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02:35 giovedì 5 febbraio 2026
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.
Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.
In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.
La figlia di David Lynch ha annunciato che l’ultima e inedita sceneggiatura scritta dal padre diventerà un libro Unrecorded Night è la serie tv che Lynch non è mai riuscito a farsi produrre. Dovremo accontentarci di leggerla.
Mamdani ha messo un ex detenuto e attivista per i diritti dei carcerati a capo del sistema penitenziario di New York Stanley Richards è chiamato a gestire il Department of Correction in un momento di grande difficoltà, dovuto soprattutto all'aumento delle morti in carcere.
L’affresco dell’angelo con il volto di Giorgia Meloni è già diventato un’attrazione turistica Dopo il restauro, ci sono sempre più turisti che accorrono alla Basilica di San Lorenzo per valutare di persona la somiglianza tra l'angelo e Meloni.
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.

Come sta rispondendo il mondo cattolico al prete sexy di Fleabag

14 Giugno 2019

La seconda stagione di Fleabag è un piccolo mezzo miracolo: perché è anche meglio della prima, tanto per cominciare, e perché ha provocato un innamoramento collettivo verso un personaggio in particolare, quello del prete interpretato da Andrew Scott, che a prima vista sembrerebbe stonare in una serie tv scritta da e per i Millennial. Invece Phoebe Waller-Bridge si è impossessata di un cliché da soap opera, il tropo dell’oggetto sessuale non disponibile e perdipiù votato a Dio e non ai piaceri carnali, e l’ha trasformato in un’ossessione social. Dopo la premiere nel Regno Unito, le ricerche di video porno a sfondo religioso su Pornhub sono aumentate del 162%, mentre dopo la messa in onda della quarta puntata, in cui la protagonista si confessa al prete sexy, seguendo l’hashtag #kneel (“inginocchiati”) su Twitter si potevano leggere confessioni tutt’altro che pie o devote. C’è addirittura una candela con la sua faccia e la scritta “kneel”.

Ma c’è qualcuno che non ha apprezzato l’ironia e la naturale sensualità del personaggio interpretato da Scott: i cristiani e i cattolici. Come riporta Slate, infatti, sono stati molti i giornali e gli autori di quell’area a condannare il comportamento del prete immaginario, che invece era stato lodato dai media laici perché rappresentativo di un’interazione tra adulti consenzienti. B.D. McClay ha scritto sulla rivista cattolica Commonweal che, sebbene la storia fra i due non sia spiacevole, l’aver “sessualizzato” il confessionale inevitabilmente rimanda a situazioni ben più oscure. Per il Church Times, invece, il prete di Scott non è che «un altro molestatore» che ha infranto il voto di castità mentre il National Catholic Reporter titola senza mezzi termini “Il prete di Fleabag non è per niente cool”. Nella sua raccolta di opinioni su Slate, però, Ruth Graham nota come la maggior parte delle critiche si concentri sul ruolo di guida spirituale del prete nei confronti della protagonista, più che sulla sua decisione di fare sesso con lei: molti commentatori hanno infatti sottolineato come il suo grande fallimento fosse proprio lì, perché «Fleabag aveva bisogno di un prete, non di un amante» come ha scritto il reverendo Thomas Reese proprio sul National Catholic Reporter. Anche i critici più severi, insomma, non se la son sentiti di condannare la serie: quando gli ricapita, d’altra parte, un momento di popolarità come questo.

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