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A Londra hanno aperto due punti di controllo qualità della droga per prevenire overdose e morti Si trovano a Hackney e Camden, li gestisce l'associazione The Loop, assieme al Comune e alla polizia locale.
Chloë Sevigny e Gillian Anderson hanno sfilato per Miu Miu ricordandoci che gli anni ’90 sono stati bellissimi Lo show, chiamato "Mindful Intimacy", rifletteva sul rapporto tra corpo e abito in un mondo così grande e problematico: un pensiero che, di per sé, è già molto anni '90.
Il brand di Pat McGrath, una della make up artist più famose al mondo, ha dichiarato bancarotta E però ha già trovato nuovi investitori che sosterranno con 30 milioni la ristrutturazione dell'azienda.
Corrado Guzzanti è tornato a interpretare Vulvia di Rieducational Channel in un nuovo programma disponibile su RaiPlay L'occasione è il “talk botanico” La pelle del mondo, un programma dedicato alle piante e alla biosfera condotto dal botanico Stefano Mancuso.
Dal 19 marzo Milano avrà una via dedicata all’anarchico partigiano Giuseppe Pinelli Prenderà il posto dell'attuale via Micene, in zona San Siro, a due passi da dove viveva. Sulla targa ci sarà scritto "Via Giuseppe Pinelli, anarchico partigiano".
L’Iran è riuscito quasi ad azzerare il traffico nello Stretto di Hormuz usando le onde elettromagnetiche contro le navi È il jamming dei sistemi di navigazione che usano il Gps, una tecnica di guerra elettronica sempre più usata ed efficace.
Wikipedia ha modificato le pagine di diverse città della Striscia di Gaza descrivendole come se non esistessero più Dalle modifiche è nata un'accesa polemica, con molti che hanno ricordato come migliaia di persone vivano ancora in quei posti, anche se distrutti.
Il bilocale che fu la prima casa di Pasolini a Roma è diventato un museo e si può visitare L'appartamento fu acquistato nel 2024 dal produttore Pietro Valsecchi, che lo ha poi donato al Ministero della Cultura.

C’è voluto Macron per interrompere le bugie di Trump sulla guerra in Ucraina

«No, in realtà, per essere precisi, abbiamo pagato noi. Il 60 per cento della spesa totale l’abbiamo sostenuta noi. E abbiamo fatto le stesse cose che hanno fatto gli Stati Uniti: prestiti, garanzie e prestiti a fondo perduto. Ci abbiamo messo soldi veri»

di Studio
25 Febbraio 2025

«No, in realtà, per essere precisi, abbiamo pagato noi. Il 60 per cento della spesa totale l’abbiamo sostenuta noi. E abbiamo fatto le stesse cose che hanno fatto gli Stati Uniti: prestiti, garanzie e prestiti a fondo perduto. Ci abbiamo messo soldi veri». Queste le parole con le quali il Presidente francese Emmanuel Macron, nel corso di una conferenza stampa nello Studio Ovale tenutasi al termine della sua visita di Stato a Washington, ha interrotto l’ormai solito, delirante monologo di Trump sulla guerra in Ucraina per dire una cosa che nello Studio Ovale si sono dimenticati cos’è: la verità. Il fact checking allora non è morto, a qualcosa serve ancora, checché ne dica Mark Zuckerberg.

Trump era partito con la solita tiritera sulla guerra in Ucraina, che nel mondo parallelo in cui vivono lui e gli Stati Uniti sarebbe stata finanziata quasi interamente da questi ultimi con dollari generosamente regalati a Zelensky (che la guerra l’avrebbe pure fatta scoppiare). Una generosità resa tanto più ammirevole, stava dicendo Trump prima che Macron lo interrompesse, se paragonata alla tirchiaggine dell’Unione europea: «Per farvi capire, l’Europa i soldi all’Ucraina li sta prestando. Li avranno indietro». A quel punto, Macron ha afferrato il braccio di Trump, lo ha interrotto e ha precisato che va bene tutto, ma c’è un limite a quanto si può mentire. Persino per il Presidente degli Stati Uniti.

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