Polemiche ↓
15:36 sabato 11 aprile 2026
Il presidente del Nepal Balen Shah, che è un ex rapper, ha scelto come suo Ministro degli Interni Sudan Gurung, che è un ex dj E il suo primo provvedimento è stato ordinare l'arresto del suo predecessore, liberato solo dopo 12 giorni di prigione e interrogatori.
Per la prima volta Kill Bill 1 e 2 tornano al cinema ma stavolta come un unico film lungo 281 minuti, senza tagli e con tante scene inedite Questa nuova versione si intitola Kill Bill: The Whole Bloody Affair e arriverà al cinema per una settimana soltanto, dal 28 maggio al 3 giugno.
Sabina Guzzanti ha pubblicato su YouTube il suo documentario sul centro sociale Spin Time di Roma Il film è uscito nel 2021, ma Guzzanti lo ha pubblicato adesso online perché vuole «far conoscere questa realtà prima che sia troppo tardi», cioè prima che arrivi lo sgombero.
Nei suoi primi 100 giorni da sindaco di New York, Mamdani ha fatto una cosa meglio di tutti i suoi predecessori: aggiustare le buche per strada Il sindaco ha appena sigillato la centomillesima buca della sua amministrazione, un traguardo raggiunto nei cento giorni dall'insediamento. E di cui va molto fiero.
I Nine Inch Nails hanno annunciato un nuovo album che uscirà tra neanche una settimana Si intitola Nine Inch Noize, uscirà il 17 aprile ed è l'ufficializzazione del trio Trent Reznor, Atticus Ross e Alexander Ridha, in arte Boys Noize.
Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana In una nota riportata oggi si specifica che la scelta del co-fondatore del brand nato nel 1985 non avrà però alcun impatto sul suo contributo creativo al gruppo.
Una ricercatrice è riuscita a completare la prima mappa dei nervi del clitoride E grazie a questa mappa si è scoperto che le informazioni che avevamo sul clitoride non solo erano pochissime ma in molti casi anche sbagliate.
Il governo pakistano si è inventato due giorni di festa nazionale per svuotare Islamabad ed evitare disordini durante il negoziato tra Usa e Iran La capitale al momento è deserta: per strada non c'è quasi nessuno, ci sono poliziotti e soldati ovunque, in attesa dell'arrivo delle delegazioni di Usa e Iran.

La persona dell’anno del Financial Times è George Soros

19 Dicembre 2018

La persona dell’anno secondo il Financial Times è il finanziere George Soros. La testata sottolinea come, sebbene i candidati al “titolo” vengano valutati per i risultati conseguiti, stavolta siano stati altrettanto importati i valori democratici e liberali abbracciati dal magnate di origine ungherese. Soros sostiene i media, le democrazie e i diritti umani dagli anni ’70. Da tempo è al centro di innumerevoli teorie complottiste, eppure negli ultimi anni gli attacchi nei suoi confronti hanno ottenuto maggior risalto nel dibattito pubblico: basti pensare alle accuse di Donald Trump sui non meglio precisati finanziamenti alla carovana di migranti dell’America Latina; oppure alla campagna del premier dell’Ungheria Viktor Orbán, che ritiene Soros l’ideatore di una cospirazione per invadere di migranti l’Europa; nel Regno Unito, poi, l’88enne uomo d’affari è denigrato per la contrarietà alla Brexit, culminata nei fondi all’associazione che promuove un secondo referendum.

Spesso criticato per le contraddizioni all’apparenza inconciliabili (da un lato la fortuna guadagnata nelle speculazioni di borsa, dall’altro la filantropia), secondo il giornale inglese l’operato di Soros è stato influenzato soprattutto dall’esperienza della persecuzione razziale nell’Ungheria del secondo conflitto mondiale: fu infatti costretto alla semi-clandestinità per evitare la deportazione. Quando poi il Paese finì sotto il controllo sovietico, fuggì a Londra, dove studiando alla London School of Economics sposò le idee sulla prosperità delle democrazie del professore-filosofo Karl Popper.

Arrivato a Wall Street negli anni ’50, creò il fondo d’investimento Quantum, affermandosi come uno dei più abili speculatori finanziari. È nota in particolare l’operazione del 1992 con cui costrinse la Bank of England a svalutare la sterlina, ricavandone centinaia di milioni di dollari. L’impegno nella filantropia, iniziato nel 1984 con la fondazione della Open Society, si intensificò dopo la caduta del muro di Berlino, quando il tycoon statunitense sostenne varie cause, dal pagamento degli stipendi agli scienziati dell’ex-Urss al finanziamento delle biblioteche europee. Alla soglia dei novant’anni, Soros continua ad appoggiare le iniziative che lo convincono maggiormente, come il contrasto alla legge israeliana che sancisce il diritto all’autodeterminazione per i soli cittadini ebrei, il finanziamento del Partito Democratico statunitense o, ancora, l’implementazione di alcune strutture cruciali per l’Unione Europea: di recente ha infatti donato alla Open Society 18 miliardi del suo patrimonio personale.

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