Hype ↓
16:14 venerdì 7 agosto 2026
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.

Perché la serie non ha tradito Gomorra

Il racconto in tv della camorra scandalizza. Ma il problema sta nel modo in cui Saviano e il suo bestseller sono stati recepiti dal principio.

01 Giugno 2016

Da dieci anni Roberto Saviano continua a essere oggetto di discorsi, dibattiti, polemiche. E questo già dice molto dell’influenza fortissima che Gomorra – il libro continua a esercitare sulla società italiana. Un caso abbastanza unico, direi; magari nel passato ci sono state cose di questa entità, ma non me ne vengono in mente altre. Di certo per una serie di ragioni che vanno oltre gli aspetti letterari e giornalistici, anche se fino a un certo punto.

Ora, per esempio, l’uscita della seconda stagione di Gomorra – La serie ha resuscitato vecchie questioni che risalgono alla prima edizione del libro. La maggior parte dei commenti che mi è capitato di leggere imputano a Saviano, in quanto firma della serie, un tradimento della sua missione testimoniale. Essendo il prodotto televisivo un racconto dove il male è ovunque e può produrre immedesimazione – anzi lo script punta chiaramente a farci vivere le gesta di questi boss senza leggi morali con una partecipazione emotiva che non corrisponde alla condanna in senso stretto – il messaggio antimafia dello scrittore sarebbe in qualche modo stato vanificato. Quando leggo commenti simili, mi chiedo sempre se chi li scrive abbia mai letto e con quanta attenzione il libro. Perché il problema a me è sempre sembrato l’esatto contrario.

ITALY-DRUG-MAFIA-SCAMPIA

Ricordo benissimo che, quando finii di leggere Gomorra all’epoca della sua uscita, telefonai a un amico scrittore che ne era entusiasta per dirgli che mi era piaciuto un sacco, anche se ne avrei levato un pezzo, e che il motivo per cui mi era piaciuto era soprattutto la forza con cui Saviano era riuscito a rappresentare le dinamiche di potere della camorra, il modo in cui rendeva il male qualcosa di affascinante, soprattutto nella parte in cui raccontava la vicenda degli scissionisti. Dissi al mio amico che l’effetto poteva essere in qualche modo assimilato a quello prodotto dai personaggi di Bret Easton Ellis, di cui da lettori riconosciamo chiaramente la devianza morale, ma proprio per questo finiscono per conquistarci. D’altra parte, nel caso di Gomorra, questo tipo di processo ha anche un suo risvolto di utilità, per così dire. Capire sulla nostra pelle che la camorra può essere affascinante ci permette di capire perché tanta gente, tanti ragazzi, scelgono – ed è certamente una scelta – di diventare camorristi. Esattamente in questo si trovava la natura letteraria, che così tanto ha confuso le acque, del bestseller di Roberto Saviano. E ricordiamolo ancora una volta: la letteratura è elitaria per sua definizione e non può occuparsi di chi non ha le categorie etiche ed estetiche per interpretarla. Bisognerebbe eccepire qualunque cosa sennò, per esempio che Littell fa diventare nazisti, che Amis e Houellebecq fanno diventare cinici, che Dostoevskij fa diventare assassini.

La nostra tradizione letteraria e culturale è la ragione per cui il libro ha finito per essere recepito nel modo in cui sappiamo, sfruttandone una parte tutto sommato minoritaria (il finale pasoliniano) e le conseguenze esistenziali subite dall’autore (che, a mio avviso, più che essere legate al libro sono legate al post-libro, alle visite a Casal di Principe, agli interventi in televisione, etc.). In Italia, ancora oggi nel 2016, viviamo con un sentimento di scandalo o almeno di inutilità, l’idea che un prodotto culturale – un libro, un film, un’istallazione – non producano un messaggio educativo, pedagogico. In Italia non abbiamo, ancora oggi nel 2016, nessuna fiducia nel racconto, attraverso qualsiasi mezzo, in sé e per sé. La ricezione maggioritaria da parte degli operatori culturali di Gomorra lo interpretò come una specie di documento ufficiale dell’antimafia e Saviano fu abbastanza travolto da questa cosa e prestò il fianco e il volto a questa cosa. Personalmente è stato il momento in cui ho finito per svalutare di più la sua bravura, la sua incredibile e naturale capacità di concentrarsi ossessivamente su quella storia per raccontarla. Non per cambiare il mondo. Perché andava raccontata e basta.

ITALY-DRUG-MAFIA-SCAMPIA

Ancora più del film di Garrone, la serie, soprattutto la seconda stagione che è meno concentrata sull’azione, è il trattamento più fedele e rispettoso che sia stato fatto a questa specie di miracolo editoriale. Guardandola respiro finalmente le boccate d’ossigeno di una televisione italiana matura, che non si occupa di nascondere o edulcorare la realtà e che racconta come nessuno ha mai fatto le strade squallide e affascinanti della periferia napoletana. Chi parla di esagerazioni non sa di cosa parla: immagino non sia mai andato a comprare droga a Scampia,  ma neanche abbia mai letto un pezzo di cronaca locale.  Fior di napoletani protestano visto che a loro avviso rovinerebbe l’immagine della città, poi magari la sera vanno a casa e si guardano le puntate di The Wire. Che dicono in proposito i cittadini di Baltimora? Meglio tenersi allora Un posto al sole, come leggo sul Foglio, che ok, è un prodotto televisivo longevo e di successo, ma diciamo sul serio? Questo momento in cui i riferimenti del nostro autore più conosciuto al mondo si spostano da Goffredo Fofi a “Shakespeare” è solo da salutare come un passaggio all’età adulta. Altrimenti continuiamo a fare andare a braccetto Un posto al sole e «io so ma non ho le prove» senza lamentarci.

Foto di Mario Laporta (AFP/Getty Images).
Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.