Hype ↓
07:27 venerdì 20 febbraio 2026
Si è scoperto che una casetta in mezzo alle montagne vicino a Barcellona è in realtà un’opera di Antoni Gaudì Giusto in tempo per la ricorrenza dei 100 anni dalla morte del grande architetto catalano.
Nel suo nuovo video Lana Del Rey “omaggia” Sylvia Plath con una scena in cui mette la testa nel forno Dandoci un indizio dei rimandi nascosti in Stove, il possibile titolo dell'album che dovrebbe uscire tra poco più di tre mesi.
Anche il Papa ha rifiutato l’invito a unirsi al Board of Peace di Donald Trump La Città del Vaticano ha ricevuto l'invito a unirsi al Board alla fine di gennaio, ma ha già reso note le sue intenzioni di declinare cortesemente.
Stephen Colbert ha detto che il suo editore, la Cbs, gli ha censurato un’intervista a un politico democratico per non far arrabbiare Trump Intervista che poi Colbert ha pubblicato sul canale YouTube del suo programma, aggirando il divieto che gli era stato imposto dalla rete.
Da quando c’è al governo Pedro Sanchez, il salario minimo in Spagna è aumentato del 60 per cento L'ultimo aumento, appena approvato, ha portato il salario minimo spagnolo a 1.221 euro lordi al mese per 14 mensilità. Sei anni fa era 735 euro.
Il successo di Hamnet sta portando a un boom turistico nel paese natale di Shakespeare A Stratford-upon-Avon sono abituati ad avere tanti turisti, ma non così tanti come quelli arrivati dopo aver visto il film.
Il 6 marzo esce la nuova opera di Michel Houellebecq, che non è un libro ma un disco in cui recita le sue poesie Si chiama Souvenez-Vous de l’Homme e arriva 26 anni dopo il suo disco d'esordio, Présence Humaine, ormai diventato di culto.
In Brasile, il tiktok di un lavoratore arrabbiato col suo capo ha dato inizio a un movimento per la riduzione della settimana lavorativa Rick Azevedo voleva soltanto sfogarsi sui social per l'ennesima richiesta assurda del suo capo. Ha dato il via a una protesta nazionale e a un processo di riforma.

Micah P. Hinson live

La prima giornata di Studio in Triennale, venerdì 30 novembre, finirà alla grande con il concerto di Micah P. Hinson al Teatro dell'Arte.

30 Novembre 2012

(Micah P. Hinson suonerà a Milano venerdì 30 novembre presso il Teatro dell’Arte. Le prevendite sono in vendita in Triennale di Milano o su TicketOne. Vi aspettiamo.)

Ci sono voluti quattro album per descrivere Abilene, cittadina del profondo Texas, dove tra polvere da Far West, stivali e lunghe gambe di donne è nata e cresciuta la discografia di Micah P. Hinson. Il cantautore che ha appena superato i trent’anni, molti dei quali spesi a rincorrere tutte le pratiche sconvenienti possibili, torna infatti nella cittadina delle sue origini per il suo quarto album, Micah P. Hinson and the Pioneer Saboteurs, ultimo capitolo di un romanzo autobiografico iniziato nel 2003 con il debutto Micah P. Hinson and the Gospel of Progress. Ovvero un inizio di carriera che l’ha salvato e riportato alle sue origini di cowboy.

Cresciuto in una famiglia molto cattolica, inciampato più volte in storie d’amore e dipendenza (e tutte quante raccontate in altrettante opere), franato nel baratro di una bancarotta prematura, Hinson è riuscito a imporsi pochi obblighi che si sono rivelati ottime soluzioni musicali. Lontano dal suo essere attuale, ovvero capriccioso e un po’ rude,  Micah ha tentato di uscire dal tunnel di depressione rimanendo in camera sua, solo che al posto della letteratura contemporanea e dei filoni indie che esplodevano come micce post-grunge, il ragazzo si è messo ad ascoltare il sacro cuore rock e soul made in Usa. Quando tutte le tracce erano pronte è arrivata l’occasione: registrare il primo album nella propria cameretta con il supporto degli Earlies. E ad album ultimato si è capito che svegliarsi con gli arpeggi di Leonard Cohen e introdurre batterie marziali come marchio di fabbrica è servito. E sarebbe tornato utile anche nei successivi tre.

Hinson cambia, si crea un personaggio con cappello e giubbotto di pelo, ma non perde di vista un solo tono drammatico e profondo della sua vena cantautoriale. Anzi, il cammino lento e a ritroso verso le origini indicate da Johnny Cash si avverte più che mai nell’ultimo album e nei concerti dal vivo. Così in The Pioneer Saboteurs i protagonisti delle storie secondo il cantautore sono «una serie di personaggi con cuori predisposti alla furia». E si sente. Forse perché l’album stesso è un lungo viaggio: concepito ad Abilene, registrato in parte in un canyon nel Colorado e l’altra in un minuscolo appartamento a Saragozza e infine masterizzato a Nashville. Con questo capitolo l’old fashioned Micah ha toccato tutti i punti cardinali della musica americana. «The Pioneer Saboteurs non è il nome di una band. È una cazzo di rivoluzione, man!»

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