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Sedicimila dipendenti Amazon hanno scoperto di essere stati licenziati con una mail inviata per sbaglio dall’azienda È il secondo grande licenziamento deciso da Amazon, dopo quello di ottobre 2025 in cui avevano perso il lavoro 14 mila persone. Anche stavolta, c'entra l'AI.
Il video di Barbero sul no al referendum sulla giustizia è diventato più discusso del referendum stesso Il video, il fact checking, l'oscuramento hanno appassionato il pubblico molto più della futura composizione del Csm.
In Francia c’è stato un altro caso di sottomissione chimica e stavolta il colpevole è un ex senatore Per fortuna la potenziale vittima, una deputata dell'Assemblea nazionale, si è accorta di essere stata drogata prima che succedesse il peggio.
Dopo che Mamdani ha consigliato ai newyorchesi di leggere Heated Rivalry, i download del libro sono aumentati del 500 per cento Download tutti arrivati dalla rete delle biblioteche pubbliche della città, dove il libro si poteva scaricare gratuitamente.
Ikea ha annunciato che non produrrà più la borsa Frakta (quella blu da 99 centesimi) L'accessorio, passato anche sulle passerelle di Balenciaga e sui campi da tennis, sarà sostituito da un nuovo modello, in fase di progettazione.
Sydney Sweeney rischia una denuncia per atti vandalici per aver coperto la scritta Hollywood con i suoi reggiseni Era tutta una trovata pubblicitaria per lanciare la sua linea di biancheria intima, Syrn. Ma, a quanto pare, la trovata pubblicitaria la porterà in tribunale.
La CDU, il partito di maggioranza in Germania, vuole abolire il diritto di lavorare part time Secondo il partito del cancelliere Merz, la crisi economica tedesca è colpa soprattutto dei troppi lavoratori che decidono di fare part time.

Il parcheggio come paesaggio

In Unsung Heros Marco Dapino fotografa dettagli di automobili e geometrie di luoghi di sosta, elementi che sembrano eterni in uno scenario in trasformazione.

07 Luglio 2017

Montana, Interstate 90, direzione nord, appena lasciata la frazione di Drummond. Un lama al guinzaglio pascola sul ciglio della strada, all’entrata di un ranch. Dal viale che conduce alla proprietà compare un pickup, un Dodge blu del 1989. Al volante un uomo sulla cinquantina ma che potrebbe avere anche vent’anni di meno; sguardo spiritato, barba rada e incolta, cappello da baseball sdrucito dei Billings Mustangs calato sulla fronte. Accosta e scende senza spegnere il motore, sputa un grumo di tabacco masticato e dal portellone sul retro tira fuori un cartello di legno, lo pianta di fianco all’animale e con una bomboletta spray scrive $5K.

Ripartito sgasando, il Dodge si allontana e sparisce all’orizzonte. Dai finestrini aperti risuona “Hippy Hippy Shakes”, un pezzo rock and roll del 1959 di Chan Romero, sangue Apache e messicano, tra le poche star di cui il Montana possa vantarsi, una specie
di idolo da queste parti. Poche miglia più avanti l’uomo parcheggia il veicolo in una stazione di servizio e si avvia verso il consueto Subway. In Nord America i parcheggi per le automobili si aggirano attorno ai 9.1 piedi (2.8 metri) di larghezza e 20 piedi (6.1 metri) di lunghezza. I 19 piedi del Dodge ne occupano uno quasi interamente.

unsung still 12

Caratteristica dei parcheggi è la presenza di blocchi in cemento che aiutano il guidatore ad allineare il veicolo. Questi sono tra gli elementi ricorrenti nelle fotografie di Marco Dapino, insieme alle linee scolorite che delimitano queste specie di spazi e a svariati dettagli di automobili parcheggiate: parafanghi, parabrezza, sedili, portelloni, cruscotti, adesivi, cerchioni e stop. Impegnato a testimoniare la vita silente dei parcheggi – quei momenti di sospensione privi di presenza umana – l’occhio si sofferma affascinato su ombre e riflessi che evidenziano scalfitture, sporcizie e imperfezioni degli autoveicoli, come fossero rughe, ferite di eroi ordinari le cui gesta non sono mai state cantate.

Oggetto frequente di disambiguazione, il termine “hero”, però, non si riferisce solo a una persona coraggiosa o dal carattere nobile, che si sacrifica per il bene comune, ma è anche il modo in cui a New York City è chiamato in gergo un tipo di panino poderosamente imbottito con svariati ingredienti. Submarine, Torpedo, Grinder e Hoagy sono variazioni regionali dello stesso, ma Hero è forse quello più comune ormai in tutto il Nord America. Sull’ambiguità tra “eroi” (heroes) e “panini” (heros) gioca ironicamente l’adesivo sul parabrezza di un’automobile fotografata da Dapino: “Unsung Heros”.

L’epopea tutta americana della strada e dell’automobile, decantata da scrittori, cineasti e artisti visivi, stride sempre di più con quello che l’America sta diventando. Non deve stupire dunque l’incontro con un lama, camelide notoriamente sudamericano, tra i quintessenziali quadrupedi del Nord Ovest, i cavalli, così come indossare indumenti made in Korea o consumare “heros” prodotti su scala industriale da uno degli oltre 26 mila Subway degli Stati Uniti. In questo scenario in via di trasformazione, però, le automobili, e ancor più il modo in cui vengono utilizzate, sono il sintomo che qualcosa non è mai cambiato, ovvero quel rapporto di proporzione tra il corpo umano e l’immenso spazio circostante che fa delle strade del West americano non tanto percorsi da attraversare quanto un insieme di punti su cui sostare.

Dal testo introduttivo di Unsung Heros di Marco Dapino (Editrice Quinlan), scritto da Francesco Spampinato e intitolato “Lama, Interstatali e Parcheggi”.
Marco Dapino da diverso tempo porta avanti numerose ricerche fotografiche sul territorio. I suoi lavori sono stati esposti alla Triennale di Milano, al MuFoCo di Cinisello B., al CISA Palladio di Vicenza, alla Fabbrica del Vapore di Milano.
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