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04:47 lunedì 23 febbraio 2026
Un donatore anonimo ha dato al Comune di Osaka 20 kili di lingotti d’oro con la condizione che vengano usati esclusivamente per sistemare i fatiscenti tubi dell’acqua della città I lingotti valgono circa tre milioni e mezzo di euro, esattamente la cifra di cui il Comune aveva bisogno per completare le ristrutturazioni.
Per festeggiare il centenario della sua nascita, ad aprile uscirà un album inedito di John Coltrane Si tratta dei leggendari Tiberi Tapes, registrati tra il 1961 e il 1965, finora rimasti inediti e custoditi in una collezione privata.
Il video di Robert Kennedy Jr. e Kid Rock che prima fanno palestra, poi vanno in sauna, infine bevono del latte ha lasciato interdetti persino i trumpiani Nelle loro intenzioni, il video voleva essere un invito ad adottare uno stile di vita sano. A giudicare dalle reazioni, il messaggio non è passato granché.
Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha fatto una cover dei Massive Attack per la colonna sonora del film di Peaky Blinders E non solo: per il film, che uscirà nelle sale il 3 marzo e sarà su Netflix a partire dal 20, ha scritto anche due canzoni inedite.
Il primo film di Joachim Trier si trova su YouTube ed è un video di lui da ragazzo che fa skate con gli amici A 16 anni il regista di The Worst Person in the World e di Sentimental Value era un quasi professionista dello skate.
Abbiamo tutti il cuore spezzato per la storia di Punch, il cucciolo di macaco abbandonato da sua madre e scacciato dal suo branco Lui e il suo orango peluche sono diventati gli animali più famosi e amati di internet, con milioni di persone che negli ultimi giorni hanno condiviso l'hashtag #HangInTherePunch.
La paura di essere sostituiti dall’AI è ufficialmente una malattia e adesso ha anche un nome, “disfunzione da sostituzione dell’AI” I sintomi possono essere ansia, insonnia, paranoia, perdita di identità e possono manifestarsi anche in assenza di altri disturbi psichiatrici.
L’esposto che ha portato all’arresto del principe Andrea lo ha fatto un gruppo di attivisti che vuole abolire la monarchia inglese Il presidente del gruppo, Graham Smith, ha presentato la denuncia il 9 febbraio. Dieci giorni dopo, l'ex principe è stato arrestato.

One man jacket

Iconografia del bomber: ancora impossibile da rendere unisex. Vedi quello di Drive.

25 Ottobre 2011

I boyfriend jeans hanno provato a resistere, sono stati fatti propri come le camicie con iniziali altrui. Resistono sul corpo di una donna nonostante gli anni Ottanta e il loro revisionismo couture sia finito. Resistono perché sanno ancora essere trasversalmente utili. Dopo Winona Ryder indossare un giubbotto smaccatamente da uomo, di quelli che non hanno tagli delle spalle, che non hanno fianchi sartoriali ma che sono comunque, solo, maschili è un rischio che non ha avuto un alto numero di vittime. Vada per il berretto da baseball che ancora non sappiamo indossare, e ci viene perdonato, ma alcuni giubbini, bomber per lo più, sono e devono rimanere ad appannaggio maschile.

La conferma – se ce ne fosse bisogno – si presenta nel tormentone-le-spalle-di Gosling: in Drive più che l’osannato lui, il protagonista è quel bomber satinato champagne con scorpione ricamato senza troppa cura, quasi una chinoiserie rispetto a chi ha provato a ficcarci il bomber nelle passerelle, fallendo poi in boutique, e per questo molto più credibile. Peccato che la costumista Erin Benach abbia impiegato settimane a realizzarlo, si dice, su ispirazione di un vecchio giacchino souvenir di Gosling stesso. E che una volta terminato la Benach abbia passato ulteriori pene dell’inferno per farselo approvare da Winding Refn e dal direttore della fotografia che lamentava un po’ troppi riflessi causati dal satin. Dorato. Eppure  Ryan Gosling oltre a mettere in mostra un collo taurino grazie ai non revers del suo giacchino assassino diventa nuovamente testimone di una certezza che dai tempi di Marty McFly mancava: la giacca del protagonista non si tocca e non subisce alterazioni in corso d’opera.

Il bomber satinato del protagonista di Drive torna a mettere in chiaro che un oggetto è parlante, senza per questo interrompere i dialoghi migliori. Chiariamo: la protagonista, una Carey Mulligan che finalmente soffre ma ce lo dà poco a vedere, non osa mai tentare di avere freddo e indossare il giubbino di lui come in una classica commedia anni Ottanta-primi Novanta e quindi il capo satinato, animo notturno delle follie di lui, non è profanato nel suo scopo. C’è ma non si intromette nella storia, osserva, colora le scene migliori (vedi ascensore), in poche parole veste i panni della luna in un qualsiasi film: e dice quando è notte e arrivano i cattivi e quando no. È essenziale, ma non azzarda intromettersi.

Un precedente anticipato è quello di Marty McFly: il piumino rosso senza maniche con giacchino di jeans sotto è stato protagonista della saga per parecchio tempo ma quando nella scena classicona in cui lui è nel Far West e sfilandogli i jeans (con grande preview di product placement) pensano che Michael J. Fox si chiami Levi’s Strauss, il piumino rosso smanicato non è contemplato, sta lì, fresco elogio degli Eighties e corazza paninara del protagonista. Ecco, i Levi’s di McFly stanno ai molto più “rumorosi” ed esplicativi guantini da pilota di Ryan Golsing, leggerissimi in nappa traforata, perfetti per capire chi è chi nelle ultime battute quando spuntano dalla silhouette del protagonista ripreso solo nella sua ombra.

Il bomber icona invece no. Continua indisturbato a farsi usare e dichiarare lo stato delle scene. Nessuno osa dare un ruolo attivo a una figura così ben azzeccata di un copione. Non richiesta, ben portata, muta, un po’ come la maglia da baseball bianca e rossa di R.G in Blue Valentine per quanto poi il chiodo nero arrivi subito a dire troppo la sua. Grottescamente muto quasi quanto il protagonista.

Il giubbino co-partner di inquadrature ed espressioni di Ryan Gosling è uno dei matrimoni meglio riusciti in un film che ha rimesso a tutti non tanto la voglia di correre in auto la notte, quanto il senso pudico e dark per la mascolinità. La necessità di avere un buon alleato in un indumento ma per questo non cadere nella mimesi che unì per sempre Uma Thurman alla sua tuta tarantiniana. Neppure storpiarne i canoni utilitaristici come fece John Travolta con brillantina. E tantomeno così politicizzato da far chiamare in causa la blusa militare di Taxi Driver. Se l’opera di Nicolas Winding Refn è un B-Movie anche l’idolatria che ne consegue dovrebbe stare in linea e quindi mettere on line dal 15 novembre su Steady Clothing il bomber con scorpione ricamato a 169,99 dollari.

Si è mai visto il peacot di Joseph Turner/Redford ne I tre giorni del Condor avere un senso altrove? Sì e ha funzionato non perché non era un b-movie, ma perché era un ex novo che illuminò gli uomini americani di stampo kennediano. Il giubbino di Drive invece piomba di colpo in un’isteria collettiva neo sartoriale, arriva velocissimo a occupare un vuoto cinematografico di anni. Con il plus di essere totalmente anacronistico.

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