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03:39 giovedì 5 febbraio 2026
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.
Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.
In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.
La figlia di David Lynch ha annunciato che l’ultima e inedita sceneggiatura scritta dal padre diventerà un libro Unrecorded Night è la serie tv che Lynch non è mai riuscito a farsi produrre. Dovremo accontentarci di leggerla.
Mamdani ha messo un ex detenuto e attivista per i diritti dei carcerati a capo del sistema penitenziario di New York Stanley Richards è chiamato a gestire il Department of Correction in un momento di grande difficoltà, dovuto soprattutto all'aumento delle morti in carcere.
L’affresco dell’angelo con il volto di Giorgia Meloni è già diventato un’attrazione turistica Dopo il restauro, ci sono sempre più turisti che accorrono alla Basilica di San Lorenzo per valutare di persona la somiglianza tra l'angelo e Meloni.
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.

Se Google guadagna in pubblicità più di tutti i giornali Usa messi insieme

15 Marzo 2012

La Newspaper Association of America (Associazione Quotidiani d’America) ha pubblicato i dati sulla situazione dei giornali Usa e la vendita di spazi pubblitari sia su carta che in formato digitale nel 2011. Il quadro non fa ben sperare, come segnala l’istituto giornalistico Poynter: gli introiti pubblitari globali sono infatti scesi del 7,3% rispetto al 201o. La crisi riguarda soprattutto la vendita di pubblicità sui prodotti cartacei (-9,2%). Il settore legato al web è invece in crescita (+6,8%) ma l’attivo non basta a coprire i buchi causati dalla caduta libera della pubblicità nel “vecchio mondo” della carta. Pare insomma che, come provato da un recente studio del Project for Excellence in Journalism (PEJ), i segnali incoraggianti legati al comparto digitale non siano ancora sufficienti a “salvare” i quotidiani dal segno meno.

Il dato più impressionante è però quello di Google, il motore di ricerca che funge anche da colossale agenzia pubblicitaria online, e che attualmente ha un giro d’affari di 37,9 miliardi di dollari, superiore a quello di tutte i giornali statunitensi messi insieme (che valgono 34 miliardi di dollari, perdendo 2 miliardi rispetto al 2010).

Secondo il PEJ, però, una delle concause delle perdite nei quotidiani sarebbe culturale: il cartaceo, per molti professionisti, rimane tuttora la priorità e il settore che necessità di più soldi e maggiori investimenti. Ciò lascerebbe al digitale le briciole, ostacolando l’ideazione di un nuovo e funzionale modello di business. Un destino infausto per il web, che rimane comunque l’unica voce non in rosso nei bilanci di molti giornali.

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