Il film si intitola The Mountain, The Moon Cave and The Sad God ed esce nello stesso giorno del loro nuovo disco, The Mountain.
È uscito il libro sui disegni che David Hockney ha fatto con l’iPhone
Quando nel 2009 David Hockney ha scoperto che avrebbe potuto utilizzare l’iPhone e l’iPad come mezzi artistici, ha iniziato a realizzare i suoi primi “disegni digitali”, senza nemmeno doversi alzare dal letto. Da una simile intuizione è nato My Window, il nuovo libro edito da Taschen e ora disponibile in edizione limitata che raccoglie 120 opere dell’artista, realizzate tra il 2009 e il 2012, semplicemente guardando fuori dalla finestra della sua casa nello Yorkshire, fissando sullo schermo le sue impressioni mattutine attraverso lo scorrere delle stagioni.

Colori, luci e linee tipiche del gusto dell’autore di A Bigger Splash e Ritratto di un artista, catturano momenti fugaci scostate le tende, dall’alba violacea all’arrivo della primavera. E poi i dettagli, i riflessi nei bicchieri di vetro, tra le righe di una tapparella, luci distanti nella notte, davanzali innevati e case in costruzione, così da vivere con gli occhi di Hockney piccoli e quotidiani momenti di esistenza. Il libro, acquistabile per 1.750 euro, dispone i disegni in ordine cronologico, come se si trattasse di un racconto attraverso gli anni, e anticipa la prima grande retrospettiva David Hockney: Drawing from Life dedicata ai disegni realizzati dall’artista, alla National Portrait Gallery di Londra, dal prossimo 27 febbraio al 28 giugno. Con 150 opere provenienti da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, la mostra traccerà la storia della sua pittura, attraverso i volti dei suoi cinque soggetti più ritratti: la sua musa Celia Birtwell, sua madre, il curatore Gregory Evans e il tipografo Maurice Payne.
Che si vanno ad aggiungere ai 77 che spenderà per completare l'acquisizione. Che comunque potrebbe non completarsi, se l'Antitrust non darà il via libera. E in questo caso, Paramount dovrà pagare altri 7 miliardi di multa.
Le ricerche dicono che il gusto musicale si congela intorno ai 33 anni. Ma dietro c'è un fenomeno più profondo, che riguarda il modo in cui il cervello codifica i ricordi, la costruzione dell'identità e un'industria che monetizza la nostalgia.