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Questo fine settimana, tra le colline toscane, si tiene la prima edizione di Metallic Memories, un nuovo festival dedicato a musica, cibo e cultura palestinese Due giorni di festa nell'azienda agricola Terrafranta, vicino Firenze, organizzati da Palestinian Sound Archive/Majazz Project.
Per impedire alle AI di rubare i testi altrui, un designer ha inventato un font che le AI non riescono a leggere Si chiama Ghost Font ed è basato su un'illusione ottica, un "trucco" nel quale le intelligenze artificiali cascano il 100 per cento delle volte.
Cicciolina è la protagonista della nuova campagna di Vivienne Westwood Scattata da Juergen Teller nello showroom di Belloni, tra salotti, studi e boudoir, Ilona Staller posa insieme a «un mix di amici e persone selezionate per strada».
Il Partito Comunista Francese ha aperto la sua sede parigina gratuitamente a tutti coloro che non hanno l’aria condizionata a casa «La sede del PCF a Parigi apre le sue porte a tutte e tutti coloro che soffrono il caldo», ha detto Fabien Roussel, segretario nazionale del PCF.
Futuro Nazionale di Roberto Vannacci ha aperto una sede a Firenze, ma siccome su internet la stanno recensendo come fosse una kebabberia, per Google adesso è una kebabberia Ha già quasi trecento recensioni, tra chi consiglia «la salsa alla remigrazione» e chi commenta: «In Generale un buon kebab», con la G maiuscola.
Nel Regno Unito si sono accorti che 9 bestseller su 10 hanno una cosa in comune: una donna che viene uccisa da un uomo Per la precisione, l'84 per cento dei libri più acquistati racconta una storia che comprende una donna che viene uccisa da un uomo.
Peppa Pig ha rivelato a Pitchfork cosa pensa delle popstar e una popstar in particolare non l’ha presa bene È la stessa popstar che sette anni fa espresse una controversa opinione su Peppa Pig. Evidentemente, i maiali hanno la memoria lunga.
Qualcuno sta lasciando dei campioni di droga “omaggio” nelle cassette della posta di Berlino Se hai una casa a Berlino potresti trovarti recapitato un pacchetto contenente cocaina, ketamina, ecstasy, erba o hashish. Che tu lo voglia o meno.

Montblanc e Naruto, scrivere mondi nuovi

La maison ha lanciato una collaborazione con il famosissimo manga, un’unione per celebrare il valore e la tradizione della parola scritta.

18 Ottobre 2022

Il 3 ottobre del 2002 in Giappone andava in onda il primo episodio della serie anime di Naruto, l’adattamento televisivo di uno dei manga più letti e amati di tutti i tempi: più di 250 milioni di copie in tutto il mondo, uno dei fumetti giapponesi più popolari di sempre assieme a titoli fondamentali della cultura pop nipponica come Golgo 13, Dragon Ball e One Piece. Sono passati vent’anni dall’inizio della serie animata, anniversario celebrato con la collaborazione tra Montblanc e Naruto. Da questo incontro è nata una collezione cross-category costruita attorno alla riedizione dello strumento di scrittura Meisterstück, oggetto del desiderio, «icona da generazioni al servizio della creatività». La Montblanc x Naruto Meisterstück Special Edition è stata presentata in un doppio evento, tenutosi in contemporanea a Tokyo e a Londra, ed è disponibile in tre versioni: roller, sfera e stilografica, con pennino in oro decorato da una finitura che riprende il simbolo del Villaggio nascosto della foglia. Oltre allo strumento da scrittura, la collezione comprende anche accessori di pelletteria (marsupio a spalla, slingback, borsa reporter da indossare a tracolla, borsa tote e a un astuccio) e uno smartwatch caratterizzati dal disegno dei personaggi raffigurati su sfondo nero ed elementi di design in arancione che evocano pennellate, gocce d’inchiostro e simboli calligrafici.

«Quando si è trattato di decidere quale fosse il manga giusto da affiancare a Montblanc, ovviamente ne abbiamo presi in considerazione diversi. Alcuni erano persino più popolari di Naruto. Ma il rapporto tra Naruto e Jiraya era una cosa unica, speciale, giusta per noi», racconta Vincent Montalescot, Chief Marketing Officer di Montblanc. “Giusta” è una parola che Montalescot ripete spesso parlando di questa collaborazione tra un simbolo del lusso occidentale e un fenomeno pop globale. Sotto molti punti di vista Naruto è diverso dagli altri eroi del fumetto giapponese, infatti: è un orfano, ha perso i genitori quando era soltanto un neonato ed è stato costretto a crescere da solo in una comunità – Konoha, o Villaggio nascosto della foglia – ostile. Non è un eroe, non è un messia, non è un predestinato: è un ninja ma nessuno crede che diventerà mai un grande ninja. Sin dall’inizio della sua avventura, Naruto vuole cambiare il mondo che lo ha costretto all’isolamento e alla solitudine, riscrivere la sua storia di perdente e reietto. “Riscrivere” è la parola che spiega tutto dell’epopea creata dal mangaka Masashi Kishimoto: Naruto decide che sarà lui a riscrivere la sua avventura e a cambiare il finale che altri hanno già deciso per lui. Nel corso di questa missione, incontra una figura che sarà mentore e padre: Jiraya, ninja vagabondo che, non a caso, di mestiere fa lo scrittore. Tra Naruto e Jiraya esiste un legame che va oltre il tempo, lo spazio e la loro stessa consapevolezza, un legame costruito con la penna, colorato con l’inchiostro, fermato sulla carta. Jiraya è uno scrittore e il suo primo libro si intitolava Naruto – La leggenda dei ninja coraggiosi: un’opera che non lesse quasi nessuno ma che colpì profondamente il padre di Naruto, Minato Namikaze, all’epoca hokage – vale a dire leader – dei ninja del Villaggio della foglia, che decise di dare al bambino che sua moglie portava in grembo lo stesso nome del protagonista di quel romanzo. La speranza di Minato era che da parola scritta sulla carta il coraggio diventasse essenza del carattere di Naruto: un omaggio alla tradizione, all’importanza e al potere della shodo, la “bella scrittura” che è parte fondamentale della cultura giapponese.

È stato proprio questo peculiare rapporto tra i protagonisti a convincere Montblanc che quella di Naruto fosse la storia “giusta” per raccontare e allo stesso tempo rinnovare l’identità del brand: una narrazione che attraverso la parola scritta, gli oggetti e i gesti della scrittura, racconta il tempo che scorre, le storie che si tramandano, i valori che si ereditano. L’incontro tra Montblanc e Naruto può sembrare una stranezza, ma, come spiega Montalescot, rappresenta in realtà il modo perfetto di raccontare sia l’heritage della maison che il suo presente e, soprattutto, futuro: la parola scritta come strumento della tradizione, della memoria, della cultura, dei valori, degli affetti. Una collezione “ibrida”, che unisce l’icona della tradizione di Montblanc (lo strumento da scrittura) e le nuove incarnazioni dell’identità del brand (gli accessori di pelletteria e lo smartwatch). Ma non solo. La collaborazione con Naruto è dimostrazione della volontà di Montblanc di seguire i movimenti della cultura contemporanea, di riconoscere i nuovi fenomeni pop e di raggiungere le nuove generazioni che a questi fenomeni si sono appassionate: i manga sono, d’altronde, uno dei maggiori consumi culturali dei Millennial e della Generazione Z. Come ha detto il Ceo di Montblanc Nicolas Baretzki, il vero obiettivo di questo progetto va oltre il commercio. Si tratta di «ispirare le persone a lasciare il proprio segno nel mondo in modo significativo e mirato», nella maniera in cui da sempre gli esseri umani lasciano la loro traccia nel mondo: con la scrittura.

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