Hype ↓
16:47 giovedì 23 aprile 2026
I produttori di Project Hail Mary stanno facendo di tutto per candidare all’Oscar come Miglior attore non protagonista James Ortiz, che però non è un attore ma il burattinaio che nel film muove l’alieno Rocky E a quanto pare potrebbero riuscirci, perché quella di Ortiz – che a Rocky presta anche la voce – è considerabile come una vera e propria prova attoriale.
Il prezzo dei preservativi aumenterà (almeno) del 30 per cento a causa della guerra in Medio Oriente Lo ha detto una fonte abbastanza attendibile: Goh Miah Kiat, il Ceo di Karex, il più grande produttore di preservativi del mondo.
C’è una nuova Global Sumud Flotilla in viaggio verso la Striscia di Gaza per portare aiuti umanitari Per imbarcazioni e persone coinvolte questa missione è grande il doppio della precedente. Secondo gli organizzatori, si tratta della più grande mai fatta per la Striscia.
Lo Studio Ghibli ha fatto un nuovo film ma lo potrà vedere solo chi quest’estate andrà al Ghibli Park Si chiama Notte nella valle delle streghe e verrà proiettato l'8 luglio alla presenza dei registi.
Per festeggiare i 50 anni di Io sono un autarchico, Nanni Moretti è andato al podcast Hollywood Party a raccontare tantissimi aneddoti, segreti e chicche sul film La puntata è disponibile su RaiPlaySound, assieme a Moretti c'è anche l'attore e amico Fabio Traversa.
ChatGPT è “indagato” nel caso di uno school shooting in Florida perché secondo gli inquirenti avrebbe contribuito all’organizzazione della strage Secondo l'accusa, l'imputato Phoenix Ikner avrebbe utilizzato il chatbot non solo come fonte di informazioni ma come un vero e proprio "consulente stragista".
Il Regno Unito vieterà la vendita di qualsiasi prodotto contenente nicotina ai nati dopo il 2009 per creare la prima generazione smoke free della storia Niente sigarette vere e proprie, niente sigarette elettroniche, niente nicotine pouch, niente di niente sarà accessibile a chi è nato dall'1 gennaio 2009 in poi.
Nel Diavolo Veste Prada 2 c’era anche Sydney Sweeney ma la sua parte è stata tagliata per una “scelta creativa” Il cameo dell'attrice, che doveva apparire nei panni di sé stessa, è stato cancellato. E, secondo molti, in questa decisione c'entrano gli scandali e la politica.

Il futuro della città secondo Ora Ito

Come cambia il nostro modo di vivere i centri urbani, a partire dalla mobilità, secondo il designer francese.

07 Dicembre 2020

Ora Ito si muove in perfetto equilibrio tra la reputazione di enfant terrible del design e le collaborazioni con il poco accessibile establishment francese, che lo rispetta e gli affida i progetti per il futuro delle città. La storia di come Ito Morabito sia diventato il brand Ora Ito è nota e si può sintetizzare così: a vent’anni ha hackerato il sistema del design. Ha disegnato oggetti, li ha brandizzati ed inseriti nelle linee dei grandi marchi del lusso (l’avveniristica borsa Vuitton è stato uno dei suoi primi progetti), li ha pubblicati sul suo sito e qui tutti hanno potuto vederli e desiderarli.

Anche i brand stessi, che hanno chiamato Ora Ito per iniziare a collaborare, anziché per intentare cause. Oggi, all’Eliseo, il presidente Macron si siede su una 133 ICO di Cassina, design Ora Ito. Quando la città di Nizza, sotto la direzione del sindaco Estrosi, ha avviato il processo di trasformazione urbana per diventare la città più verde del Mediterraneo, gli ha affidato il progetto della linea 2 del tram. A Marsiglia, il suo studio è impegnato nella realizzazione della futura metropolitana. Ma l’uomo in movimento nell’ambiente urbano è sempre stata la passione di questo designer, anche quando progettava cuffie minimali. Mobilità è la parola chiave, quella cosa che in questo periodo è entrata con urgenza nell’agenda di politici e urbanisti.

Negli ultimi anni sei stato molto impegnato su progetti di mobilità e trasporto urbano. Anche in questi casi, l’intervento è stato radicale, come tua abitudine?
Non parlerei di interventi radicali, ma di una evoluzione. A Nizza, per esempio, ho progettato un tram completamente senza fili, dotato di batterie ricaricabili integrate. Questo va a risolvere importanti aspetti del trasporto urbano tradizionale. I mezzi pubblici erano una grande fonte di inquinamento per la città oppure, se elettrici e collegati ai cavi, le loro infrastrutture condizionavano molto il paesaggio urbano. Il solo fatto di avere eliminato i fili è stata una evoluzione che ha permesso di riconsiderare il tram come mezzo di trasporto urbano moderno.

Il tram 2 di Nizza progettato da Ora Ito

Intervenire su un mezzo di trasporto può contribuire alla trasformazione della città?
L’esempio del tram è evidente. Le nuove linee, soprattutto se libere da pesanti infrastrutture, permettono di riscoprire interi quartieri. Le città sono piene di quartieri distanti, dimenticati, le periferie. Un mezzo come il tram consente di rivedere la funzione di queste zone, creando spazi verdi, costruendo nuove stazioni che permettono ad interi quartieri di essere ripensati. È un aspetto molto interessante. Negli ultimi anni, Nizza ha rivisto grande parte della sua pianificazione urbanistica sulla base delle linee di passaggio dei nuovi tram.

Nel riprogettare questi mezzi hai capito che le priorità sono cambiate. Per esempio, ad una metropolitana non si chiede più la velocità, ma il confort, il basso inquinamento, la sicurezza. Sì, in questa epoca la velocità, negli spostamenti urbani, non è più prioritaria. Ho progettato tram con grandi vetrate, che permettono alle persone di viaggiare letteralmente all’interno della città. Per ragioni di sicurezza, gli spazi interni devono essere più grandi, e quindi si riduce la materia. E l’attenzione a consumi e rumore è un altro aspetto fondamentale. Poi, naturalmente, si può agire sulla velocità quando il tram entra nei tunnel sotterranei, ma quando attraversa la città in superficie si deve tenere conto di altre priorità.

Un altro protagonista del trasporto urbano è la bicicletta. Con Marc Simoncini, per Angell Bike, di recente hai progettato una bicicletta smart ad alta tecnologia. Connettività, tecnologia, intelligenza artificiale, è diventato questo il terreno di gioco del designer?
È importante che forma e tecnologia si incontrino, il design deve sempre rispondere ai principi della contemporaneità. Dal punto di vista delle forme, per me resta sempre fondamentale ridurre la presenza della materia. Ma in questa bicicletta abbiamo anche inserito un sistema gestito da un tablet che la rende “intelligente”, c’è stato un forte investimento in tecnologia. Volevamo ottenere una bicicletta che, quando la usi, non sembra più di guidare una bicicletta.

La bicicletta progettata da Ora Ito e Marc Simoncini per Angell Bike

Un’altra rivoluzione, o evoluzione, è la partecipazione dei cittadini al progetto. Per scegliere il colore del tram della linea 2 di Nizza, sono stati coinvolti gli abitanti della città con una votazione pubblica. Il designer non ha imposto la sua idea su un elemento fondamentale come il colore, ma il progetto è stato partecipato e collettivo,
Il mezzo pubblico fa parte del paesaggio urbano e le proposte non possono essere radicali e imposte. Il lavoro del designer può essere successivo, quando si tratta di mettere d’accordo le scelte dei cittadini, ed è altrettanto importante e faticoso. Per esempio, la votazione pubblica sceglie un interno e sceglie un esterno, ma questi non sempre sono compatibili. Si creano così nuovi problemi che il designer deve risolvere. Bisogna conservare l’idea di ciò che vogliono gli abitanti, ma bisogna anche adattarla all’idea generale del progetto. È un gioco di equilibrismo tra le parti, posso dire che è come una guerra, si combatte una battaglia, poi un’altra battaglia e ancora una terza battaglia, qualcuna si vince, altre si perdono, e infine si arriva al risultato. Per fortuna il designer non lavora da solo, c’è chi si occupa di mettere d’accordo tutti questi aspetti. Ho voluto riproporre questo metodo anche durante il progetto della metropolitana di Marsiglia e non mi sono semplificato la vita, ma il risultato può essere straordinario.

Se pensiamo ai tuoi oggetti, al design di prodotto, ti sei sempre confrontato con l’uomo in movimento nell’ambiente urbano.
Sì, ma ancora più in generale, amo lavorare su settori trasversali, dalla metropolitana, alle barche, agli aerei, al design di prodotto appunto. Sono progetti molto diversi, ma alla fine ritrovo in loro una filosofia comune, un certo modo di gestire i volumi, di semplificare le forme, di ridurre la materia. Naturalmente non è l’aspetto decorativo che mi interessa, ma le cose devono avere un senso in rapporto al mio percorso e alla mia filosofia.

Uno dei tuoi progetti più interessanti è il MAMO, il centro d’arte “Marseille Modulor” sulla terrazza al nono piano dell’Unité d’Habitation di Marsiglia. Anche questo è un progetto urbano, quando hai acquisito gli spazi di questo condominio, hai ridato vita all’utopia di Le Corbusier, hai creato un laboratorio artistico.
Quello è un luogo unico, dove l’architettura dialoga con l’arte. Tutta l’arte che viene prodotta su quella terrazza si confronta continuamente con l’architettura di Le Corbusier, che resta protagonista. Da parte mia è un progetto filantropico per far rivivere un luogo di straordinaria importanza.

In Francia si parla molto di “quartieri dei 15 minuti”. Portando questa idea all’estremo, che cosa pensi dell’idea di una città-condominio come l’Unité d’Habitation?
Vivere in quel condominio è un po’ come vivere su un’isola, nello spazio di un unico edificio sono presenti tutte le funzioni della città. Oggi, in questo particolare periodo, penso che sia un concetto ancora più attuale che in passato. Che cosa c’è di più contemporaneo di avere, in un unico condominio, un ristorante, una libreria, una scuola, uno spazio collettivo dedicato all’intrattenimento e alla vita culturale?

Articoli Suggeriti
I produttori di Project Hail Mary stanno facendo di tutto per candidare all’Oscar come Miglior attore non protagonista James Ortiz, che però non è un attore ma il burattinaio che nel film muove l’alieno Rocky

E a quanto pare potrebbero riuscirci, perché quella di Ortiz – che a Rocky presta anche la voce – è considerabile come una vera e propria prova attoriale.

Lo Studio Ghibli ha fatto un nuovo film ma lo potrà vedere solo chi quest’estate andrà al Ghibli Park

Leggi anche ↓
I produttori di Project Hail Mary stanno facendo di tutto per candidare all’Oscar come Miglior attore non protagonista James Ortiz, che però non è un attore ma il burattinaio che nel film muove l’alieno Rocky

E a quanto pare potrebbero riuscirci, perché quella di Ortiz – che a Rocky presta anche la voce – è considerabile come una vera e propria prova attoriale.

Lo Studio Ghibli ha fatto un nuovo film ma lo potrà vedere solo chi quest’estate andrà al Ghibli Park

Per festeggiare i 50 anni di Io sono un autarchico, Nanni Moretti è andato al podcast Hollywood Party a raccontare tantissimi aneddoti, segreti e chicche sul film

La puntata è disponibile su RaiPlaySound, assieme a Moretti c'è anche l'attore e amico Fabio Traversa.

Quello di Lia Cigarini era il femminismo della donna per la donna

È morta a 89 anni una delle più importanti intellettuali nella storia del femminismo italiano. La sua eredità sta nei libri, nella politica, nella filosofia e soprattutto in un luogo speciale: la Libreria delle donne a Milano.

In Russia adesso le biografie di Bulgakov vengono vendute con un’etichetta che le definisce propaganda a favore della droga

Sorte che però non è toccata solo a lui: l'etichetta verrà apposta anche sui libri di Pelevin, King, Palahniuk, Murakami e Steinbeck

Il boom è già finito, la crisi non è ancora iniziata, ma nel frattempo fare fumetti in Italia è diventata una faccenda molto complicata

La crescita iniziata durante la pandemia si è fermata, l'aumento dei costi, la crisi delle edicole e il perenne cambiamento delle abitudini dei lettori stanno riscrivendo le regole del mercato per l'ennesima volta negli ultimi anni. Ne abbiamo parlato con chi i fumetti li fa di mestiere.