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La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.

Perché in Giappone Oppenheimer è uscito soltanto adesso

02 Aprile 2024

Tra le nuove uscite arrivate nei cinema giapponesi questa settimana c’è il film ormai universalmente considerato il film del 2023: Oppenheimer di Christopher Nolan. Sono passati otto mesi tra l’uscita del film nelle sale americane e in quelle giapponesi, otto mesi nei quali Oppenheimer ha fatto in tempo a diventare un blockbuster da un miliardo di dollari e a vincere sette premi Oscar agli Academy Awards dello scorso 10 marzo. Anche e soprattutto grazie a questi successi, il film ha finalmente trovato un distributore in Giappone: fino a poche settimane fa non era dato sapere se Oppenheimer sarebbe mai uscito nel Paese. Nessun distributore sapeva come il film sarebbe stato accolto in Giappone, tutti i distributori temevano che la storia dell’inventore della bomba atomica non sarebbe stata accolta positivamente nel Paese sul quale la bomba atomica è stata sganciata.

C’erano tutte le ragioni per essere titubanti, in effetti. Nella scorsa estate, mentre tutto il mondo assisteva al fenomeno memetico-pubblicitario ribattezzato poi Barbenheimer, in Giappone soltanto si sottolineava come la bomba atomica non sia esattamente materiale per improvvisazione comica né rielaborazione internettiana (ne avevamo parlato qui). Le polemiche che il Barbenheimer aveva generato in Giappone avevano convinto Universal Pictures, distributore di Oppenheimer, a escludere il Giappone dalla distribuzione internazionale del film, avvenuta a luglio. Alla fine, però, Oppenheimer è arrivato anche nelle sale giapponesi, riscuotendo un discreto successo nel suo fine settimana d’esordio: secondo quanto riporta Cnn, da venerdì a domenica il film ha incassato due milioni e mezzo di euro, piazzandosi al quarto posto del box office nazionale.

Il buon risultato ottenuto dal film si spiega anche con il diverso approccio alla campagna pubblicitaria che la produzione ha scelto per il Giappone. In tutti i materiali promozionali del film, infatti, sono riportate le frasi di Tomonaga Masao, presidente di un gruppo di sopravvissuti al bombardamento di Nagasaki (in giapponese si chiamano hibakusha). Masao ha spiegato che vedendo il film si è sentito partecipe del dramma, del dilemma incarnato da Oppenheimer. «Questo è il più grande problema del nostro mondo, che si sta allontanando sempre di più dal sogno del disarmo nucleare. Il messaggio che Nolan ha nascosto nel film è questo: bisogna costringere la politica ad affrontare le sue responsabilità». Anche l’ex sindaco di Nagasaki, Hiraoka Takashi, dopo aver visto il film, ha detto di aver apprezzato il racconto della vita di un uomo pieno di contraddizioni, il cui lavoro scientifico è stato trasformato in un’arma di distruzione di massa dallo stesso Stato che poi ha ignorato tutti i suoi tentativi di evitare l’apocalisse nucleare. Stando alle prime recensioni della critica e alle prime opinioni del pubblico giapponese, sembra che l’opinione di Tomonaga e quella di Hiraoka siano ampiamente condivise.

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