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17:10 giovedì 23 aprile 2026
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Il prezzo dei preservativi aumenterà (almeno) del 30 per cento a causa della guerra in Medio Oriente Lo ha detto una fonte abbastanza attendibile: Goh Miah Kiat, il Ceo di Karex, il più grande produttore di preservativi del mondo.
C’è una nuova Global Sumud Flotilla in viaggio verso la Striscia di Gaza per portare aiuti umanitari Per imbarcazioni e persone coinvolte questa missione è grande il doppio della precedente. Secondo gli organizzatori, si tratta della più grande mai fatta per la Striscia.
Lo Studio Ghibli ha fatto un nuovo film ma lo potrà vedere solo chi quest’estate andrà al Ghibli Park Si chiama Notte nella valle delle streghe e verrà proiettato l'8 luglio alla presenza dei registi.
Per festeggiare i 50 anni di Io sono un autarchico, Nanni Moretti è andato al podcast Hollywood Party a raccontare tantissimi aneddoti, segreti e chicche sul film La puntata è disponibile su RaiPlaySound, assieme a Moretti c'è anche l'attore e amico Fabio Traversa.
ChatGPT è “indagato” nel caso di uno school shooting in Florida perché secondo gli inquirenti avrebbe contribuito all’organizzazione della strage Secondo l'accusa, l'imputato Phoenix Ikner avrebbe utilizzato il chatbot non solo come fonte di informazioni ma come un vero e proprio "consulente stragista".
Il Regno Unito vieterà la vendita di qualsiasi prodotto contenente nicotina ai nati dopo il 2009 per creare la prima generazione smoke free della storia Niente sigarette vere e proprie, niente sigarette elettroniche, niente nicotine pouch, niente di niente sarà accessibile a chi è nato dall'1 gennaio 2009 in poi.
Nel Diavolo Veste Prada 2 c’era anche Sydney Sweeney ma la sua parte è stata tagliata per una “scelta creativa” Il cameo dell'attrice, che doveva apparire nei panni di sé stessa, è stato cancellato. E, secondo molti, in questa decisione c'entrano gli scandali e la politica.

Chi sono gli scettici?

Nel suo ultimo libro Antonio Sgobba si chiede perché lo scetticismo, nonostante le sue nobili origini filosofiche, è diventato una parodia di se stesso.

14 Novembre 2023

Una ricerca su “Google news”, (lo so, ormai è puntuale come
quando a scuola non sapevi da dove cominciare e speravi in un guizzo dal vocabolario) ci dice che oggi vengono definiti
indifferentemente “scettici” quelli che non si bevono la storia
dell’allunaggio, i sostenitori di QAnon o quelli che non credono che il cambiamento climatico sia dovuto all’uomo. (Si scopre pure che il 13 ottobre s’è appena celebrata la “giornata mondiale degli scettici” e peccato Google non abbia creato un’apposita barra delle ricerche scettica che restituisse risposte di un algoritmo scettico). Dunque, oggi, scettico è una persona che esprime dei dubbi verso quella che, a suo dire, sarebbe la narrazione ufficiale, il cosiddetto “mainstream”. Lo scettico è quello che accetta la pillola rossa di Matrix per scoprire che il mondo è una menzogna. E, d’altra parte, già per tutta la durata della pandemia, ci siamo abituati a sentire che chi dubitava dei vaccini era uno scettico.

Insomma, “scettico” è passato da “coltivatore di ragionevoli dubbi” a sinonimo di contrarietà radicale ed è da questo curioso cambiamento di significato che prende spunto Antonio Sgobba nel suo Sei scettico? Una filosofia antica per i tempi moderni (Einaudi) per andare prima alla radice dello scetticismo e poi per capire come mai il senso e lo spirito salutare di questo modo di pensare, sia così slittato. Lo scetticismo ambiva a contestare i dogmi – qui intesi naturalmente non in senso religioso, ma riferito a tutto quel genere di sapere che veniva dato per scontato a priori – mentre oggi assistiamo a una parodia e a una corruzione dello scetticismo. Chissà che accada forse proprio perché di sapere dogmatico non ne esiste quasi più e non c’è competenza acquisita che non venga messa provocatoriamente e proditoriamente in discussione di continuo. Non che serva meno scetticismo dice Sgobba, solo che servirebbe dello scetticismo vero.

Solo poche settimane fa, dopo gli attentati di Hamas, una parte
della conversazione pubblica si è incredibilmente avvitata attorno a particolari raccapriccianti – sono stati decapitati o meno? – e poi ancora attorno ai cori (per qualcuno solo presunti) inneggianti all’Isis durante una manifestazione in Germania o ai cadaveri che sarebbero in realtà attori e ancora attorno ad altri particolari marginali, mentre si diffondevano migliaia di notizie false e propaganda nella sostanziale indifferenza. (E d’altronde già da anni non c’è omicidio di massa negli Stati Uniti senza che spuntino migliaia di segnalatori di false-flag che accusano i media di costruire una farsa attorno al niente). Il cosiddetto fact-checking che pure sarebbe opera meritoria e sacrosanta si sta trasformando per molti in un modo per distrarsi dalla tragedia a cui si assiste. Talmente scioccati dai drammi e talmente in angoscia per il racconto minuto per minuto che prendersela con come lo sta raccontando Repubblica o Il Corriere aiuta a distrarsi e ad allontanarsi dalla sofferenza.

Non sono più modi per cercare la verità, ma per tenerla a bada. Non è più scetticismo, ma un meccanismo di difesa (peraltro inutile perché non fa altro che generare ancora più ansia)

Il libro ammicca ironicamente nel titolo anche ai manuali di auto-aiuto, ma è lo stesso Sgobba ad avvisarci che la filosofia scettica non può aiutare in quel senso. O meglio ci avvisa che la vera filosofia scettica può farci stare molto peggio, perché può mettere in crisi certe abitudini inveterate e poi, solo a quel punto, può aiutare a star meglio. A tal proposito è curioso notare che nella società occidentale dove la ricerca di nuove filosofie, stili di vita e consigli dall’Oriente appare inesausta, non vengano mai riscoperte le culture antiche che proprio della profonda compenetrazione di filosofia e prassi di vita facevano una caratteristica fondamentale. Proprio lo scetticismo, oltretutto, prende piede quando i filosofi Pirrone e Anassimandro si avvicinarono alla cultura indiana (i cosiddetti “gimnosofisti”) con Alessandro Magno e poi in epoca ellenistica, quando l’Oriente dalla Grecia all’India si unì a formare una civiltà comune come in poche epoche successive è capitato. Con ciò non voglio dire che servirebbero più scuole scettiche e meno scuole di yoga in giro – sono scettico possa accadere – ma che lo scetticismo sia una buona cura per l’ansia, beh, questo è anche il tema della parte più originale del libro.

«La filosofia pirroniana è una cura contro i tormenti che invece le altre filosofia o procurano o non sanno curare; il pirronismo può liberare dall’ansia e far vivere felici, una terapia contro le malattie del dogmatismo. […] La prima parola che abbiamo sempre la tendenza di associare agli scettici è dubbio; gli scettici sono visti come sostenitori di dubbi radicali, mettono in discussione ciò che la gente comune o gli altri filosofi danno per scontato. La risposta di solito è che questi dubbi vanno respinti: non sono giustificabili. Ecco, la centralità dell’aporia ci mostra come gli scettici antichi fossero un’altra cosa: filosofi che sospendevano il giudizio, rifiutandosi di accettare qualsiasi asserzione, dai problemi filosofici alla vita di tutti i giorni. […] Gli scettici moderni, da Cartesio in poi, metteranno in dubbio l’esistenza stessa del mondo esterno. Uno scettico antico non ci pensava neanche lontanamente. Uno scettico antico non si sarebbe mai sognato Matrix».

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