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21:29 mercoledì 18 marzo 2026
Elio Germano si è fatto un profilo Instagram solo per far campagna per il No al referendum sulla giustizia La “canzone” che Germano canticchia nel video riprende quella che cantava Gigi Proietti in uno spot per il no al referendum sul divorzio.
Una ragazza ha trovato la discarica in cui è stato buttato il tappeto rosso degli Oscar, ci è entrata, ha strappato un pezzo del tappeto, se l’è portato a casa e ne ha fatto un tappeto da salotto La ragazza, Paige Thalia, ha documentato tutto su TikTok e ha precisato che con la stoffa avanzata ha fatto una copertina per il suo cane.
Per la prima volta verrà trasmesso in tv il documentario sul concerto dei Pink Floyd a Pompei Stasera, dalle 23:35 su Rai5 verrà mandato in onda per la prima volta Pink Floyd: Live at Pompei MCMLXXII.
Vogue ha fatto causa a un giornale di moda per cani perché si chiama Dogue Secondo la casa editrice Condé Nast, il magazine, che ha una circolazione di 100 copie, «potrebbe danneggiare in maniera irreparabile la reputazione di Vogue».
Hans Zimmer ha confermato che la persona che canta nel trailer di Dune 3 è proprio Timothée Chalamet Alcuni fan avevano riconosciuto subito la voce dell'attore, ma adesso è arrivata anche la conferma del compositore della colonna sonora del film.
L’annuncio di Meloni ospite del podcast di Fedez sembrava la cosa più assurda della campagna referendaria. Poi abbiamo visto il trailer della puntata La puntata verrà pubblicata giovedì 19 marzo alle 13. Nel frattempo, abbiamo un trailer che ha già raggiunto altissime vette di surrealismo.
Il fatto che continui a chiedere alla Nato di intervenire nello Stretto di Hormuz dimostra che Trump non ha capito cos’è la Nato La Nato non può fare nulla perché è un'alleanza difensiva, che tra l'altro non è neanche stata interpellata prima degli attacchi Usa e Israele contro l'Iran.
La foto di un giornalista ha mostrato cosa resta al Dolby Theatre dopo la cerimonia degli Oscar: una montagna di spazzatura Cibo, cartacce, bottiglie vuote: la foto ha fatto arrabbiare molti per l'inciviltà mostrata dai partecipanti alla cerimonia. La colpa, però, non è delle celebrity.

Sfilate, che gusto c’è

Le passerelle viste dal vivo o in streaming dal divano di casa, ecco cosa cambia. Uno sguardo digitale e uno de visu alle collezioni presentate domenica

25 Febbraio 2013

Un tempo ad allettare era l’esclusività. La grandeur delle maison si dispiegava negli allestimenti più scenografici, nei cadeau per gli ospiti di maggior riguardo, nei casting più prestigiosi: a solcare le passerelle erano top model che, a detta di Linda Evangelista, non si sarebbero alzate dal letto per meno di 10mila dollari. Oggi quell’aura di unicità non avvolge più le sfilate. Non la maggior parte, almeno. Gli allestimenti sono ridotti all’osso – non in tutti i casi: sia Antonio Marras sia Ermanno Scervino hanno scelto scenografie e ambientazioni molto curate – e gli omaggi sono stati (quasi) aboliti. Di top model in passerella se ne vedono ben poche e solo sotto l’ala delle griffe di maggior peso. Che, spesso, come Prada, preferiscono aggiudicarsi le debuttanti più promettenti in esclusiva piuttosto che puntare su nomi blasonati.

E, allora, vi chiederete in questa giornata di neve e di elezioni: che gusto c’è ad andare alle sfilate quando, complice la tecnologia, molte di esse sono trasmesse in diretta streaming e visibili comodamente da casa, sul proprio computer? Qualcuno dice che il futuro delle sfilate è questo: via libera al digitale, per tagliare i costi (di tutti: anche dei giornali che devono mandare i propri editor oltreoceano) e semplificare. Oggi ho provato a sperimentare questa nuova dimensione. guardando alcune delle sfilate in calendario (Missoni, Salvatore Ferragamo) comodamente seduta sul divano, con un Macbook Pro e un caffè. E mi sono data una risposta molto semplice: lo streaming rappresenta una grande chance per tutti gli appassionati che, per un motivo o per l’altro non possono accedere alle sfilate. È una sorta di finestra sul cortile dalla quale si può sbirciare, ma analizzare non sarà mai possibile. Primo perché in dieci minuti di sfilata la trasmissione streaming si blocca dalle cinque alle dieci volte; secondo perché, nonostante gli zoom che proiettano lo spettatore direttamente sulla passerella, la terza dimensione viene completamente (o quasi) ignorata. Ed è difficile distinguere al meglio colori e materiali.

MARNI

Linee precise, tagli fermi. È una collezione rigorosa quella portata in passerella da Marni. Che stempera il rigore in un romanticismo contemporaneo, fatto di grazia e ricercatezza. Sfilano cappotti senza maniche e giacche che strizzano l’occhio al guardaroba maschile, ma anche shorts che mettono le gambe in bella mostra. E pellicce: stole e colli, ma anche dettagli a rendere più femminile un capo. Il vero cuore di Marni, lo sanno bene gli appassionati del genere, sono le stampe: per l’ai 2013/14 trionfano print grafiche e atmosferiche che spaziano dalle foreste ai rami.

EMPORIO ARMANI

Sfila una femminilità anni Venti, condita da deliziosi cappellini. In passerella giacche di velluto e cappotti maschili, ma anche pantaloni ampi e morbidi. Non mancano i volumi a uovo che caratterizzano gli abiti da sera, avvolgenti, in velluto. Molti colori pastello, che illuminano la collezione. Il fil rouge della linea per l’autunno inverno prossimo è il Kajal inteso come gamma di sfumature – dai teneri crema e rosati ai colori scuri – e ombreggiature minerali.

DOLCE&GABBANA

La Sicilia e la sua cultura sono una fonte inesauribile di spunti per Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Che trasformano la ricchezza estrema che ha reso famosi in tutto il mondo i mosaici del Duomo di Monreale in una collezione di abiti all’insegna dell’artigianalità. Sfilano pietre ricamate sul pizzo, abiti a corolla con bustier in filigrana d’oro. E, ancora: broccati, organza a stampa mosaico. Tra le stampe anche quelle che omaggiano Sant’Agata, patrono di Catania.

GENNY

Dietro questo marchio rilanciato da meno di due anni c’è la creatività di Gabriele Colangelo, un giovane designer italiano che ha già sfilato con la propria etichetta venerdi 22 febbraio. La mano di Colangelo dietro lo stile di Genny si vede: la ricercatezza dei materiali si abbina ad una nuova lettura delle forme. Che appaiono quasi stilizzate, tanto sono minimali. Tagli e fenditure, bottoni a pressione che sembrano perni. Gli abiti sono scomposti, vivono di asimmetrie e sovrapposizioni. Sottili bacchette dorate si lasciano intravedere come fossero un’impalcatura sulla quale ha preso forma l’abito.

MISSONI

Una donna lontana dalle convenzioni, libera da vincoli, da schemi rigidi. Tanto da puntare su un guardaroba rilassato, che si ispira per molti versi al loungewear e all’intimo: i capispalla sembrano vestaglie, i pantaloni sono morbidi. Le forme sono informale, aperte. Impalpabili maglie si sovrappongono e avvolgono la silhouette. La femminilità si esprime attraverso spacchi, scollature, ma anche paillettes, trasparenze.

SALVATORE FERRAGAMO

Fermezza, contegno, rigore. La sfilata di Ferragamo è un alternarsi di tagli precisi, forme essenziali.  La silhouette è scolpita: cappotti maschili, pantaloni dal fit asciutto, ma anche abiti corti e scivolati in seta. Le gambe sono spesso scoperte. Trionfano i colori scuri: nero, blu grigio.  Ma anche il bianco ottico e il grigio ghiaccio. Le zip e i dettagli metallici esaltano il lato contemporaneo di questa collezione che rappresenta il punto d’incontro tra sartorialità e tecnica.

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