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Tutto quello che avremmo sempre voluto sapere sul portiere di Gigi Hadid

Dal 2016 appare spesso nelle foto che ritraggono la modella.

di Valeria Montebello

Foto Getty Images

Guardare uno slideshow di 300 foto di look di Gigi Hadid su Harper’s Bazaar è una tortura alla quale ci si sottopone per noia, ipnosi, follia. Ma essere il portiere della Hadid deve essere una tortura ancora più grande. Tra le foto della raccolta, scattate dal 2015 a oggi, che documentano il passaggio dal biondo platino al cenere, fino al castano, il portiere appare dal 2016 in poi. E per noia, ipnosi o follia ci si appassiona più alla sua vicenda che alle mise della top model.

Nonostante gli outfit della Hadid siano sempre più appariscenti: il 2019 è l’anno dei completi giallo limone, pelle arancione, piumini argento, stivali al ginocchio zebrati – inizierà a sentire il peso dei suoi quasi venticinque anni? o sarà la rottura con Zayn Malik a farle accostare senza ritegno pelle, cotone e velluto? Il portiere, anche se la Hadid s’impegna, le ruba la scena e diventa quello che cerchi d’intravedere dietro i jeans scamosciati o i nude look, cliccando sempre più veloce su “next”. Non si riesce quasi mai a vedere a figura intera, è sempre di profilo, adiacente alla porta, quasi diventa tutt’uno con la porta. I suoi outfit sono più interessanti di quelli di Gigi – forse gli danno dei vestiti da mettere per non far sfigurare lei? Probabile. Abito nero, sartoriale. Camicia bianca, cravatta grigia o ghiaccio. A volte, nello scatto, si vede solo una sua scarpa, rigorosamente di vernice scura. Ha una varietà di calzature da far impallidire Gigi e i suoi stivali laccati: mocassini di ogni genere, dal classico Gucci di pelle a quelli scamosciati, spesso indossati con dei calzini bianchi sfoggiati con orgoglio (caduta di stile, gliela si perdona solo perché è americano).

Foto Getty Images
Foto di Getty Images.
Foto Getty Images

Quando si fanno foto alle celebrità per strada, soprattutto a stangone bionde che sembrano angeli, le facce di chi capita accidentalmente vicino a queste semi-divinità sono allucinate: alle donne si raggrinzisce il volto a furia si smorfie, occhi sgranati, gli uomini smascellano, inciampano, sbavano. Si contraggono in smorfie che nessuno vorrebbe fare in foto. Il portiere, in questo marasma di volti storpiati alla Bacon, è l’unico che riesce a mantenere un’espressione contenuta, è serio, sempre sobrio, non uno sguardo di troppo, non uno viscido o malizioso. Sembra che abbia fatto un training, magari esiste un workshop per portieri di star che t’insegna come guardare, come muoversi, come parlare a una semi-divinità. La guarda in modi sempre diversi ma non è mai invadente. L’accompagna con occhi sorridenti. Altre volte è rammaricato, magari lei non è stata gentile, non l’ha salutato, nemmeno degnato di uno sguardo. Spesso Gigi è con la sorella Bella, in una foto si vedono in fila indiana vestite da Rangers mentre vanno a una partita di hockey. Lì quasi vacilla, una ok, ma due semi-divinità è troppo anche per il portiere. Un’altra foto: Gigi con i capelli al vento e un sorriso ammaliante, appena sveglia in tuta da jogging, lui a cinque centimetri da lei che la guarda incantato: lei potrebbe girare le spalle ai fotografi e buttarglisi al collo da un momento all’altro. Svariate foto: lei esce veloce, ha fretta, lui le contempla la schiena fino a quando non entra in macchia, poi continua a guardare la macchina finché non gira l’angolo.

Nell’unica foto dell’ingresso in cui lui non c’è – forse aveva il giorno libero e stava con la sua famiglia a fare un picnic, o a pesca – lo sostituisce una donna vestita uguale a lui. Gigi sembra meno contenta del solito. Forse il suo portiere le dà sicurezza, i suoi occhi addosso la fanno uscire più rilassata. A volte, raramente, guarda in camera anche lui e diventa davvero il protagonista della foto – assomiglia a Denzel Washington! – e Gigi si trasforma in una comparsa sfocata. Le apre la porta, con attenzione, se piove l’accompagna con l’ombrello fino alla macchina, restando poco dietro di lei come un gentiluomo d’altri tempi. Anche se questo compito è appannaggio di un altro signore che si vede solo nelle foto piovose e si veste in modo molto più sgargiante e casual: pantaloni militari, sneakers, camicione a maniche corte (gli americani, ma come fanno a comprare camice a mezze maniche?), ha l’aria del vero bodyguard con la faccia sempre scazzata. Il portiere l’avrà vista in tutte le condizioni, prima di uscire per una festa, quando è in tiro, quando torna con il trucco sbavato (chissà se succede anche a lei), quando ha bevuto troppo o ha l’influenza, quando litiga con la sorella e si tirano i capelli, quando torna avvinghiata a qualcuno o gli chiede di andarle a comprarle i preservativi in piena notte. L’ha vista perfino con il suo ex che, vicino al portiere, sembra un pischello brufoloso: cappellini da basket, scarpe più grandi di tre numeri, strafottente, tatuaggi ovunque, un vero maschio beta.

Lei che non è mai stata davvero diva perché sprovvista della sensualità graffiante della sorella Bella, rifatta, mai contenta di sé, imbronciata. Gigi è la più popolare del college, la cheerleader, la bambolina eterna, a volte perde il sorriso, sì, ma non è mai entrata nella tonalità nero-bluastra della star capricciosa e un po’ strana, sicuramente perversa. Proprio lei, adesso, potrebbe sconvolgere fotografi, stampa, stilisti, diventare diva assoluta se solo mollasse qualunque modello stia frequentando e invitasse il suo portiere a cena.

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