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Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.

Quello che gli scrittori pensano dei film tratti dai loro libri

06 Maggio 2013

Qual è il rapporto degli scrittori con i film tratti dalle loro opere? Un’opinione comune piuttosto diffusa recita che la trasposizione cinematografica di un libro non terrà mai completamente fede al prodotto originale. Ed effettivamente scrittori come Stephen King – che ha odiato la versione in pellicola del suo The shining – possono confermare questo luogo comune.

C’è però una vasta schiera di autori che hanno non solo accolto in maniera positiva, ma anche plaudito i film ispirati ai loro libri. Philip K. Dick pubblicò Il cacciatore di androidi nel 1968. Nel 1982, invece, uscì nelle sale Blade Runner, il celeberrimo cult di Ridley Scott che deve molto al romanzo di Dick – morto appena quattro mesi prima dell’uscita del film nelle sale. Guardate cosa ne disse lo scrittore nell’ottobre del 1981, in una lettera scritta dopo la proiezione in anteprima di una sequenza del film.

Per i meno a proprio agio con l’inglese, le ultime righe recitano: «Fammelo riassumere così. La fantascienza sta inevitabilmente e ineluttabilmente finendo in una morte monotona: è diventata congenita, derivata, stantia. All’improvviso siete arrivati voi, alcuni dei più grandi talenti esistenti, e ora abbiamo una nuova vita, un nuovo inizio. Per quanto riguarda il mio ruolo nel progetto Blade Runner, posso solo dire che non pensavo che un mio lavoro o alcune mie idee potessero essere amplificate in queste dimensioni straordinarie. La mia vita e il mio lavoro creativo sono giustificati e completati da Blade Runner. Grazie… sarà un gran cavolo di successo commerciale. Dimostrerà di essere invincibile.»

Anthony Burgess scrisse Arancia meccanica nel 1962, nove anni prima che Kubrick lo rendesse un classico del cinema basandosi su una versione ridotta (quella statunitense) del libro, epurata dell’ultimo capitolo. Nel ’73 definì il film «un lavoro eccezionale, probabilmente già un classico», ma il suo rapporto con quest’ultimo era tormentato e poco lineare. Considerata l’ombra in cui la fama della trasposizione cinematografica gettò gli altri suoi lavori, anni dopo definì Arancia Meccanica «un lavoro troppo didattico per essere arte, l’espressione artistica trascinata nell’arena della moralità».

Ma anche Chuck Palahniuk era assolutamente entusiasta, dopo aver visto la rivisitazione di Fight Club messa in atto da David Fincher: «Ora che ho visto il film […] mi sono sentito un po’ in imbarazzo per il libro, perché il film aveva ottimizzato la trama e l’aveva resa così efficace, aveva fatto connessioni che non avevo mai pensato di fare».

(via)

Nell’immagine: una celebre scena di Fight Club (1999)

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