A metà tra meme e manifesting, la faccia di Kris Jenner ha riempito i feed dei più popolari social cinesi, Weibo e RedNote su tutti.
Se la Regina è nata ad aprile perché il suo compleanno si celebra il 9 giugno?
Vi siete mai chiesti come mai il compleanno della Regina Elisabetta II, nata il 21 aprile 1926, viene celebrato a giugno? Il motivo è una tradizione britannica recentemente citata anche da Vogue, detta Trooping the Colour, Sfilata della bandiera. La cerimonia è nata come un esercizio militare effettuato dai reggimenti del Commonwealth e della British Army, avvenuto per la prima volta durante il regno di Carlo II. A quei tempi, per i soldati, era fondamentale conoscere i colori dei loro reggimenti, in modo che potessero individuarli immediatamente durante la confusione della battaglia. Quindi, per facilitare il riconoscimento, gli alfieri con le bandiere spiegate davanti alle truppe schierate.

Nel 1748 venne deciso che questo esercizio militare avrebbe determinato il compleanno ufficiale del sovrano, che sarebbe stato festeggiato nello stesso giorno. Da allora il monarca, a partire dal re Giorgio II, ha festeggiato il compleanno in una data che non coincideva con quella della sua nascita. Oggi Trooping the Colour non è più un grande spettacolo miliare, ma una parata patriottica che festeggia la regina, che si conclude con una cerimonia in cui tutta la famiglia reale appare sulla balconata di Buckingham Palace e lo squadrone acrobatico della Royal Air Force sfreccia nel cielo emettendo strisce di fumo bianche blu e rosse. Molto probabilmente quest’anno, affacciati al balconata, vedremo anche Meghan, duchessa del Sussex, e il Principe Louis.
Foto Getty, cerimonia del 2016
Il sindaco è riuscito a rubare la scena anche a due stelle di Hollywood, a conferma del naturale carisma con cui si conduce sempre in tutte le uscite social.
La bodyguard ha rimproverato una bimba che si era avvicinata alla cantante. Poi si è scoperto che la bimba è figlia di persone molto famose e con molti follower sui social.
«La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.