Dopo la morte di Alex Pretti, ucciso dagli agenti dell'ICE, la città ha risposto con un enorme sciopero generale, il primo negli Usa dal 1946. Ma la guerra di Trump alla Twin City continua e la vita a Minneapolis è irrimediabilmente cambiata.
I cittadini di Minneapolis hanno organizzato una festa per il licenziamento di Greg Bovino davanti all’hotel dove alloggiava
Cori, canti, balli, musica, festeggiamenti. Fino a quando la polizia non è intervenuta per interrompere violentemente il party improvvisato.
Non appena si è diffusa la notizia del licenziamento di Gregory Kent Bovino, l’ormai famigerato comandante della
United States Border Patrol responsabile dell’operazione anti immigrazione a Minneapolis, i cittadini di Minneapolis hanno pensato tutti la stessa cosa: la situazione resta gravissima, non c’è proprio niente da festeggiare, ma faremo uno sforzo e festeggeremo lo stesso. Lo hanno chiamato The Greg Bovino Demotion Party, la festa per il licenziamento di Greg Bovino. Un gruppo piuttosto nutrito di cittadini hanno scoperto l’albergo nel quale alloggiava Bovino, si sono dati appuntamento lì sotto nonostante il gelo e la neve, e hanno iniziato a fare un baccano indicibile per salutare l’ormai ex uomo più detestato di Minneapolis. Ex non perché le persone abbiano smesso di odiarlo, figuriamoci. Ex perché, appunto, Bovino è stato licenziato: il comando dell’operazione Minneapolis non è più suo, ha già lasciato la città ed è tornato in California. Dalla sua bio su Instagram è sparito ogni riferimento al Minnesota, adesso risulta soltanto Commander-Operation At Large CA. Sotto ogni post che pubblica, però, centinaia di utenti gli ricordano i recenti insuccessi professionali.
Sulla sua rimozione dal comando dell’operazione Minneapolis non ci sono state tutte queste comunicazioni ufficiali, né da parte dello United States Border Patrol né da parte dell’amministrazione Trump, di cui Bovino resta, stando a quanto riportano tutti i giornali statunitensi, uno dei principali consiglieri in materia di immigrazione. Non che ci fosse neanche molto da dire: Bovino è a capo di un’operazione in cui sono morte due persone, Renee Good e Alex Pretti, uccise da agenti dell’ICE evidentemente su di giri. Nonostante i numerosi e appassionati tentativi del governo che l’ha mandato lì di raccontare quelle di Good e Pretti come le morti di due persone che se la sono andata a cercare, il fatto che Bovino sia stato rimosso dal suo incarico è una chiara indicazione che persino nell’amministrazione Trump si sono resi conto, almeno in minima parte, che la situazione a Minneapolis è fuori controllo.
La tensione e, in generale, il clima di violenza sempre imminente che si respira in città si vede anche nei video diffusi su internet in cui si vede quello che è successo durante il Greg Bovino Demotion Party. Non appena i festaioli hanno iniziato a fare baccano – niente di intollerabile, sia chiaro: qualche coro, qualche urlo, un po’ di musica ad alto volume – la polizia si è immediatamente disposta davanti all’ingresso dell’hotel, invitando caldamente i presenti a continuare i festeggiamenti da un’altra parte. Di fronte alla imperterrita volontà delle persone di continuare a festeggiare proprio lì, è successo quello che in queste settimane succede sempre a Minneapolis: la polizia ha iniziato a picchiare chi protestava. Questa situazione, purtroppo, non sembra destinata a cambiare con la dipartita di Bovino: il suo sostituto è già stato scelto, si tratta di Tom Homan, White House Executive Associate Director of Enforcement and Removal Operations o, come lo ha ribattezzato Trump, “lo zar dei confini”.