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23:08 mercoledì 8 aprile 2026
Dopo le polemiche sul mancato finanziamento da parte del Ministero della Cultura, decine di cinema in tutta Italia stanno riportando in sala il film su Giulio Regeni Oltre 60 cinema tra Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze hanno deciso di ricominciare a proiettare il film. E altri se ne stanno aggiungendo ora dopo ora.
Una biblioteca di Chicago cerca persone che sappiano leggere il corsivo per trascrivere dei testi antichi ma fatica a trovarle perché sempre meno persone sanno leggere il corsivo La Newberry Library sta trascrivendo tutti i documenti in corsivo conservati nel suo archivio, ma il progetto prosegue a rilento perché la lettura del corsivo è una competenza rara, ormai.
L’ultimo trend nel turismo è l’extreme daytrip, cioè viaggi all’estero, con voli low cost, che durano un giorno solo e in cui si visita tutto il visitabile in 24 ore senza fermarsi mai È la gitarella in giornata portata all'estreme conseguenze. Di stress, di turistificazione e di impatto ambientale, soprattutto.
Asghar Farhadi ha scritto una lettera in cui chiede a tutto il mondo del cinema di protestare contro Stati Uniti e Israele per quello che stanno facendo in Iran «Al di là di qualsiasi convinzione o posizione, uniamoci per fermare queste azioni disumane, illegali e distruttive», ha scritto il regista.
La partecipazione di Kanye West al Wireless Festival di Londra ha causato un disastro commerciale e una crisi politica Gli sponsor hanno abbandonato il festival, il governo ha negato il visto a Ye, il festival è stato cancellato. Tutto in 48 ore.
Dopo la tregua con l’Iran si è tornati a parlare della “teoria del TACO”, cioè del fatto che Trump Always Chickens Out, Trump si tira sempre indietro Il termine, coniato dal Financial Times, si applica ad almeno dieci occasioni in cui Trump ha fatto grandi minacce per poi battere in veloce ritirata.
Le foto che gli astronauti dell’Artemis II stanno scattando alla Terra e alla Luna sono fatte con l’iPhone Degli iPhone 17 Pro Max, per la precisione. Se siete amanti della fotografia, queste le impostazioni usate dagli astronauti: obbiettivo 2,715mm, apertura f/1.9 e flash disattivato.
Gli Strokes hanno pubblicato il loro nuovo singolo, “Going Shopping”, spedendolo a 100 fan in una musicassetta E assieme alla cassetta, uno slogan che dice tutto: «In the Flesh, it’s Even Sexier». Adesso c'è solo da aspettare l'uscita del nuovo disco, Reality Awaits.

Vi ricordate gli altri referendum sulla Catalogna?

02 Ottobre 2017

Il referendum sull’indipendenza catalana è la notizia che oggi domina le prime pagine dei giornali europei e la ragione è piuttosto semplice: la dura repressione da parte delle forze di polizia, con le relative immagini di elettori e manifestanti insanguinati, hanno (comprensibilmente) attirato l’attenzione dei media di tutto il mondo e rappresentano una pessima pubblicità per il governo di Madrid. Eppure non è affatto la prima volta, nel passato recente che in Catalogna si svolge un referendum per l’indipendenza della regione. Come in questo caso, anche i referendum precedenti non avevano valore legale perché erano in conflitto con la costituzione spagnola, però non hanno portato a caos paragonabili a quello di questi giorni.

Come sono andati, allora, gli altri referendum sulla Catalogna? I precedenti sono due: una serie di cosiddetti “referendum informali” che sono sono svolti tra il 2009 e il 2010 in alcune città della regione e una consultazione più ampia che si è svolta nel 2014. La tornata elettorale del 2009-2010 è stata svolta su base cittadina: in altre parole, i separatisti hanno organizzato una serie di referendum cittadini, incluso uno a Barcellona, che si sono svolti indipendentemente. Come ricorda la Brookings Institution, si è trattato di un voto puramente simbolico, che ha registrato una partecipazione bassa (circa il 30 per cento degli aventi diritto) e una schiacciante vittoria dell’indipendenza, perché, come è facile intuire, sono andati a votare solamente i separatisti.

Il voto del 2014 invece si è svolto su base regionale, promosso dal governo catalano. Inizialmente il governo catalano aveva organizzato un vero e proprio “referendum”, ma poi, come è accaduto nel 2017, era stato giudicato anti-costituzionale. Così si era optato per un’altra definizione, “consultazione popolare”, e il voto, dichiaratamente senza valore legale, si è tenuto ugualmente: come nella tornata precedente, la partecipazione era stata bassa e ha stravinto l’indipendenza. Non ci furono grandi disordini, anche perché a quel tempo gli organizzatori accettavano l’idea che il voto non avrebbe avuto conseguenze pratiche e il governo di Madrid evitò di impedirlo fisicamente con la forza.

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