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23:33 giovedì 6 agosto 2026
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.
I Massive Attack sono stati banditi a vita da Singapore dopo aver esposto la bandiera della Palestina durante un concerto Prima di essere espulsi hanno subìto perquisizioni e il sequestro dei passaporti. «Un'esperienza surreale», l'ha definita la band.

Montblanc e Naruto, scrivere mondi nuovi

La maison ha lanciato una collaborazione con il famosissimo manga, un’unione per celebrare il valore e la tradizione della parola scritta.

18 Ottobre 2022

Il 3 ottobre del 2002 in Giappone andava in onda il primo episodio della serie anime di Naruto, l’adattamento televisivo di uno dei manga più letti e amati di tutti i tempi: più di 250 milioni di copie in tutto il mondo, uno dei fumetti giapponesi più popolari di sempre assieme a titoli fondamentali della cultura pop nipponica come Golgo 13, Dragon Ball e One Piece. Sono passati vent’anni dall’inizio della serie animata, anniversario celebrato con la collaborazione tra Montblanc e Naruto. Da questo incontro è nata una collezione cross-category costruita attorno alla riedizione dello strumento di scrittura Meisterstück, oggetto del desiderio, «icona da generazioni al servizio della creatività». La Montblanc x Naruto Meisterstück Special Edition è stata presentata in un doppio evento, tenutosi in contemporanea a Tokyo e a Londra, ed è disponibile in tre versioni: roller, sfera e stilografica, con pennino in oro decorato da una finitura che riprende il simbolo del Villaggio nascosto della foglia. Oltre allo strumento da scrittura, la collezione comprende anche accessori di pelletteria (marsupio a spalla, slingback, borsa reporter da indossare a tracolla, borsa tote e a un astuccio) e uno smartwatch caratterizzati dal disegno dei personaggi raffigurati su sfondo nero ed elementi di design in arancione che evocano pennellate, gocce d’inchiostro e simboli calligrafici.

«Quando si è trattato di decidere quale fosse il manga giusto da affiancare a Montblanc, ovviamente ne abbiamo presi in considerazione diversi. Alcuni erano persino più popolari di Naruto. Ma il rapporto tra Naruto e Jiraya era una cosa unica, speciale, giusta per noi», racconta Vincent Montalescot, Chief Marketing Officer di Montblanc. “Giusta” è una parola che Montalescot ripete spesso parlando di questa collaborazione tra un simbolo del lusso occidentale e un fenomeno pop globale. Sotto molti punti di vista Naruto è diverso dagli altri eroi del fumetto giapponese, infatti: è un orfano, ha perso i genitori quando era soltanto un neonato ed è stato costretto a crescere da solo in una comunità – Konoha, o Villaggio nascosto della foglia – ostile. Non è un eroe, non è un messia, non è un predestinato: è un ninja ma nessuno crede che diventerà mai un grande ninja. Sin dall’inizio della sua avventura, Naruto vuole cambiare il mondo che lo ha costretto all’isolamento e alla solitudine, riscrivere la sua storia di perdente e reietto. “Riscrivere” è la parola che spiega tutto dell’epopea creata dal mangaka Masashi Kishimoto: Naruto decide che sarà lui a riscrivere la sua avventura e a cambiare il finale che altri hanno già deciso per lui. Nel corso di questa missione, incontra una figura che sarà mentore e padre: Jiraya, ninja vagabondo che, non a caso, di mestiere fa lo scrittore. Tra Naruto e Jiraya esiste un legame che va oltre il tempo, lo spazio e la loro stessa consapevolezza, un legame costruito con la penna, colorato con l’inchiostro, fermato sulla carta. Jiraya è uno scrittore e il suo primo libro si intitolava Naruto – La leggenda dei ninja coraggiosi: un’opera che non lesse quasi nessuno ma che colpì profondamente il padre di Naruto, Minato Namikaze, all’epoca hokage – vale a dire leader – dei ninja del Villaggio della foglia, che decise di dare al bambino che sua moglie portava in grembo lo stesso nome del protagonista di quel romanzo. La speranza di Minato era che da parola scritta sulla carta il coraggio diventasse essenza del carattere di Naruto: un omaggio alla tradizione, all’importanza e al potere della shodo, la “bella scrittura” che è parte fondamentale della cultura giapponese.

È stato proprio questo peculiare rapporto tra i protagonisti a convincere Montblanc che quella di Naruto fosse la storia “giusta” per raccontare e allo stesso tempo rinnovare l’identità del brand: una narrazione che attraverso la parola scritta, gli oggetti e i gesti della scrittura, racconta il tempo che scorre, le storie che si tramandano, i valori che si ereditano. L’incontro tra Montblanc e Naruto può sembrare una stranezza, ma, come spiega Montalescot, rappresenta in realtà il modo perfetto di raccontare sia l’heritage della maison che il suo presente e, soprattutto, futuro: la parola scritta come strumento della tradizione, della memoria, della cultura, dei valori, degli affetti. Una collezione “ibrida”, che unisce l’icona della tradizione di Montblanc (lo strumento da scrittura) e le nuove incarnazioni dell’identità del brand (gli accessori di pelletteria e lo smartwatch). Ma non solo. La collaborazione con Naruto è dimostrazione della volontà di Montblanc di seguire i movimenti della cultura contemporanea, di riconoscere i nuovi fenomeni pop e di raggiungere le nuove generazioni che a questi fenomeni si sono appassionate: i manga sono, d’altronde, uno dei maggiori consumi culturali dei Millennial e della Generazione Z. Come ha detto il Ceo di Montblanc Nicolas Baretzki, il vero obiettivo di questo progetto va oltre il commercio. Si tratta di «ispirare le persone a lasciare il proprio segno nel mondo in modo significativo e mirato», nella maniera in cui da sempre gli esseri umani lasciano la loro traccia nel mondo: con la scrittura.

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