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Corrado Guzzanti è tornato a interpretare Vulvia di Rieducational Channel in un nuovo programma disponibile su RaiPlay L'occasione è il “talk botanico” La pelle del mondo, un programma dedicato alle piante e alla biosfera condotto dal botanico Stefano Mancuso.
Dal 19 marzo Milano avrà una via dedicata all’anarchico partigiano Giuseppe Pinelli Prenderà il posto dell'attuale via Micene, in zona San Siro, a due passi da dove viveva. Sulla targa ci sarà scritto "Via Giuseppe Pinelli, anarchico partigiano".
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Il bilocale che fu la prima casa di Pasolini a Roma è diventato un museo e si può visitare L'appartamento fu acquistato nel 2024 dal produttore Pietro Valsecchi, che lo ha poi donato al Ministero della Cultura.
Diecimila scrittori hanno pubblicato un libro vuoto per protestare contro le aziende che “rubano” le loro opere per addestrare le AI Si intitola Don't steal this book e tra i firmatari ci sono anche Kazuo Ishiguro e Mick Herron, l'autore di Slow Horses.
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Una città ucraina ha cambiato nome in New York per far incazzare Putin

24 Febbraio 2022

«Tra di noi ci diciamo che i russi hanno troppa paura di bombardare New York», risponde ironicamente Tetyana Krasko, responsabile del centro culturale di New York, piccola città ucraina che fino a pochi giorni fa si chiamava Novgorodske (“nuova città” in ucraino). Nelle ore in cui Vladimir Putin ha lanciato la sua «operazione militare speciale» con lo scopo di «smilitarizzare e denazificare» l’Ucraina, i cittadini della fu Novgorodske hanno deciso di esprimere la loro opinione su Putin restituendo alla città il suo nome originale, quello con cui veniva chiamata prima che nel 1951 l’Unione Sovietica decidesse di cambiarlo: New York.

Novgorodske/New York si trova vicino al confine est dell’Ucraina, e negli ultimi otto anni si è sempre trovata al centro del conflitto con la Russia, spesso teatro di scontri con i separatisti sostenuti da Putin. Fino a prima dell’inizio del conflitto, a New York vivevano più di diecimila persone, ma adesso la maggior parte delle case sono vuote. Chi è rimasto in questi giorni esce il meno possibile: le strade sono deserte e il suono più frequente è quello delle esplosioni. Tra gli abitanti della città, non tutti hanno preso bene la decisione di cambiare nome: «Non è divertente. Vivere qui è difficile, innanzitutto perché non c’è lavoro, gli stipendi sono bassi, e ora ci sono anche le bombe», ha raccontato a Euronews Ella Pylypenko, abitante di New York.

Ma per quelli che hanno spinto per il cambio di nome, la decisione non si esaurisce in un’infantile e inutile sberleffo a Putin. Si tratta, per loro, di restituire alla città un pezzo dell’identità portato via dalla “russificazione” degli anni dell’Unione Sovietica. Anche se, come ammette la stessa Krasko, nessuno sa esattamente perché la città sia stata fondata con quel nome: l’ipotesi finora più accreditata è quella che vuole che a scegliere il nome New York sia stato un gruppo di coloni tedeschi arrivati in questa parte di Ucraina nell’Ottocento. «È un mistero che ancora nessuno è riuscito a risolvere», dice Krasko.

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