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Josh Safdie ha detto che nella prima versione del finale di Marty Supreme Marty diventava un vampiro Persino un produttore dalla mente aperta come A24 ha pensato che fosse un finale troppo strano e l'ha costretto a cambiarlo, ha spiegato il regista.
Il miliardario Larry Ellison, fondatore di Oracle, ha dovuto cambiare nome al suo megayacht dopo essersi accorto che leggendolo al contrario diceva “Im a nazi” Peccato, perché Izanami, divinità madre del pantheon shintoista, era proprio un bel nome. Almeno, lo era se lotto da sinistra a destra.
Dopo la morte del figlio di Chimamanda Ngozi Adichie, in Nigeria è iniziata una protesta contro il disastroso stato della sanità nazionale La scrittrice ha perso un figlio di appena 21 mesi e ha fatto causa all'ospedale in cui era ricoverato, accusando i medici di gravissime negligenze.
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Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.
È uscito il trailer di Euphoria 3 e tutti stanno parlando di Sydney Sweeney che fa la onlyfanser Ma ci sono diverse altre novità rispetto alle precedenti due stagioni, tra cui la presenza di Rosalía e Sharon Stone.
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C’è voluto Macron per interrompere le bugie di Trump sulla guerra in Ucraina

«No, in realtà, per essere precisi, abbiamo pagato noi. Il 60 per cento della spesa totale l’abbiamo sostenuta noi. E abbiamo fatto le stesse cose che hanno fatto gli Stati Uniti: prestiti, garanzie e prestiti a fondo perduto. Ci abbiamo messo soldi veri»

di Studio
25 Febbraio 2025

«No, in realtà, per essere precisi, abbiamo pagato noi. Il 60 per cento della spesa totale l’abbiamo sostenuta noi. E abbiamo fatto le stesse cose che hanno fatto gli Stati Uniti: prestiti, garanzie e prestiti a fondo perduto. Ci abbiamo messo soldi veri». Queste le parole con le quali il Presidente francese Emmanuel Macron, nel corso di una conferenza stampa nello Studio Ovale tenutasi al termine della sua visita di Stato a Washington, ha interrotto l’ormai solito, delirante monologo di Trump sulla guerra in Ucraina per dire una cosa che nello Studio Ovale si sono dimenticati cos’è: la verità. Il fact checking allora non è morto, a qualcosa serve ancora, checché ne dica Mark Zuckerberg.

Trump era partito con la solita tiritera sulla guerra in Ucraina, che nel mondo parallelo in cui vivono lui e gli Stati Uniti sarebbe stata finanziata quasi interamente da questi ultimi con dollari generosamente regalati a Zelensky (che la guerra l’avrebbe pure fatta scoppiare). Una generosità resa tanto più ammirevole, stava dicendo Trump prima che Macron lo interrompesse, se paragonata alla tirchiaggine dell’Unione europea: «Per farvi capire, l’Europa i soldi all’Ucraina li sta prestando. Li avranno indietro». A quel punto, Macron ha afferrato il braccio di Trump, lo ha interrotto e ha precisato che va bene tutto, ma c’è un limite a quanto si può mentire. Persino per il Presidente degli Stati Uniti.

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