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10:34 mercoledì 20 maggio 2026
Se siete in Sicilia e incontrate Mick Jagger, sappiate che è lì perché interpreta il padre di Josh O’Connor nel nuovo film di Alice Rohrwacher La sua parte però sarà piuttosto breve, poco più di una scena accanto a Kyo, il personaggio interpretato da Josh O'Connor.
Il prezzo del desideratissimo Royal Pop di Swatch e Audemars Piguet è già crollato ma era assolutamente prevedibile Molti reseller stanno dunque scoprendo solo ora che passare ore in fila ad aspettare forse non è stata la più sensata delle decisioni.
Cate Blanchett produrrà l’adattamento cinematografico di Fashionopolis, il famosissimo libro-denuncia sul fast fashion di Dana Thomas Lo farà con la sua società di produzione, Dirty Films. Il film verrà scritto (e co-prodotto) dalla stessa Dana Thomas e diretto da Reiner Holzemer.
La Presidente irlandese Catherine Connolly ha detto di essere orgogliosa di sua sorella Margaret, medico di bordo della Global Sumud Flotilla arrestata dalle forze armate israeliane Lo ha detto durante un incontro con re Carlo a Buckingham Palace. E ha aggiunto di essere anche «molto preoccupata».
Sta per uscire un gioco da tavolo in cui interpreti un lavoratore che deve sopravvivere alla vita in ufficio senza andare in burnout Si chiama Burnout e lo hanno ideato due ragazzi che hanno lasciato il loro lavoro per dedicarsi solo al game design. E anche per scampare al burnout.
Dopo 55 anni di oblio e censura, a Cannes verrà finalmente presentata la versione restaurata de I diavoli di Ken Russell E dopo la prima a Cannes, a ottobre verrà una nuova distribuzione nelle sale e soprattutto una nuova versione home video da collezione.
Sempre più scrittori inseriscono apposta dei refusi nei loro testi per non essere accusati di usare l’AI È una sorta di test di Turing al contrario: adesso sono gli esseri umani a dover dimostrare di non essere delle macchine.
Le città di pianura è tornato al cinema ed è di nuovo uno dei film che sta incassando di più Tornato in sala dopo il trionfo ai David, il film di Francesco Sossai è attualmente quinto al botteghino e ha incassato più di 2 milioni di euro.

I giurati del Booker Prize hanno detto di aver premiato Nella carne di David Szalay perché «non abbiamo mai letto niente del genere»

Già pubblicato in Italia da Adelphi, il romanzo di Szalay si conferma così, ancora una volta, uno dei libri dell'anno.

11 Novembre 2025

Dopo essere arrivato in finale nel 2016 con Tutto quello che è un uomo, David Szalay ha vinto il Booker Prize 2025 con il romanzo Nella carne. Secondo la giuria, presieduta da Roddy Doyle, il verdetto è stato unanime e solo uno degli altri cinque finalisti (i giurati però non hanno rivelato quale) è andato vicino a insidiare il primo di Szalay. Secondo Doyle, a conquistare la giuria, oltre alla prosa dello scrittore, è stato proprio il suo approccio “oscuro”, unito ai temi forti del libro. I giurati hanno spiegato al Guardian di non aver mai letto nulla di neanche lontanamente simile a Nella carne.

Il romanzo, già pubblicato in Italia da Adelphi, segue la vita in salita di István, un giovane ungherese diviso tra madre patria e Regno Unito. Dopo un’adolescenza di povertà e un periodo trascorso come recluta nell’esercito ungherese, il protagonista si trasferisce a Londra per lavorare al servizio degli ultra ricchi. La trama si rifà esplicitamente al Barry Lyndon di Stanley Kubrick, aggiornandolo al giorno d’oggi. Un altro tema cardine di Nella carne è l’analisi delle sfaccettature della mascolinità contemporanea, indagata raccontando l’ascesa e la caduta di quest’uomo che attraversa i decenni, gli eventi storici, le classi sociali.

Un altro tema fondamentale di Nella carne è, come suggerisce il titolo stesso del romanzo, il corpo. Come ha scritto Davide Coppo nella sua recensione per Rivista Studio, «Istvàn rappresenta un uomo che si trova un corpo (e un genere) con un certo potere e una certa potenza, ma non lo dà per scontato. Questo non vuol dire che lo metta in discussione: non è ancora a quel punto, non è così complesso, potrei dire. Però certe volte si trova addosso tutto un disagio, e non sa perché. Sente il corpo che pretende, e lui non sa resistere». 

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Nella carne è una citazione esplicita del film di Stanley Kubrick nella Londra di questo secolo, con una profonda riflessione su cos'è la mascolinità oggi.