Si trova a Shangai e alla sua realizzazione ha collaborato anche il regista di "In the Mood for Love".
Maggie Cheung, la protagonista di In the Mood for Love, ha concesso una rarissima intervista per i 25 anni del film
Per il nuovo numero di Sight and Sound, l'attrice ha raccontato di sé, del film che l'ha resa famosa e del perché non le interessa Hollywood.
L’ultima intervista pubblica di Maggie Cheung, l’attrice che la maggior parte di noi conosce per il suo indimenticabile ruolo nel film In the Mood for Love, è del 2019, durante una partecipazione a un reality show cinese. L’ultima in lingua inglese, invece, risale addirittura a vent’anni fa, quando il New York Times Magazine le dedicò un ritrattone-intervista dal titolo “Why Isn’t Maggie Cheung a Hollywood Star?”, in cui l’attrice parlava delle sue scelte artistiche e rivelava di aver rifiutato ruoli in film come Memoirs of a Geisha, Tomorrow Never Dies e X-Men 2.

Nel 2013, durante i Golden Horse Awards, Cheung ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dalla recitazione, dichiarando di voler abbandonare il cinema per dedicarsi a suoi progetti artistici personali che coinvolgevano musica, arte e montaggio video. Nel 2014, ad esempio, ha realizzato una performance musicale dal vivo per un evento della Galerie Perrotin a Hong Kong in cui mischiava soundscape e loop elettronici. Ora, per celebrare i 25 anni di In the Mood for Love, il magazine Sight and Sound ha dedicato la copertina al film di Wong Kar-wai, e tra le varie interviste ce n’è anche una Maggie Cheung, che oggi ha 60 anni.
Maggie Cheung’s first interview in (?) years, from the new Sight and Sound on the 25th anniversary of In the Mood for Love. pic.twitter.com/f4uDJYWE0l
— Nick Newman (@Nick_Newman) April 10, 2025
Vincitore del premio per la migliore opera prima all'ultimo Festival di Cannes, il film parla di una bambina a cui viene affidato un compito impossibile nell'Iraq di Saddam Hussein. Ma, in realtà, è una disperata difesa della sacralità dell'infanzia.
L'attore ha ricevuto minacce di morte e la produzione ha dovuto riempire il set della serie tv di Harry Potter di security per proteggerlo. Tutto per colpa di fan che non hanno neanche il coraggio di dirsi razzisti. E che non sanno nulla di storia della recitazione.