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Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.

Chi sono gli scettici?

Nel suo ultimo libro Antonio Sgobba si chiede perché lo scetticismo, nonostante le sue nobili origini filosofiche, è diventato una parodia di se stesso.

14 Novembre 2023

Una ricerca su “Google news”, (lo so, ormai è puntuale come
quando a scuola non sapevi da dove cominciare e speravi in un guizzo dal vocabolario) ci dice che oggi vengono definiti
indifferentemente “scettici” quelli che non si bevono la storia
dell’allunaggio, i sostenitori di QAnon o quelli che non credono che il cambiamento climatico sia dovuto all’uomo. (Si scopre pure che il 13 ottobre s’è appena celebrata la “giornata mondiale degli scettici” e peccato Google non abbia creato un’apposita barra delle ricerche scettica che restituisse risposte di un algoritmo scettico). Dunque, oggi, scettico è una persona che esprime dei dubbi verso quella che, a suo dire, sarebbe la narrazione ufficiale, il cosiddetto “mainstream”. Lo scettico è quello che accetta la pillola rossa di Matrix per scoprire che il mondo è una menzogna. E, d’altra parte, già per tutta la durata della pandemia, ci siamo abituati a sentire che chi dubitava dei vaccini era uno scettico.

Insomma, “scettico” è passato da “coltivatore di ragionevoli dubbi” a sinonimo di contrarietà radicale ed è da questo curioso cambiamento di significato che prende spunto Antonio Sgobba nel suo Sei scettico? Una filosofia antica per i tempi moderni (Einaudi) per andare prima alla radice dello scetticismo e poi per capire come mai il senso e lo spirito salutare di questo modo di pensare, sia così slittato. Lo scetticismo ambiva a contestare i dogmi – qui intesi naturalmente non in senso religioso, ma riferito a tutto quel genere di sapere che veniva dato per scontato a priori – mentre oggi assistiamo a una parodia e a una corruzione dello scetticismo. Chissà che accada forse proprio perché di sapere dogmatico non ne esiste quasi più e non c’è competenza acquisita che non venga messa provocatoriamente e proditoriamente in discussione di continuo. Non che serva meno scetticismo dice Sgobba, solo che servirebbe dello scetticismo vero.

Solo poche settimane fa, dopo gli attentati di Hamas, una parte
della conversazione pubblica si è incredibilmente avvitata attorno a particolari raccapriccianti – sono stati decapitati o meno? – e poi ancora attorno ai cori (per qualcuno solo presunti) inneggianti all’Isis durante una manifestazione in Germania o ai cadaveri che sarebbero in realtà attori e ancora attorno ad altri particolari marginali, mentre si diffondevano migliaia di notizie false e propaganda nella sostanziale indifferenza. (E d’altronde già da anni non c’è omicidio di massa negli Stati Uniti senza che spuntino migliaia di segnalatori di false-flag che accusano i media di costruire una farsa attorno al niente). Il cosiddetto fact-checking che pure sarebbe opera meritoria e sacrosanta si sta trasformando per molti in un modo per distrarsi dalla tragedia a cui si assiste. Talmente scioccati dai drammi e talmente in angoscia per il racconto minuto per minuto che prendersela con come lo sta raccontando Repubblica o Il Corriere aiuta a distrarsi e ad allontanarsi dalla sofferenza.

Non sono più modi per cercare la verità, ma per tenerla a bada. Non è più scetticismo, ma un meccanismo di difesa (peraltro inutile perché non fa altro che generare ancora più ansia)

Il libro ammicca ironicamente nel titolo anche ai manuali di auto-aiuto, ma è lo stesso Sgobba ad avvisarci che la filosofia scettica non può aiutare in quel senso. O meglio ci avvisa che la vera filosofia scettica può farci stare molto peggio, perché può mettere in crisi certe abitudini inveterate e poi, solo a quel punto, può aiutare a star meglio. A tal proposito è curioso notare che nella società occidentale dove la ricerca di nuove filosofie, stili di vita e consigli dall’Oriente appare inesausta, non vengano mai riscoperte le culture antiche che proprio della profonda compenetrazione di filosofia e prassi di vita facevano una caratteristica fondamentale. Proprio lo scetticismo, oltretutto, prende piede quando i filosofi Pirrone e Anassimandro si avvicinarono alla cultura indiana (i cosiddetti “gimnosofisti”) con Alessandro Magno e poi in epoca ellenistica, quando l’Oriente dalla Grecia all’India si unì a formare una civiltà comune come in poche epoche successive è capitato. Con ciò non voglio dire che servirebbero più scuole scettiche e meno scuole di yoga in giro – sono scettico possa accadere – ma che lo scetticismo sia una buona cura per l’ansia, beh, questo è anche il tema della parte più originale del libro.

«La filosofia pirroniana è una cura contro i tormenti che invece le altre filosofia o procurano o non sanno curare; il pirronismo può liberare dall’ansia e far vivere felici, una terapia contro le malattie del dogmatismo. […] La prima parola che abbiamo sempre la tendenza di associare agli scettici è dubbio; gli scettici sono visti come sostenitori di dubbi radicali, mettono in discussione ciò che la gente comune o gli altri filosofi danno per scontato. La risposta di solito è che questi dubbi vanno respinti: non sono giustificabili. Ecco, la centralità dell’aporia ci mostra come gli scettici antichi fossero un’altra cosa: filosofi che sospendevano il giudizio, rifiutandosi di accettare qualsiasi asserzione, dai problemi filosofici alla vita di tutti i giorni. […] Gli scettici moderni, da Cartesio in poi, metteranno in dubbio l’esistenza stessa del mondo esterno. Uno scettico antico non ci pensava neanche lontanamente. Uno scettico antico non si sarebbe mai sognato Matrix».

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