Vincitore del premio per la migliore opera prima all'ultimo Festival di Cannes, il film parla di una bambina a cui viene affidato un compito impossibile nell'Iraq di Saddam Hussein. Ma, in realtà, è una disperata difesa della sacralità dell'infanzia.
Richard Gadd, il creatore di Baby Reindeer, è al lavoro su una nuova serie
Sono iniziate le riprese della nuova serie di Richard Gadd, creatore e sceneggiatore di Baby Reindeer. Gadd attualmente è in Scozia per girare le prime scene di Half Man, miniserie di sei episodi scritta e interpretata da lui, co-prodotta da Bbc e Hbo e che dovrebbe uscire nel 2026 (una data ancora non c’è). Assieme a lui c’è l’attore inglese Jamie Bell, che della serie sarà protagonista assieme a Gadd. Ha detto, Gadd, di aver immaginato la storia (tutti gli episodi della serie li ha scritti lui) di Half Man avendo sempre in mente Bell come una metà del racconto. Racconto che, come si legge su Variety, comincia quando «dopo una lunga assenza, il “fratello” di Niall (Gadd, ndr), Ruben (Bell, ndr), si presenta al suo matrimonio. Le cose finiscono male, i due vengono alle mani, la rissa diventa l’inizio di un viaggio all’indietro nel tempo nel quale scopriamo come i fratelli sono arrivati fin lì. «Racconterà l’energia di una città (Glasgow, ndr) che cambia – di un mondo intero che cambia, in realtà – e cercherà di trovare una risposta alla più difficile delle domande… Cosa significa essere un uomo?», questo si legge nella sinossi ufficiale della serie, al momento l’unico indizio a nostra disposizione per capire se Gadd riuscirà a bissare il successo di Baby Reindeer.
Vincitore del premio per la migliore opera prima all'ultimo Festival di Cannes, il film parla di una bambina a cui viene affidato un compito impossibile nell'Iraq di Saddam Hussein. Ma, in realtà, è una disperata difesa della sacralità dell'infanzia.
L'attore ha ricevuto minacce di morte e la produzione ha dovuto riempire il set della serie tv di Harry Potter di security per proteggerlo. Tutto per colpa di fan che non hanno neanche il coraggio di dirsi razzisti. E che non sanno nulla di storia della recitazione.