Hype ↓
23:40 martedì 24 febbraio 2026
Uscirà un film su Colazione da Tiffany e a interpretare Audrey Hepburn sarà Lily Collins La protagonista di Emily in Paris, abbastanza a sorpresa, è stata preferita a Rooney Mara e ad Ariana Grande.
Secondo un report dell’Onu, sono 606 i migranti morti nel Mediterraneo soltanto nei primi due mesi del 2026 Per l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni si tratta del peggior inizio di anno da quando si è iniziato a tenere traccia di queste tragedie.
Tra le ultime aggiunte alla prestigiosissima Criterion Collection c’è anche KPop Demon Hunters Sarà contento Park Chan-wook, che ha detto di essere anche lui un grande appassionato di KPop Demon Hunters.
C’è un sito che digitalizza vecchie musicassette trovate per caso in tutto il mondo Si chiama Intertapes e ogni musicassetta viene catalogata non solo per la musica o le registrazioni che contiene ma anche per la grafica e i colori.
La bandiera di One Piece è arrivata anche a Sanremo grazie a Tommaso Paradiso Il cantante è un fan sfegatato del manga di Eiichiro Oda e ha deciso di portarsi questa sua passione anche sul green carpet dell'Ariston.
Il Vaticano ha annunciato che le messe nella basilica di San Pietro avranno una traduzione simultanea in 60 lingue fatta dall’AI L'AI in questione si chiama Lara e verrà presentata in occasione dei festeggiamenti per i 400 anni della Basilica.
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.
Alla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina, Ilia Malinin si è esibito indossando dei jeans Balmain da 1100 dollari Il pezzo era abbinato a una felpa del rapper NF: nel suo insieme, il look sembrava suggerire una riflessione sulla salute mentale nello sport.

Siria: perché le armi chimiche contano più di 100mila morti?

Perché le armi chimiche dovrebbero bastare ad acconsentire l'intervento in Siria? Breve storia dei motivi per cui - a torto o a ragione - sono considerate diverse dalle altre.

10 Settembre 2013

Perché l’utilizzo delle armi chimiche costituisce una «linea rossa» e oltre centomila morti no?

È una domanda che si fanno in molti, da quando l’attacco del 21 agosto scorso contro un sobborgo di Damasco – dove pare il regime siriano abbia utilizzato il gas nervino (qui il rapporto di Human Rights Watch) – ha provocato la dura reazione di Stati Uniti e alleati, che potrebbero rispondere con un’azione militare.  Già nell’estate del 2012 Barack Obama aveva dichiarato che l’utilizzo di armi chimiche costituiva, per l’amministrazione americana, una «linea rossa». Intanto, però, il conflitto siriano ha già fatto più di 100 mila vittime, quasi tutte uccise da armi “convenzionali”.

Allora perché andare in guerra per qualche centinaio di vittime (anche se le stime, a proposito, variano) presumibilmente uccise dal gas nervino e non per un conflitto così devastante? C’è chi vede la posizione di Obama come «moralmente problematica»: «Nel dire che le armi chimiche sono una linea rossa, l’amministrazione Obama sta anche dicendo che l’uccisione di 70 mila siriani non è una linea rossa», faceva notare qualche mese fa Shadi Hamid sull’Atlantic (nota: allora, ovviamente, il bilancio era più basso)

Più recentemente, però, sempre su The Atlantic Ben Heimar ha provato a inquadrare le motivazioni storiche per cui l’uso di armi chimiche, a tutti gli effetti, è trattato diversamente rispetto alle uccisioni convenzionali.

Il protocollo di Ginevra, firmato nel 1925, non si focalizzò sui milioni di morti dovuti alle nuove armi impiegate nella Grande Guerra, né ebbe da ridire sulle trincee, ma dichiarò che le uccisioni da gas e armi batteriologiche – l’1% delle morti totali del primo conflitto mondiale – dovevano essere interessate da un divieto speciale.

I militari, i leader religiosi e i rappresentanti della Croce Rossa Internazionale che si riunirono in Svizzera considerarono tre motivi per proibire l’uso di gas – introdotto dai tedeschi a Ypres nel 1915 e poi diffusosi in tutti gli eserciti: il primo era la natura delle morti causate da questi agenti chimici: il cloro danneggiava occhi e orecchie e portava alla morte per asfissia, il fosgene – un gas invisibile – finiva nei polmoni e causava la morte per soffocamento a ore dal contagio. Poi c’era la questione dell’impatto indiscriminato di queste armi, che si diffondevano nell’atmosfera e potevano colpire anche la popolazione civile. In ultimo luogo, c’era il timore del loro impiego futuro: in caso di una nuova guerra mondiale combattuta con questi strumenti, le perdite umane sarebbero state incalcolabili.

C’è anche chi sostiene, però, che la “linea rossa” stabilita da Obama sull’utilizzo delle armi chimiche potrebbe nascere non soltanto da preoccupazioni umanitarie, ma anche da timori sulla possibile proliferazione di questi strumenti nella regione mediorientale: «Probabilmente la decisione dell’amministrazione Obama non riguarda solo il rischio di uccisioni civili di massa. Dopotutto il massacro di 70.000 persone è già avvenuto e non ha smosso l’inattività degli Stati Uniti», scriveva sempre Hamid lo scorso aprile. «La vera preoccupazione riguarda le implicazioni che l’uso o il trasporto di armi chimiche avrebbe sulla loro sicurezza. […] La diffusione di armi chimiche porterebbe a una destabilizzazione regionale senza precedenti».

In sostanza, l’obiezione del “perché andare in guerra per il gas e non per i kalashnikov” ha una sua ragion d’essere motivata, vista la natura moralmente ambigua di decisioni di questo genere. Ma è anche vero, da un punto di vista storico, che la comunità internazionale si è adoperata per proibire l’uso di armi di distruzioni di massa e agenti chimici.

Articoli Suggeriti
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Leggi anche ↓
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero