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Anche quest’anno in Russia è uscito il calendario ufficiale di Vladimir Putin

Putin a messa, Putin che fa judo, Putin che gioca con i cani, Putin che spiega che il segreto del successo è «dormire poco, lavorare molto, lamentarsi mai».

26 Novembre 2025

A 10 anni dalla prima edizione del 2017, la pubblicazione del calendario ufficiale di Vladimir Putin è diventata una specie di tradizione in Russia. Pur non essendo direttamente stampato dal Cremlino, si tratta di una pubblicazione approvata dal diretto interessato, considerato dagli studiosi della Russia contemporanea un oggetto pop e propagandistico insieme, come spiegato dagli esperti interpellati dal New York Times. Il calendario di Putin non è formalmente obbligatorio, ma è considerato essenziale esporlo negli uffici pubblici, un po’ come accade in Italia per la foto del Presidente della Repubblica in carica. Ovviamente è spesso appeso anche nelle case dei suoi sostenitori, ma lo si trova anche in quelle di alcuni oppositori, a mo’ di presa in giro. 

Disponibile nelle edicole e librerie russe già da qualche giorno, il calendario costa intorno ai 4 euro e raccoglie 12 ritratti selezionati con cura, tra pose contemplative, attività sportive come il judo e lo sci, e momenti di vita pubblica. Un mese per esempio lo mostra mentre accende una candela durante una funzione religiosa, rafforzandone l’immagine di fedele della Chiesa ortodossa. Ciò che viene incluso e scartato dal calendario fornisce un aggiornamento sull’immaginario putiniano, ma il messaggio di fondo è sempre lo stesso. Putin si racconta come un Presidente in costante controllo, mai vulnerabile. C’è però un’assenza che vale più di mille scatti: quella a riferimenti diretti alla guerra in corso contro Ucraina. Qua e là però, nelle citazioni putiniane che accompagnano ogni scatto, ci sono riferimenti a una Russia «dai confini infiniti» e resa più forte dall’aver esercitato attivamente la sua sovranità negli ultimi anni. 

L’edizione 2026 del calendario contiene anche il segreto del successo di Putin, che rivela il suo motto, così tradotto dal New York Times: «Dormire poco, lavorare molto, lamentarsi mai».

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