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16:59 sabato 14 febbraio 2026
Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
Alla Berlinale, il Presidente della giuria Wim Wenders è stato criticatissimo per aver detto che «il cinema deve stare lontano dalla politica» Lo ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del festival, rispondendo a una domanda su Israele e Palestina.
È scoppiato un grosso scandalo attorno al più famoso e lussuoso ristorante del mondo, il Noma di Copenaghen Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.
Per il suo centenario, E/O ripubblicherà tutta l’opera di Christa Wolf con le copertine degli anni Ottanta Si comincia il 9 aprile con la riedizione di Cassandra.
James Blake presenterà il suo nuovo disco con una listening session gratuita in Triennale Milano Trying Times, questo il titolo del disco, esce il 13 marzo. Con questo evento in Triennale, Blake lo presenta per la prima volta al pubblico.
Gisele Pelicot ha scritto un memoir in cui racconta tutto quello che ha passato dal giorno in cui ha scoperto le violenze del suo ex marito Il libro uscirà in contemporanea in 22 Paesi il 19 febbraio. In Italia sarà edito da Rizzoli e tradotto da Bérénice Capatti.
Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.

I dieci migliori edifici di Richard Rogers

20 Dicembre 2021

Richard Rogers è morto a Londra sabato 18 dicembre all’età di 88 anni. Per ripercorrere il suo lavoro il Guardian ha stilato una lista dei 10 edifici più importanti mai realizzati dall’architetto. Nato a Firenze nel 1933 da genitori di origini britanniche, Rogers tornò in Inghilterra con lo scoppio della Seconda guerra mondiale. E sono proprio a  Londra alcuni dei suoi edifici più importanti: tra i più famosi c’è il Millennium Dome, datato 1996-99, uno dei luoghi di spettacolo più visitati al mondo, con i suoi 12 alberi gialli alti 100 metri che reggono un enorme tetto in fibra di vetro rivestito in teflon. Il secondo edificio scelto dal Guardian è il Maggie’s Centre, Charing Cross Hospital, 2001-08 con il suo arancione squillante e il tetto che pare “galleggiare” sopra l’edificio. Il Guardian traccia una vera e propria mappa dell’influenza di Rogers sull’architettura londinese. Nella lista c’è anche il Lloyd’s Building, avveniristico per il posizionamento delle scale (e per la dining room di Robert Adam, risalente al XVIII secolo e incastonata in un “guscio” ipertecnologico posto in cima all’edificio). Il Leadenhall Building, posto proprio di fronte al Lloyd’s Building: anche nel caso di questo edificio le scale sono un tratto distintivo, unito alle “gambe” d’acciaio sulle quali è posato e alla forma molto peculiare della struttura, scelta per lasciare libera la vista sulla St Paul’s Cathedral. E, infine, la Mossbourne Community Academy, descritta dal giornale inglese come una specie di ricordo dell’epoca in cui i grandi architetti disegnavano l’edilizia scolastica pubblica.

Il Millennium Dome di Londra

Il Lloyd’s Building a Londra

Allontanandosi un po’ dalla capitale inglese, nel sobborgo di Wimbledon, si trova il Parkside: «dove tutto ebbe inizio», alla fine degli anni ’60. Fu uno dei primi progetti di Rogers, una casa pensata per i suoi genitori, edificio nel quale si potevano già intuire le idee sul prefabbricato e sull’estetica industriale che svilupperà poi nel corso della sua lunghissima carriera. Ci sono, poi, due lavori realizzati in Galles: la Senedd, l’ex sede dell’Assemblea Nazionale del Paese, e la Inmos Microprocessor Factory di Newport, forse il lavoro che più si è avvicinato a realizzare il suo ideale fatto di logica, funzione e tecnologia avveniristica.

La Inmos Microprocessor Factory di Newport

Il Terminal 4 dell’Aeroporto Barajs di Madrid

La classifica ha ovviamente una parte dedicata al lavoro di Rogers al di là dei confini inglesi. C’è il Terminal 4 dell’Aeroporto Barajs di Madrid, con il colore del legno e il tetto ondulato, un’opposizione dichiarata al bianco sterile e alle linee dure che caratterizzano la maggior parte degli aeroporti. Ma la tappa fondamentale di questo viaggio all’estero non può che essere il Centro Pompidou di Parigi, costruito tra il 1971 e il 1977. È con questo lavoro parigino, infatti, che Rogers (assieme a Renzo Piano) diventa uno degli architetti più noti e apprezzati della sua generazione. Il Centro diventerà il prototipo della “art factory”, scrivono sul Guardian, ispirando un’infinità di musei e gallerie realizzate nei decenni successivi.

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