L'unico precedente paragonabile sarebbe l'eccidio di Babyn Yar dove, tra il 29 e il 30 settembre del 1941, i nazisti uccisero 33 mila ebrei ucraini.
Un attivista irlandese ha pubblicato su internet l’identità di migliaia di agenti dell’ICE
Lo ha fatto su un sito che si chiama ICE List, al momento ci si trovano 4500 nomi, indirizzi email e numeri di telefono di agenti dell'anti immigrazione.
Si chiama ICE List e usa come slogan «put ICE on ice», un gioco di parole intraducibile che allude all’idea di “congelare l’ICE”, cioè di bloccarne e impedirne le operazioni. A realizzarlo è stato un attivista irlandese che vive nei Paesi Bassi, con il supporto dichiarato di circa 500 collaboratori sparsi in tutto il mondo. Il sito, online sin dalla scorsa estate, rende pubbliche le identità di migliaia di agenti e dipendenti del governo americano che lavoro per o collaborano con l’Immigration and Customs Enforcement.
Il fondatore di ICE List, Dominick Skinner, sostiene di voler «rendere gli agenti responsabili del loro operato nell’applicazione delle politiche migratorie negli Stati Uniti» attraverso la raccolta e l’aggregazione dei dati che li riguardano. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Skinner in una lunga intervista a El Pais, il database include circa 4500 profili verificati di dipendenti dell’ICE con nomi, indirizzi email, numeri di telefono e descrizione del loro lavoro. Tutti i profili sono stati verificati, ma non vengono resi pubblici indirizzi di casa degli agenti per tutelare la sicurezza dello famiglie. Fino a qualche settimana fa la parte più significativa dei dati proveniva da fonti pubbliche (come profili LinkedIn e altri account social) rintracciati dai volontari di ICE List. Il salto di qualità è arrivato quando un informatore anonimo all’interno del Dipartimento per la Sicurezza Interna ha fatto avere a Skinner una lista con migliaia di identità degli agenti ICE. ICE List sta provvedendo alla verifica e alla pubblicazione di tutti i nominativi. Grazie a questo leak, il sito ora rende pubblica l’identità di una fetta significativa del personale attualmente in servizio all’ICE.
Alcuni parlamentari repubblicani hanno definito ICE List un caso esemplare di doxxing e un rischio per la sicurezza degli agenti e delle loro famiglie. Molti attivisti invece sostengono l’iniziativa, descritta come una forma di controllo delle forze dell’ordine da parte della società civile, una risposta all’impunità con cui gli agenti svolgono le loro operazioni.