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08:44 giovedì 12 febbraio 2026
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.
Alla Tate Modern di Londra sta per aprire la più grande mostra mai dedicata a Tracey Emin Concepita in stretta collaborazione con l’artista, A Second Life ripercorre 40 di carriera e riunisce più di 90 opere, alcune mai esposte prima.
C’è una nuova piattaforma streaming su cui vedere centinaia di classici, legalmente, gratuitamente e senza pubblicità Si chiama WikiFlix e riunisce più di 4000 lungometraggi, cartoni animati e cortometraggi, sia famosissimi che sconosciuti.
Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.

Electric Literature ha raccolto alcune delle recensioni letterarie più assurde e cattive

18 Dicembre 2019

Esistono recensioni di libri memorabili, e recensioni memorabili di libri. Philippa K. Chong, autrice di Inside the Critics’ Circle si è occupata del secondo gruppo per Electric Literature, stilando una lista delle recensioni più perfide e cattive mai scritte, assegnando loro un voto da 1 a 10 su una “absurd scale” che definisce l’assurdità e crudeltà delle review.

È il caso di Cat Person: racconti di Kristen Roupenian, recensito sul New York Times da Parul Sehgal, «un libro noioso dove pedofilia, necrofilia, rapimenti di bambini, omicidi di massa non portano a niente». Quando nel 1925 H. L. Mencken parlò del Grande Gatsby su Chicago Tribune, lo definì come «una storia poco importante, dove i personaggi sono semplici marionette, spesso sorprendentemente realistici ma tuttavia non del tutto vivi». Segue, secondo la scala, la recensione di Sandra Newman su Città in fiamme di Garth Risk Hallberg, che sul Guardian scrisse a proposito del romanzo di debutto dello scrittore: «I passaggi sono lenti e inerti, pieni di una “ricerca dell’anima” che interrompe l’azione. È un libro certamente impressionante, ma non riesco a spiegarmi tutto questo successo. Avrebbe potuto avere 200 pagine in meno». What the Dog Saw di Malcom Gladwell fu descritto da Steven Pinker sul New York Times come «l’opera di un uomo che è diventato l’autore dei best seller. Ma resta comunque un genio minore che commette errori incredibili».

La recensione di Peter Kemp del Cardellino di Donna Tartt sul Sunday Times ha meritato un 8 su 10: «Donna Tartt è una di quelle che non vogliono abbandonare una formula vincente. Non c’è sforzo in lei», scrive il critico, prima di denigrarne anche i lettori. «Probabilmente sono troppo stupida per capire una singola parola di questo libro», ammette Emily Hill a proposito di The Power of Cute di Simon May sullo Spectator, aggiudicandosi un 9 su 10. La supera la review di Michiko Kakutani su Zona disagio di Jonathan Franzen, sul New York Times: «Mr. Franzen rivolge il suo sguardo spietato su se stesso e riesce a darci un odioso autoritratto dell’autore come un giovane idiota: petulante, pomposo, ossessivo, egoista e incredibilmente egocentrico».

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