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20:07 lunedì 16 febbraio 2026
Per catturare Maduro l’esercito americano avrebbe usato anche l’intelligenza artificiale Claude Lo ha svelato un'inchiesta del Wall Street Journal, che ha citato fonti anonime «vicine al Pentagono».
Yuko Yamaguchi, la donna che ha “disegnato” Hello Kitty negli ultimi 46 anni, ha lasciato il suo ruolo Ringraziandola per il suo lavoro, Sanrio ha dichiarato che Yamaguchi ha «passato il testimone alla prossima generazione».
I protagonisti della nuova campagna di Zegna sono Mads Mikkelsen ma soprattutto i Giardini d’inverno di Pietro Porcinai Né serra né veranda, ma ponte ideale tra i luoghi dell'abitare e il paesaggio. Furono realizzati negli anni '60 e da allora sono rimasti invariati.
Il capo di Instagram ha detto che passare 16 ore al giorno sui social non significa avere una dipendenza dai social Secondo Adam Mosseri, passare tutto questo tempo su Instagram costituisce, nel peggiore dei casi, un «uso problematico» della piattaforma.
Il giorno di San Valentino più di un milione di iraniani della diaspora sono scesi in piazza in tutto il mondo per protestare contro il regime Era dal 1979 che non si vedevano manifestazioni così partecipate di iraniani che vivono lontano dall'Iran.
Il prossimo film di Sean Baker sarà ambientato in Italia e avrà per protagonista Vera Gemma Il regista di Anora ha detto che sarà una «lettera d'amore alle commedie sexy italiane degli anni '60 e '70».
L’Irlanda è il primo Paese al mondo a introdurre il reddito di base per artisti Il BIA (Basic Income for Arts) consiste in un compenso di 325 euro alla settimana che arriverà a 2 mila artisti scelti a estrazione tra 8 mila richiedenti.
Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.

Le bambine iniziano a pensare di essere meno intelligenti dei maschi a sei anni

30 Gennaio 2017

Una ricerca pubblicata su Science ha avuto per oggetto 400 bambini americani di età compresa fra i cinque e i sette anni, e si è articolata attorno a due esperimenti: nel primo, i partecipanti hanno letto una storia su un personaggio «molto, molto intelligente» di cui non venivano specificate le generalità. Poi, messi di fronte a quattro fotografie – due raffiguranti uomini, due raffiguranti donne – hanno scelto di quale persona si parlava: i cinquenni, maschi e femmine, hanno indicato il loro genere di appartenenza nel 75% dei casi; le bambine di sei anni invece, diversamente dai loro coetanei di sesso maschile, si sono dimostrate leggermente più tendenti a scegliere le foto di individui del sesso opposto.

Montessori School

Nel secondo esperimento, i bambini sono stati messi di fronte a un nuovo gioco da tavolo. Per alcuni, il gioco è stato presentato come dedicato a «bambini molto intelligenti», mentre ad altri «per bambini che ce la mettono tutta». Le partecipanti di sei e sette anni hanno apprezzato la prima situazione quanto i bambini, ma molto meno dei maschi nel secondo caso. In altre parole, a quell’età le bambine sono già inconsciamente portate a sentirsi meno brillanti dei maschi. Questo perché – spiegano i ricercatori delle università di Princeton, New York e Illinois che hanno condotto la ricerca – soffrono dei condizionamenti mediatici, e di quelli risultanti dal rapporto con insegnanti e compagni di scuola: il genio è ancora considerato una prerogativa maschile.

Il professor Andrei Cimpian, uno dei ricercatori coinvolti, ha detto a Bbc: «È scoraggiante vedere che questi effetti emergono così presto. Quando li vedi nei bambini, ti rendi conto di quanto la strada è in salita». Anche perché, ammoniscono gli scienziati, questi condizionamenti possono dare il la ad effetti valanga, influendo negativamente su scelte scolastiche e carriere lavorative.

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