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18:59 mercoledì 8 aprile 2026
Asghar Farhadi ha scritto una lettera in cui chiede a tutto il mondo del cinema di protestare contro Stati Uniti e Israele per quello che stanno facendo in Iran «Al di là di qualsiasi convinzione o posizione, uniamoci per fermare queste azioni disumane, illegali e distruttive», ha scritto il regista.
La partecipazione di Kanye West al Wireless Festival di Londra ha causato un disastro commerciale e una crisi politica Gli sponsor hanno abbandonato il festival, il governo ha negato il visto a Ye, il festival è stato cancellato. Tutto in 48 ore.
Dopo la tregua con l’Iran si è tornati a parlare della “teoria del TACO”, cioè del fatto che Trump Always Chickens Out, Trump si tira sempre indietro Il termine, coniato dal Financial Times, si applica ad almeno dieci occasioni in cui Trump ha fatto grandi minacce per poi battere in veloce ritirata.
Le foto che gli astronauti dell’Artemis II stanno scattando alla Terra e alla Luna sono fatte con l’iPhone Degli iPhone 17 Pro Max, per la precisione. Se siete amanti della fotografia, queste le impostazioni usate dagli astronauti: obbiettivo 2,715mm, apertura f/1.9 e flash disattivato.
Gli Strokes hanno pubblicato il loro nuovo singolo, “Going Shopping”, spedendolo a 100 fan in una musicassetta E assieme alla cassetta, uno slogan che dice tutto: «In the Flesh, it’s Even Sexier». Adesso c'è solo da aspettare l'uscita del nuovo disco, Reality Awaits.
L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
Grazie al Diavolo veste Prada 2, Anna Wintour è finita per la prima volta sulla copertina di Vogue assieme alla sua alter ego Miranda Priestly, cioè Meryl Streep Per l'occasione si è fatta intervistare da Greta Gerwig, mentre l'attuale direttrice di Vogue faceva da stenografa.
Dua Lipa sarà la curatrice di uno dei più importanti festival letterari d’Inghilterra, il London Literature Festival Dopo il successo del suo book club, la popstar sarà la guest curator della più longeva fiera del libro di Londra.

Mariel Hemingway ha detto che oggi un film come Manhattan non sarebbe potuto uscire

16 Aprile 2021

Non solo è la è la seconda pellicola con il maggior incasso nella storia dei film del regista (la prima è Midnight in Paris): Manhattan, di Woody Allen, è un film straordinario. Si è tornato a parlarne da quando Mariel Hemingway, l’attrice e nipote di Ernest Hemingway che nel film interpreta la diciassettenne Tracy, discutendo con Anne Heche e Heather Duffy nel  podcast Better Together with Anne & Heatherha affermato che quel film oggi «non sarebbe mai potuto uscire, al 100 per cento».

In Manhattan, Mariel interpretava una ragazza di 17 anni della Dalton School, che a un certo punto inizia a frequentarsi con uno scrittore di commedie televisive di 42 anni (Allen), due volte divorziato. Nel 1979, la commedia romantica in bianco e nero non suscitò particolari critiche, «io ora non sto giustificando alcun comportamento, ma una commedia del genere, se realizzata oggi, non potremmo mai vederla o apprezzarla», ha detto. Nel podcast Hemingway ha affermato di non aver ancora visto la nuova docuserie della HBO Allen vs Farrow, che esamina gli eventi che hanno portato Dylan Farrow, figlia di Mia Farrow e Woody Allen, ad accusare suo padre di averla abusata sessualmente nel 1992, ma riprendendo l’intera vicenda esclusivamente dal punto di vista di Dylan e di Mia.

A questo proposito Mariel Hemingway ha detto che tutta quella situazione per lei fu molto difficile, sia dal punto di vista di attrice che aveva lavorato con Allen che da quello di fan dei film del regista, «amavo Allen e i suoi film e la mia esperienza di lavoro con lui in Manhattan è stata meravigliosa (anche se più volte lo aveva accusato di aver provato a sedurla sul set, ndr). Per questo pur non volendolo difendere, l’integrità del suo lavoro per me rimane intatta». Ha aggiunto poi di essere spaventata dalla cancel culture, perché «c’è il rischio di cancellare tutto quello che un’intera generazione ha rappresentato per noi. Sembra che ora non ci sia più permesso essere in una “zona grigia”. Ma chi l’ha detto? Perché ora dobbiamo sempre scegliere da che parte stare?».

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