrice ha scritto prendendo spunto da un suo breve periodo di dipendenza dai sonniferi. Subito dopo Delevigne, al fianco della cantante è comparsa Kirsten Stewart (c’è da chiedersi se Lily-Rose Deep sia single, a questo punto, visto che a quanto pare St. Vincent ha una perv per le testimonial di Chanel).

'Jonathan Yeo Portraits' Exhibition Opening In Frederiksborg Castle

Ma questa donna di ben 35 anni non è mica spuntata fuori come un fungo: il suo momento d’oro se l’è conquistato con anni e anni di duro lavoro. Ha iniziato appena maggiorenne, andando in tour con due zii a caso: Tuck & Patty (probabilmente è da lì che arriva il suo virtuosismo con la chitarra). Poi ha scelto il suo nome d’arte, che «è il posto dove la poesia muore» («Dylan Thomas died drunk in a St Vincent hospital», cantava Nick Cave). Poi il primo album, Marry me, del 2007, seguito da Actor (2009), Strange Mercy (2011), il disco con Byrne che me l’ha fatta scoprire (2012), l’album eponimo del 2014, che le fa vincere un Grammy come Best Alternative Album, più collaborazioni con Bon Iver, Swans e esibizioni con Xiu Xiu e The National.

MASSEDUCTION è il primo lavoro dichiaratamente pop, pensato per essere pop, e quindi, come l’autrice di quest’ottima recensione giustamente nota, “meta pop”, come succede sempre nelle opere dei semi sconosciuti che vogliono diventare mainstream. Al disco ha lavorato con Jack Antonoff, il tipo di Lena Dunham, che ormai le aiuta un po’ tutte (Lorde, Taylor Swift), poi c’è Kamasi Washington che suona il sax, Carrie Brownstein a seguire la parte delle scenette su Instagram, l’artista Alex Da Corte a dirigere il video di New York, e Willo Perron quello di Los Ageless.

American Express UNSTAGED Fashion With DVF

Insomma, nel corso degli anni, quando i suoi capelli erano molto più secchi e spettinati di oggi, Miss perfettina ha prodotto un bel po’ di ottimo materiale: oggi è ancora più magra, meglio vestita, piena di collaboratori fighi, e pronta a godersi la meritata consacrazione. Il grande singolo è “New York“, il cui testo avrebbe il potenziale di farci piangere o pensare all’ultimo ex (quello che ogni buona canzone d’amore pop si prefigge di fare) ma non trova, nella sua forma, un’espressione emotiva adeguata. La voce è asettica, impostata. Le sonorità rimangono fredde, iper composte, troppo educate. Procedono senza sbavature, statiche e nervosette (proprio come lei).

Nel primo pezzo dell’album canta «’cause you and me, we’re not meant for this world», e con quel «you» non credo proprio si rivolga a uno di noi. Insomma: il motivo per cui St. Vincent non riesce a conquistarmi è che, come suggerisce Valentina Ziliani nell’intervista che le ha fatto per DLSO (riferendosi più che altro al suo atteggiamento durante l’incontro), si mantiene lontana, separata. Non instaura con il pubblico nessun tipo di legame, si erge al di sopra, perché, sai, lei è “non è fatta per questo mondo” (che dire, sembrerebbe proprio il contrario). Le sue canzoni non sono scritte per noi. È difficile declamarne una tornando a casa all’alba reduci da una nottata alcolica, cosa che invece funziona con i pezzi di Lorde, Lana del Rey, Rihanna, Pj Harvey, il suo amico David Byrne (la migliore, da urlare, è “Take me to the river”) e tanti altri.

New Yorker White House Correspondents' Dinner Pre-Party

Nell’intervista sopracitata, tra l’altro, parlando del suo periodo pillole, Annie dice che oggi è bravissima («sono in modalità suora», confidava ad agosto al Guardian). Nemmeno beve: «anche soltanto sentire l’odore dell’alcool mi infastidisce». Forse questa informazione è la soluzione alle mie domande: è così magra perché mangia sano e non beve alcolici, e forse mi sta antipatica per lo stesso motivo, perché è così posata, attenta, impeccabile e perfetta in un modo che sembra essersi creata su misura per lei. Lo dimostrava anche nel video in cui fingeva di insegnare il Rainbow Kick: fa pensare a una di quelle donne controllate e stilose, determinate, che sanno sempre quando è il momento di sperimentare e quando invece è quello di fermarsi. Me la immagino mentre si allena per fare quella mossa del calcio, ogni giorno, metodica e costante, e poi alla fine ci riesce.

E poi, quanto è banale che in “Los Ageless” si metta a fare il verso alla cultura della chirurgia estetica e al culto della bellezza (grazie tante, è stupenda di natura)? Non è come Lana Del Rey, genio frivolo e maledetto che ritrae e incarna i miti vuoti dell’America. No: lei ci giudica. Intanto, però (intelligentemente), con la scusa di contestarlo o descriverlo, questo culto lo sfrutta appieno: gli stivali laccati a mezza coscia, i vestitini in silicone alla Wovo, le pose da manichino, l’attenzione maniacale per la forma. Forse la preferivo quando si vestiva da cesso viola. O forse no, non l’ho mai preferita. Ma la buona notizia è che c’è un antidoto, per quei pochi che come me sentano il bisogno di togliersi dalla testa il suo tono saccente e dimenticarne la serafica, innata e inarrivabile eleganza: Lorde che si dimena.

Foto Getty
Articoli Suggeriti
In Arco di Ugo Bienvenu c’è tutto il bello dell’animazione occidentale e orientale

Candidato all'Oscar, ispirato dai fumetti di Moebius e da quelli di Akira Toriyama, Arco è un omaggio all'arte stessa dell'animazione. Ne abbiamo parlato con il regista, Ugo Bienvenu.

Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo

L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.

Leggi anche ↓
In Arco di Ugo Bienvenu c’è tutto il bello dell’animazione occidentale e orientale

Candidato all'Oscar, ispirato dai fumetti di Moebius e da quelli di Akira Toriyama, Arco è un omaggio all'arte stessa dell'animazione. Ne abbiamo parlato con il regista, Ugo Bienvenu.

Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo

L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.

Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026

Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.

Per Bruce Sterling, quello che succede alla musica succederà all’intelligenza artificiale

Dal 14 al 15 marzo si tenuto al Macro di Roma il convegno The Dream Syndicate. Tra gli ospiti c'era anche la leggenda della letteratura cyberpunk Bruce Sterling, che ha parlato di musica, AI, arte degli umani e arte delle macchine. Riportiamo qui il suo intervento integrale.

Per la prima volta verrà trasmesso in tv il documentario sul concerto dei Pink Floyd a Pompei

Stasera, dalle 23:35 su Rai5 verrà mandato in onda per la prima volta Pink Floyd: Live at Pompei MCMLXXII.

Hans Zimmer ha confermato che la persona che canta nel trailer di Dune 3 è proprio Timothée Chalamet

Alcuni fan avevano riconosciuto subito la voce dell'attore, ma adesso è arrivata anche la conferma del compositore della colonna sonora del film.