Hype ↓
09:43 domenica 2 agosto 2026
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.
Uno dei motivi della crisi di Ceuta sarebbe una sentenza della Corte Suprema spagnola che stabilisce che i migranti che arrivano in Spagna a nuoto non possono essere respinti Migliaia di persone sono entrate in una settimana aggirando a nuoto un frangiflutti. Non possono essere respinte perché non hanno aggirato nessuna barriera fisica.
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.
Da un grande problema con gli incendi boschivi derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
A Firenze aprirà il primo centro italiano specializzato in prevenzione e cura della dipendenza da social Aprirà subito dopo l'estate e si chiama Discover - Fuori dal guscio, accoglierà ragazzi e ragazze dai 10 ai 25 anni di età.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.

Robert Pirsig e la Me Generation

È morto a 88 anni l'autore de Lo zen e dell'arte della manutenzione della motocicletta, il bestseller di culto che ha segnato un passaggio di epoche.

26 Aprile 2017

Uno dei miei primi ricordi legati ai libri, ma ai libri in quanto oggetti e non letture, è l’onnipresenza visiva di quella copertina e di quel dorso Adelphi nelle librerie delle case che frequentavo da ragazzino: casa mia, ma anche case di amici dei miei. Lo zen è l’arte della manutenzione della motocicletta è stato il libro che, nella metà degli anni Ottanta, si trovava in quelle case, gli appartamenti dei rivoluzionari diventati borghesi (ma che borghesi lo erano sempre stati), le case dei marxisti che di lì a poco avrebbero dovuto fare i conti con un mondo post-ideologico e con i tascabili Feltrinelli di Pennac e Vázquez Montalbán. Era un libro di cui si parlava molto, di cui si è parlato per anni, che si citava a cena, che si portava in vacanza a Stromboli. Un libro vendutissimo in America, ma anche in Italia – fosse solo per quel bellissimo e bizzarro titolo: cosa ci può essere di più lontano dall’idea di zen di una motocicletta? – e che, al di là dei suoi meriti letterari, ha segnato più di tanti altri un passaggio epocale, come scrive anche il Guardian, nell’obituary dedicato alla scomparsa del suo autore Robert Pirsig, avvenuta il 24 aprile in Maine, definendolo: «Una guida per la transizione culturale dai ribelli anni Sessanta alla “me generation” dei Settanta». Passaggio che in Italia viene vissuto in differita per una felice coincidenza tra i tempi storico-sociali e quelli editoriali: la prima edizione Adelphi è del 1981 e ha molto più senso che sia stato così, perché negli anni Settanta – uscì in America nel 1974 – non sarebbe stato accolto con lo stesso fervore.

PirsigIl suo successo e la sua diffusione lo faranno poi, diremmo oggi, diventare un meme.  Mistificato, parodiato o addirittura considerato il capostipite di una ideale biblioteca new age degli anni Ottanta-Novanta, affiancato da profezie di Celestino, gabbiani Jonathan Livingston e Coelho assortiti. Un’aura che in qualche modo lo ha avvolto fino a oggi, se la risposta alla domanda: «Hai mai letto Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta?», che stamattina ho fatto al collega trentenne seduto accanto a me in redazione è stata: «No perché mi è sempre sembrata una cosa troppo new age». Matteo Codignola di Adelphi mi dice che il libro fa parte di una categoria al tempo stesso sfuggente ma chiarissima che è diventata una specie di sottogenere della casa editrice, «a partire da Siddharta per arrivare al recentemente pubblicato e per molti anni dimenticato La ricerca del leone di Russel Hoban».

Ed è vero che il libro porta con sé una sfumatura “sapienziale”, ma è anche molto di più. Dopo aver superato il trauma di averne sentito parlare troppo dagli “adulti”, l’ho letto a diciott’anni,  nel corso di uno dei miei primi viaggi da solo, con la macchina e la tenda, una situazione ideale per leggere un libro il cui spunto di partenza è un viaggio con la moto e la tenda (di un padre e di un figlio piccolo, con una coppia di amici). Me ne sono innamorato per ragioni, credo, molto poco legate al suo messaggio sapienziale – la famosa “qualità” sempre citata dagli adulti – che credo all’epoca di aver colto ben poco.

Riprendendolo dopo molto tempo, cinque o sei anni fa, mi sono accorto di quanto fosse fondato quell’innamoramento sul piano letterario. Lo zen è un libro che unisce virtuosamente racconto di viaggio, memoir e saggio filosofico, rimanendo impigliato nella memoria più che per la sua parte teorica per la forza del suo racconto e per la singolarità della vicenda biografica del suo autore: un genio precoce con disturbi psichiatrici e una storia di terapie di elettroshock, finito a studiare filosofia in Oriente, ritrovatosi a scrivere manuali tecnici di funzionamento in America, appassionato di motociclette, che ci parla di un viaggio sulle strade americane con suo figlio piccolo e, appunto, della sua vita.

zencover2Difficile insomma staccare nettamente le fortune del libro dalla biografia dell’autore: come ogni mito fondativo che si rispetti, quello di Pirsig scrittore di successo nasceva dall’incomprensione: le famose 120 lettere di rifiuto ricevute, spesso citate in quelle stesse cene degli anni Ottanta come prova dell’esistenza di un genio troppo puro per essere riconosciuto, ma anche forse come speranza di riconversione delle proprie passioni dalla politica alle classifiche di vendita: era il mito ideale per quella “me generation” che sarebbe fiorita e che dopo aver creduto invano che un altro mondo fosse possibile, iniziò a credere che fosse possibile almeno un altro me. La vita dell’autore avrebbe infine subito un crollo – che il lettore conosce nella postfazione e che aumenta la forza emotiva di quello che ha appena finito di leggere – e avrebbe di nuovo attraversato la vita: un altro matrimonio, un’altra figlia e un altro libro, che sarebbe per sempre rimasto oscurato dagli echi dell’esordio bestseller. Quando scrivi il libro della vita rischi di poterne scrivere uno e uno soltanto e Pirsig, come dice Codignola, «è un caso da manuale di scrittore da libro unico».

Dal 1981, Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta ha venduto in Italia 500 mila copie e ogni anno continua a vendere circa 10 mila copie, «se si conosce il mercato dei tascabili oggi in profonda crisi», dice Codignola, «è un numero ragguardevole per un libro di quasi quarant’anni fa». Questo incrocio tra successo commerciale e la sua essenza di feticcio culturale ne fa uno dei più grossi e interessanti casi editoriali del Novecento e oltre. Chissà quanto ancora durerà la scia della sua attrazione, ma intanto possiamo leggerlo, se non lo abbiamo fatto, o rileggerlo ancora, soprattutto noi che di “me generation” qualcosa ne sappiamo.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.