Hype ↓
12:57 giovedì 26 febbraio 2026
L’Isis sta invitando i suoi miliziani a imparare a usare l’AI per diventare «jihadisti migliori» E sta fornendo anche delle pratiche guide per capire quale delle numerose AI oggi disponibile si presta meglio a ogni jihadistico proposito.
Un’artista ha passato gli ultimi 12 anni a girare un remake di Titanic identico inquadratura per inquadratura a quello di James Cameron L'opera è dell'artista cilena Claudia Bitrán, si intitola Titanic, A Deep Emotion e verrà esposta alla Cristin Tierney Gallery di New York.
Dopo la giacca dedicata agli Oasis, Lidl ci riprova con una borsa a forma di carrello della spesa La trolley bag firmata dallo studio di design di Nik Bentel si può vincere iscrivendosi a un concorso sul profilo Ig della catena di supermercati
A Milano ha aperto BAOL, la prima biblioteca a offerta libera della città, pensata per i lettori in difficoltà economiche Si trova in viale Molise n. 47 e funziona così: chi vuole prendere in prestito, prende in prestito; chi vuole comprare, paga quel che può.
Un partito dell’estrema destra polacca che si chiama Nuova speranza, come un film di Star Wars, ha dovuto cambiare nome e ora si chiama L’impero colpisce ancora, come un film di Star Wars Il curioso cambio di nome è stato necessario per evitare la cancellazione, decisa da una sentenza di un tribunale di Varsavia per questioni finanziarie.
Aimee Lou Wood sarà Jane Eyre in una nuova serie che certifica come le sorelle Brontë siano tornate di moda Dopo il successo di "Cime tempestose" anche il classico di Charlotte Brontë avrà un nuovo adattamento, con protagonista la star di Sex Education.
Cinque anni dopo lo scioglimento, i Daft Punk hanno pubblicato un nuovo video Si tratta del video ufficiale di "Human After All" e contiene immagini Electroma, il loro film di fantascienza del 2006.
Una battaglia di palle di neve organizzata in un parco di New York è degenerata quando i partecipanti hanno iniziato a prendere a palle di neve la polizia Degenerata nel vero senso della parola: due agenti sono finiti al pronto soccorso e la polizia sta dando la caccia a due degli "aggressori".

Le scorie del dibattito sul nucleare italiano

Tra ministri dalle idee non chiarissime, popolari pagine Facebook e cartoni animati virali su YouTube, la discussione sull'atomo in Italia è una delle più surreali degli ultimi anni.

20 Settembre 2022

Un articolo sulla tossicità del dibattito sul nucleare in Italia rischia di essere principalmente una profezia che si auto avvera: spesso è sufficiente che quella parola, la N-word, entri nel sistema nervoso dei social network per richiamare una falange di sostenitori dell’atomo, con reazioni spontanee o meno, con argomenti buoni o meno, ma sempre pronti ad accapigliarsi. Parlare di nucleare in Italia è scegliere di entrare in una zuffa sempre in corso, un Hunger Game permanente che richiede preparazione, resistenza e tempo libero.

La campagna elettorale ovviamente non sta aiutando. L’energia è il tema dominante, ma il margine di manovra è quello che è, quindi alla fine i partiti si trovano d’accordo su quasi tutto. L’unico punto sul quale si possono dividere è il nucleare: dal centro verso la destra si tende a essere pro-atomo, dal centro verso la sinistra si tende a essere anti-atomo. Il resto è, appunto, rissa, una nuova culture war locale, nutrita dall’opportunismo politico di chi sa bene che, in qualsiasi ipotesi, il nucleare è una prospettiva lontana nel tempo, la si può usare per definire la propria identità senza alcuna ricaduta pratica. Quello che rimane è un’arena virtuale, una sofisticata ma estenuante forma di intrattenimento. Per i suoi sostenitori, la politicizzazione dell’atomo è un successo nel breve termine – visto che oggi esiste di nuovo un dibattito – ma è un problema nel lungo: l’opportunismo con cui Salvini ha schiaffato il tema sui manifesti è l’opposto di quello che dicono di volere: un dibattito razionale e non ideologico, non proprio la specialità della casa.

L’energia dell’atomo in Italia ha una storia paradossale. Negli anni ’60 avevamo impianti all’avanguardia ed eravamo la terza potenza nel nucleare pacifico. Poi lo sviluppo della fissione è andato in stallo, quando il referendum del 1987 post Chernobyl mise fine a tutto c’erano tre centrali attive. Se ne riparlò a metà anni 2000, ma anche in quel caso un incidente (Fukushima) indirizzò il voto a un successivo referendum. La voce alla quale più dobbiamo il ritorno dell’opzione nucleare è quella del ministro della transizione ecologica Cingolani. Non che abbia fatto passi concreti in questa direzione, ma cita l’atomo ogni volta che parla in pubblico, spesso mescolando i termini della conversazione. A volte parla di fissione, a volte di fusione (che non esiste ancora), suggerisce, allude, dice che dobbiamo affidarci alla ricerca, lascia socchiusa la porta, ma non si capisce mai bene a cosa o come, chi dovrebbe aprirla, cosa ci sia dietro. È come se in questi mesi Cingolani avesse usato la sua posizione istituzionale di ministro per diffondere il suo punto di vista personale agli occhi della classe dirigente italiana. L’opera di legittimazione politica è stata formidabile: prima di Cingolani nessuno parlava più di nucleare, ora ne parliamo tutti.

Dall’altro lato della zuffa, riluttanti ma inevitabilmente coinvolti, ci sono gli ambientalisti, una galassia che nei decenni passati è stata disomogenea e che oggi si trova federata nella lotta alla crisi climatica. Per l’ambientalismo storico italiano l’atomo è un limite invalicabile e non negoziabile. È inevitabile che sia così: la chiusura delle centrali è stato forse l’unico momento in cui ha potuto incidere sul corso della nostra storia, in cui gli italiani si sono affidati a loro, per questo oggi è una bandiera non ammainabile, la fortezza della loro identità. Il confine non è sempre così netto però, non lo è né per l’ambientalismo internazionale né per le nuove leve, cresciute a digiuno di terrore atomico e senza antiche vittorie da difendere. Fridays for Future Italia ha una posizione più laica e articolata. Il post ufficiale sul tema invita a mettersi in discussione, non partire prevenuti, non dividersi in fazioni, è possibilista senza preclusioni. Un tentativo di mettere ordine e civiltà in un dibattito che non ne conosce.

In questi giorni è diventato virale in Italia il video su YouTube di un animatore che va sotto il nome di Cartoni morti (si chiama Andrea Lorenzon). È un debunking delle obiezioni al nucleare, ha superato le 800 mila visualizzazioni, dura quindici minuti, a modo suo è anche godibile. Non è questa la sede per capire se sia un video fondato o no, però è un buon caso di studio per il tono da illuminismo passivo aggressivo con il quale i sostenitori del nucleare spingono il tema nel dibattito, trattando chiunque sia contrario come un imbecille da seppellire sotto una coltre di battutine e dati, quelli che, se torturati, potranno sempre dirti quello che vuoi. C’è una lettura razionale della situazione in cui il nucleare non emette Co2, non contribuisce alla crisi climatica, ogni paese G7 a parte l’Italia ce l’ha e quindi non se ne può fare a meno. E c’è una lettura altrettanto razionale secondo cui il nucleare è caro, ha tempi troppo lunghi, metà Unione Europea ne fa a meno, secondo tutti i modelli la quota è destinata a scendere su base mondiale (dal 18 al 10 per cento) e nessuna economia avanzata oggi pensa di costruire reattori da zero. Insomma, non ne usciremo così, ognuno con le sue infografiche contundenti, ed è questa la grande illusione dei nuclearisti, che trattano la questione con gli strumenti che hanno, da ingegneri che si credono i 300 alle Termopoli accerchiati da un immaginario mondo ostile alla loro preziosa conoscenza tecnica.

Infine, l’autore del video – e il partito dell’atomo in generale – non calcolano mai un altro tipo di tempi: quelli politici, che una comunicazione così polarizzata non fa che allungare. L’architetto della conversazione social su questo argomento è Luca Romano, creatore di una seguitissima pagina Facebook chiamata Avvocato dell’atomo e autore di un’omonima pubblicazione per Fazi. È lui ad aver scritto il rulebook e messo a punto il tono di voce del nuclearista del terzo millennio. È stato efficace a creare una competizione di idee lì dove non ce n’era più una, ma sarà difficile per lui vincerla con lo stesso metodo, cioè presidiare e vincere ogni disputa retorica su Facebook, Instagram, Twitter e Twitch per cambiare la politica energetica di un Paese come l’Italia. Come sa chiunque abbia partecipato almeno per un giorno all’Hunger Game nucleare, tutto questo si traduce spesso in una schiera di maschi, anonimi, sarcastici e misogini, che attaccano l’«energeticamente corretto» delle rinnovabili, l’ambientalismo in generale, in alcuni casi pure le preoccupazioni per la crisi climatica (su questo Romano si è espresso con un post netto e civile contro i negazionisti, che però rimangono una fetta di quel mondo, minoritaria ma vistosa). Non è bello finire in una shitstorm dei nuclearisti, ed è particolarmente non bello se sei una donna, come sanno l’europarlamentare Eleonora Evi o la fondatrice di Valigia Blu Arianna Ciccone. Come in ogni guerra culturale, la polarizzazione estrema porta a uno stallo in cui ognuno ha la sua realtà, con i suoi numeri a sostegno, mentre l’Italia continua a essere quella di sempre: un Paese alimentato da combustibili fossili.

Articoli Suggeriti
Un partito dell’estrema destra polacca che si chiama Nuova speranza, come un film di Star Wars, ha dovuto cambiare nome e ora si chiama L’impero colpisce ancora, come un film di Star Wars

Il curioso cambio di nome è stato necessario per evitare la cancellazione, decisa da una sentenza di un tribunale di Varsavia per questioni finanziarie.

Secondo un report dell’Onu, sono 606 i migranti morti nel Mediterraneo soltanto nei primi due mesi del 2026

Per l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni si tratta del peggior inizio di anno da quando si è iniziato a tenere traccia di queste tragedie.

Leggi anche ↓
Un partito dell’estrema destra polacca che si chiama Nuova speranza, come un film di Star Wars, ha dovuto cambiare nome e ora si chiama L’impero colpisce ancora, come un film di Star Wars

Il curioso cambio di nome è stato necessario per evitare la cancellazione, decisa da una sentenza di un tribunale di Varsavia per questioni finanziarie.

Secondo un report dell’Onu, sono 606 i migranti morti nel Mediterraneo soltanto nei primi due mesi del 2026

Per l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni si tratta del peggior inizio di anno da quando si è iniziato a tenere traccia di queste tragedie.

Trump avrebbe chiamato una tv per lamentarsi della Corte Suprema usando uno pseudonimo che però tutti sanno essere un suo pseudonimo

In passato ha usato così tante volte l'alias John Barron che c'è una pagina Wikipedia dedicata, con tutte le dichiarazioni e interviste fatte con questo falso nome.

Anche il Papa ha rifiutato l’invito a unirsi al Board of Peace di Donald Trump

La Città del Vaticano ha ricevuto l'invito a unirsi al Board alla fine di gennaio, ma ha già reso note le sue intenzioni di declinare cortesemente.

Stephen Colbert ha detto che il suo editore, la Cbs, gli ha censurato un’intervista a un politico democratico per non far arrabbiare Trump

Intervista che poi Colbert ha pubblicato sul canale YouTube del suo programma, aggirando il divieto che gli era stato imposto dalla rete.

Da quando c’è al governo Pedro Sanchez, il salario minimo in Spagna è aumentato del 60 per cento

L'ultimo aumento, appena approvato, ha portato il salario minimo spagnolo a 1.221 euro lordi al mese per 14 mensilità. Sei anni fa era 735 euro.