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Un regista ha deciso di distribuire il suo primo film esclusivamente in videocassetta per protestare contro l’AI È la prima volta che succede in 22 anni. Il film si intitola This is How the World Ends e lo ha diretto Robert dos Santos.
In Cina hanno cancellato più di 12 mila corsi di laurea perché l’AI li ha resi obsoleti I tagli si sono concentrati soprattutto (come sempre in questi casi) nelle arti e nelle discipline umanistiche, ma ce ne sono stati parecchi anche nelle lingue straniere e nella gestione aziendale.
Una ricerca ha dimostrato che andare in bici fa così bene a corpo e mente che dovrebbe rientrare nelle politiche di salute pubblica La ricerca comprende 87 studi da 19 Paesi e conferma che la bici è uno dei più efficaci strumenti per migliorare la qualità della vita in città.
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La Cassazione ha stabilito che se i tuoi colleghi ti causano ansia e stress il tuo capo deve risarcirti (e tanto, anche) Dopo la sentenza il lavoratore in questione è stato riassunto e il datore di lavoro costretto a pagare un risarcimento di 80 mila euro.
A Berlino ci sarà la più grande retrospettiva mai dedicata a Ryuichi Sakamoto Si intitola seeing sound, hearing time e, dopo Tokyo e Pechino, arriva finalmente anche in Europa, dall'11 settembre 2026 al 23 maggio 2027.

In Corea del Nord hanno condannato a morte un uomo per aver venduto copie di Squid Game

25 Novembre 2021

***Aggiornameno del 26 novembre 2021: NK News ha messo fortemente in dubbio la storia circolata a partire da Radio Free Asia e che abbiamo ripubblicato qui. Gli esperti interpellati dal sito, che solitamente fa buona informazione sulla Corea del Nord, hanno infatti sottolineato come con le attuali restrizioni vigenti alle frontiere è praticamente impossibile che Squid Game sia arrivato nel Paese, sostenendo che si tratterebbe di un tentativo per trarre vantaggio dalla popolarità dello show.

Un uomo in Corea del Nord sarebbe stato arrestato e condannato a morte per aver distribuito copie di Squid Game. La notizia è stata diffusa inizialmente da Radio Free Asia, secondo la quale l’uomo si sarebbe procurato una «copia» di Squid Game in Cina e avrebbe provato a distribuirla in Corea del Nord vendendo illegalmente delle penne Usb con dentro tutti gli episodi della serie.

«È cominciato tutto la scorsa settimana», ha detto a Radio Free Asia una fonte vicina alle forze dell’ordine della provincia di Nord Hamgyong, «quando uno studente ha comprato una di queste chiavette Usb e ha poi guardato la serie a scuola, in classe, assieme ai suoi amici». Stando a quanto riportato, lo studente che ha comprato la chiavetta è stato condannato all’ergastolo, mentre i suoi sei amici, che hanno visto la serie con lui, hanno ricevuto una pena di cinque anni ai lavori forzati. Come se tutto questo non bastasse, pare che anche i responsabili dei ragazzi siano stati severamente puniti: insegnanti e amministratori della scuola che frequentavano sarebbero stati licenziati in tronco, colpevoli di aver «gravemente trascurato l’educazione degli studenti». Anche loro rischiano una condanna ai lavori forzati.

Non si sa come le autorità abbiano scoperto questi sette ragazzi, ma la spiegazione più probabile, secondo la fonte di Radio Free Asia, è una soffiata anonima. In Corea del Nord il tutto è perfettamente legale: esiste una legge che punisce severamente la distribuzione, il consumo o anche solo il possesso di prodotti mediatici provenienti da Paesi capitalistici come gli Stati Uniti o, appunto, la Corea del Sud. Per quanto possa sembrare surreale, il regime di Kim Jong-un prende molto sul serio la faccenda: poco più di un mese fa Ariranga Meari, sito parte di gruppo editoriale controllato dal governo nordcoreano, ha pubblicato un pezzo in cui si descriveva Squid Game come la dimostrazione che in Corea del Sud «corruzione e immoralità sono la norma».

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