Hype ↓
16:40 venerdì 20 marzo 2026
Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.
Un marinaio della portaerei francese Charles de Gaulle ne ha rivelato a tutti l’esatta posizione loggando la sua corsetta mattutina su Strava Non è il primo militare a rivelare informazioni sensibili registrando i propri allenamenti, tanto che è stato coniato un nome per il fenomeno degli Strava Leaks.
Il nuovo film di Alice Rohrwacher, Three Incestuous Sisters, sarà tutto ambientato tra Roma e Stromboli La regista inizierà le riprese ad aprile e passerà la primavera tra la Capitale e le Eolie assieme a Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O'Connor.
C’è solo un Paese al mondo che non è affatto preoccupato dalla crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente: la Cina La Repubblica popolare raccoglie adesso i frutti di anni di enormi investimenti nelle energie rinnovabili e in particolare nell'elettrico.
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.
Gli impallinati di alieni sono convinti che gli Usa stiano per dire che gli alieni esistono perché il governo ha registrato il dominio aliens.gov Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.
Qualcuno si è inventato un traduttore che traduce qualsiasi cosa dici nella ridicola lingua tipica di LinkedIn Si chiama Kagi Translate e vi insegnerà come trasformare qualsiasi cosa vi succede sul lavoro in un «nuovo emozionante capitolo!».
Dopo averci investito 80 miliardi di dollari e averci guadagnato zero dollari, Zuckerberg ha chiuso il metaverso di Meta Quattro anni a ripetere che in futuro avremmo tutti vissuto in Horizon Worlds. Oggi Horizon Worlds non esiste più.

La fine di Michel Houellebecq

Su Serotonina, l'ultimo e inevitabilmente discusso romanzo dello scrittore francese.

23 Gennaio 2019

La storia la conosciamo tutti: a partire dal successo del suo secondo romanzo, Le particelle elementari (1998 in Francia, 1999 in Italia), Michel Houellebecq si è affermato come uno dei tre o quattro scrittori più rilevanti d’Occidente. Da quel momento in poi ogni suoi libro è stato annunciato come un evento, e i lettori – quei figuri che le case editrici cercano con disperazione di resuscitare – sono riapparsi ogni volta come se fossero sempre esistiti. Le cronache culturali, non senza ragione, hanno fatto risalire i motivi di questa rilevanza perlopiù a circostanze extra-letterarie: una certa forma di preveggenza (il pericolo islamico, l’ingegneria genetica) unita a una certa forma di ideologia reazionaria seducente quanto scandalosa per il lettore tipo, normalmente portatore di valori e stili di vita di sinistra, giusti e rassicuranti.

Per queste ragioni, ma anche per altre, insieme a gente come Carrère, Ellis, David Foster Wallace (mentre non la stessa cosa si può dire di un altro grande contemporaneo come Martin Amis), Michel Houellebecq è stato (e forse sarà) uno degli ultimi scrittori a portare la Grande Opera oltre la cerchia, progressivamente sempre più ristretta, dei lettori letterari. Le altre ragioni, e sono forse le più importanti, vanno cercate nella rarissima abilità di rappresentare le relazioni umane e, soprattutto quelle tra uomo e donna. Tutti i libri di Houellebecq, al fondo, sono libri d’amore, cioè libri che colgono l’attimo esatto dell’amore per poi affrontare l’umiliazione della sua impossibilità di fondo. Difficile trovare, anche tra quelli citati più sopra, uno scrittore contemporaneo che abbia saputo raccontare l’amore con la verità e la potenza di Houellebecq.

In questo suo procedere, libro dopo libro, tra preveggenze politiche, opinioni sconvenienti, e tristissime parabole sull’amore, con una prosa volutamente sciatta, inserti saggistici (quelle pagine che sembrano prese da una guida turistica o da un report ministeriale), e slanci improvvisi di poesia, lo scrittore francese ha fatto di se stesso un genere letterario. Non è questione di bravura più o meno grande: ci sono scrittori che assottigliano il rumore della propria voce per alzare il volume delle storie – e ce ne sono di bravissimi (McEwan, Ishiguro, Barnes, Tartt per esempio) – mentre altri, come Houellebecq, scrivono più o meno sempre la stessa storia, e comunque si fanno leggere per come la raccontano e per quello che ne pensano. Questi ultimi sono probabilmente quelli che godono di un seguito più appassionato perché stabiliscono con i loro lettori un legame più profondo. Sono anche, però, quelli che rischiano di esaurire più facilmente la vena, quelli che finiscono per auto-imitarsi.

Ora, tutto quello che avete sentito dire di Serotonina, l’ultimo romanzo di Houellebecq uscito nei primi giorni di gennaio in Francia e in Italia, è probabilmente vero. Sembra un generatore automatico di romanzi di Houellebecq, è vero, ma è altrettanto vero che si tratta di un libro da cui è difficile staccarsi e che  si legge con il consueto turbamento in cui ci fa precipitare Houellebecq, come pure si evince dai tweet dei nostri contatti sui social; come si sa e non si dice, oggi non è cosa facile arrivare alla fine di un libro agevolmente, data la mole di narrazioni da cui siamo distratti, eppure la nostra affaticata attenzione viene catturata da quest’ennesima parabola di solitudine e apatia occidentale, di amori avvizziti nell’era del declino.

A chi mi ha chiesto «ti è piaciuto l’ultimo Houellebecq?», non ho saputo rispondere. Considero Piattaforma, uno dei libri della vita, ho amato anch’io Le particelle elementari, mentre tutti gli altri mi hanno lasciato più freddo, a parte Sottomissione, che è l’unico che non ho mai letto. Serotonina ti trasmette all’inizio la prepotente sensazione che lo scrittore francese abbia completamente finito le cose da dire e sia andato a guardarsi i suoi vecchi romanzi per riempire le pagine; storie di donne che sembrano già lette ma questa volta virate dal filtro dell’impotenza sessuale. Si resta poi abbastanza spiazzati da almeno un paio di episodi che sono talmente forzati da apparire ridicoli (uno di questi, un’improbabile scena di zoofilia, è addirittura il motore del dramma interiore del protagonista; l’altro è una scena di pedofilia abbastanza inspiegabile). E però ci sono poi grandi pagine, soprattutto quelle dell’incontro con il vecchio amico Aymeric, che sono una specie di discesa negli inferi dell’entroterra francese; una tristissima e verissima notte di Capodanno trascorsa dai due nel cadente castello dell’amico in Normandia; le pagine sugli agricoltori in rivolta, che hanno fatto di nuovo gridare alla preveggenza – considerati i successivi moti di protesta dei gilet gialli – così come quelle sugli allevamenti intensivi e le produzioni di origine controllata, che insieme agli excursus extra-parigini di Carrère nell’Avversario, potrebbero essere riunite in un dolente dittico sulla crisi della provincia europea.

Nella parte finale del libro, ritorna la sensazione di mancanza di ispirazione, di reiterazione e di stallo, fino a quando, in un passaggio più saggistico in cui il protagonista si mette a riflettere su Thomas Mann, Marcel Proust e Arthur Conan Doyle da un punto di vista sessuale, riappare l’illuminazione o la suggestione di essere di fronte non solo a una specie di autoromanzo sulla sua carriera letteraria – la storia di un fantasma che vaga tra i resti delle sue opere – ma anche quella di avere tra le mani una pietra tombale della letteratura del Novecento e dei suoi postumi; per quanto “l’esaurimento” fosse stato già prescritto dai postmodernisti più di 50 anni fa, davvero l’esistenzialismo e il nichilismo in questa specifica forma di romanzo soggettivo e confessionale, sembrano essere colti in queste pagine nell’atto di esalare l’ultimo respiro.

È fin troppo banale definire un romanzo come “il testamento di uno scrittore”, tuttavia Serotonina sembra volersi prendere questo marchio. Viene da chiedersi cos’altro potrà mai scrivere Houellebecq dopo un libro tanto finale e conclusivo. Così come viene da chiedersi, se questo è un testamento, chi ne raccoglierà l’eredità. Un protagonista senza figli, un impotente depresso che si lascia consumare, suggerisce un auspicio abbastanza scontato.

Articoli Suggeriti
Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI

L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.

Il nuovo film di Alice Rohrwacher, Three Incestuous Sisters, sarà tutto ambientato tra Roma e Stromboli

La regista inizierà le riprese ad aprile e passerà la primavera tra la Capitale e le Eolie assieme a Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O'Connor.

Leggi anche ↓
Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI

L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.

Il nuovo film di Alice Rohrwacher, Three Incestuous Sisters, sarà tutto ambientato tra Roma e Stromboli

La regista inizierà le riprese ad aprile e passerà la primavera tra la Capitale e le Eolie assieme a Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O'Connor.

In Arco di Ugo Bienvenu c’è tutto il bello dell’animazione occidentale e orientale

Candidato all'Oscar, ispirato dai fumetti di Moebius e da quelli di Akira Toriyama, Arco è un omaggio all'arte stessa dell'animazione. Ne abbiamo parlato con il regista, Ugo Bienvenu.

Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo

L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.

Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026

Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.

Per Bruce Sterling, quello che succede alla musica succederà all’intelligenza artificiale

Dal 14 al 15 marzo si tenuto al Macro di Roma il convegno The Dream Syndicate. Tra gli ospiti c'era anche la leggenda della letteratura cyberpunk Bruce Sterling, che ha parlato di musica, AI, arte degli umani e arte delle macchine. Riportiamo qui il suo intervento integrale.