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16:09 lunedì 23 marzo 2026
Le elezioni in Slovenia sono state così combattute che è dovuto scendere in campo pure Slavoj Žižek, con un video molto Slavoj Žižek in cui invitava ad andare a votare «Prendetevi 10 o 20 minuti domenicali per fare un salto alle urne, così poi potete andare a guardare una buona serie tv», questo il suo invito.
Il prezzo dell’Ozempic e dei farmaci simili sta scendendo moltissimo La scadenza dei brevetti e la competizione tra aziende farmaceutiche sta facendo crollare i prezzi, a partire dagli Stati Uniti.
È uscita una playlist dedicata a Mark Fisher da ascoltare prima di vedere il film su Mark Fisher O anche prima, durante e dopo la lettura del suo testo postumo appena pubblicato da Einaudi, Materialismo Gotico.
Emmanuel Grégorie, il nuovo sindaco di Parigi, ha festeggiato la vittoria alle elezioni facendo un bel giro in bicicletta per la città Ha vinto con il 52 per cento dei voti e non ha perso l'occasione per ribadire che Parigi resterà una città antifascista, accogliente e sostenibile.
Chopper, il medico della ciurma Cappello di Paglia in One Piece, è stato nominato ambasciatore di Medici Senza Frontiere «La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.
La foto che tutti i giornali stanno pubblicando negli articoli sulla vera identità di Banksy non ritrae Banksy ma un tizio qualunque fotografato mentre lavorava vicino a un’opera di Banksy L'uomo si chiama George Georgiou, ha 69 anni e di mestiere fa l'operaio. Ha definito quello che gli è successo «assurdo».
Al trailer di Spider-Man: Brand New Day è bastato un giorno per diventare il trailer più visto di tutti i tempi Ha totalizzato 718 milioni di visualizzazioni in 24 ore, sbriciolando il precedente record detenuto dal trailer di No Way Home.
Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.

Perché Google fa paura, con la sua nuova Social Search

12 Gennaio 2012

Google l’ha fatta grossa. Un paio di giorni fa, il colosso del web ha presentato alcune innovazioni (disponibili per ora solo negli Usa) che interessano soprattutto il motore di ricerca e il nuovo social network della casa madre, Google+. In pratica, Google ha cominciato a incorporare i dati riguardanti Plus nei risultati delle ricerche condotte dagli utenti. Con questa novità gli iscritti a Plus, cercando “Obama” su Google, hanno come risultato i post riguardo il presidente statunintese condivisi sul social network dai loro “amici”, oltreché le tradizionali pagine web.

“Antitrust+”
Un meccanismo che violerebbe il principio di libera concorrenza: perché Google+ sì e Facebook-Twitter-MySpace-ecc. no? Secondo il Los Angeles Times l’Antitrust Usa probabilmente indagherà sul caso.

Social search
La novità, ribattezzata Search Plus, avrebbe risultati paradossali per gli utenti. Il blog Search Engine Land, ne ha elencati alcuni: cominciamo dal fatto che cercando “Mark Zuckerberg” (il fondatore di Facebook) su Google il primo risultato è il suo account Google+. Una follia, considerando il fatto che Zuckerberg non ha mai condiviso nulla sul sito della Grande G e la sua pagina Fb è ovviamente più nota, trafficata e quindi gerarchicamente più alta, secondi i tradizionali criteri di Google stesso.

Si dirà: be’, l’importante è non essere loggati a Google+. Non proprio, visto che i consigli relativi al social network compaiono anche dopo aver fatto loguot da Google+.

Danny Sullivan, autore della ricerca su Sea, pone anche una questione non secondaria:  visto che cercando il nome di un musicista su Google compare in bella vista la sua pagina G+, che succede a quegli artisti che non sono iscritti a quel sito? È un trattamento ingiustificatamente impari che costringerebbe tutti gli artisti a iscriversi sul social network per non essere tagliati fuori dalle ricerche.

Repliche e critiche
La risposta della concorrenza non si è fatta attendere.Twitter ha attaccato il motore di ricerca, spiegando di essere molto più “rilevante” di Plus – visto che le breaking news ormai corrono sul filo dei tweet – e di non accettare di essere superato ingiustamente dal social network di proprietà del motore di ricerca stesso.
Facebook invece non ha finora commentato.

L’errore di base
Non è un buon momento per la Grande G. Le critiche piovono da analisti e commentatori. Ma il problema ha radici profonde, come scrive Farhad Manjoo su Slate. Il compito di un motore di ricerca, infatti, è di fare il motore di ricerca, ovvero trovare pagine web inerenti agli argomenti che gli utenti vogliono trovare. Non è invece quello di cercare dati tra i nostri amici online. Un motore di ricerca social – specie se a senso unico – potrebbe non essere utile agli utenti che se vogliono sapere cosa viene condiviso dai loro amici sui social network, vanno semplicemente su Facebook-Twitter ecc.

Monopolio?
Forse però la ricerca social può essere il futuro del settore. Fosse così Google deve allargare il proprio campo anche alla concorrenza, altrimenti – scrive TechCrunch – è monopolio. E non è la prima volta che Google casca nella “tentazione” di tagliare fuori la concorrenza.
E se monopolio vi sembra una parola grossa, ecco lo screenshot di una ricerca riguardo Britney Spears. I risultati sottolineati dalla freccia rossa sono di casa Google: G+, Youtube e perfino il sito ufficiale della cantante (linkato via Google Plus). Le frecce arancioni sono invece la “concorrenza” e stanno nella parte più bassa della pagina web. Non è una coincidenza.

Google vs Twitter
E alla fine ecco la replica di Mountain View a Twitter: “Ci avete chiesto voi di non indicizzare i tweet nelle nostre ricerche”. Insomma, la grande G non presenta i tweet tra i risultati delle sue ricerche proprio perché il sito dei 140 caratteri ha chiesto così. In tal modo, però, G+ domina solo e incontrastato.

Bing se ne può approfittare?
Ma c’è concorrenza è concorrenza: non solo quella che accusa di monopolio Google ma anche quella che di questa situazione può trarne vantaggio. Per esempio, Bing, il motore di ricerca di Microsoft, eterno inseguitore della Grande G che all’improvviso – almeno secondo Gizmodo – diventa l’alternativa a un ambiente come quello googliano: non tanto per ragioni politiche ma per l’efficienza che un motore di ricerca “normale” può a questo punto offrire.

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