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Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi)
Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».
Durante la sua visita in Giappone, il Presidente francese Emmanuel Macron ha ricevuto in dono un rodovetro (uno dei fogli trasparenti su cui vengono realizzati e colorati i singoli fotogrammi nell’animazione in 2d) originale del film Porco rosso dello studio Ghibli e autografato da Hayao Miyazaki in persona. Sul disegno, oltre alla firma, il maestro ha scritto «insieme difendiamo la pace». Il presidente francese ha prontamente risposto su X scrivendo «Porco Rosso oppone alla brutalità del mondo una irriducibile idea di libertà. In un momento in cui dobbiamo difendere la pace, le nostre democrazie e la libertà, la risposta è Porco Rosso!».
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Citando l’«irriducibile idea di libertà» che il personaggio oppone alla brutalità del mondo, l’Eliseo cerca una sponda in un momento in cui la difesa delle democrazie sembra richiedere la stessa solitaria e malinconica fermezza del protagonista del film di Miyazaki. In questo accostamento tra la realtà di un mondo in guerra e la finzione di un pilota che si rifiuta di partecipare alle prepotenze del potere, l’iconografia di Miyazaki smette di essere nostalgia diventando linguaggio politico contemporaneo, capace di parlare chiaramente e radicalmente di pace e dissenso.
L’approccio di Macron nella sua visita è stato improntato al dialogo e alla cooperazione, esattamente il contrario di quanto successo quando la Premier giapponese Sanae Takaichi è andata in visita a Washington. In uno dei momenti più surreali dell’incontro con Donald Trump, alla domanda di un giornalista giapponese che chiedeva perché gli Usa non avessero avvertito l’alleato Giappone dell’imminente attacco all’Iran, Trump ha risposto «Chi ne sa più del Giappone in fatto di sorpresa? Perché non mi avevate detto niente di Pearl Harbor?», davanti a un’imbarazzata e mortificata Takaichi. Il leader francese, invece, nella sua visita a Tokyo ha lavorato per rafforzare il partenariato franco-giapponese nel nucleare civile e nell’innovazione tecnologica spaziale, ma anche per discutere dell’impatto che la guerra in Medio Oriente sta avendo in tutto il mondo e per cercare, assieme a Takaichi, di trovare soluzioni possibili e immediate.
日仏関係そのものを映し出すような、この上ない歓迎をありがとうございました! かめはめ波 ✨ Kamehameha ! pic.twitter.com/V7GQfDBgrH
— Emmanuel Macron (@EmmanuelMacron) April 2, 2026
Che tra Macron e la Presidente del Giappone ci fosse una certa intesa lo si è capito anche da un siparietto che i due hanno messo su durante la conferenza stampa congiunta tenuta alla fine del viaggio di Stato. Parlando della passione che tantissimi francesi nutrono per i manga, Macron ha spiegato che «vogliamo fare di più per i manga. Noi li amiamo quasi quanto voi, i nostri giovani amano questi libri, i loro eroi e le loro storie, e vogliamo continuare a svilupparli, venderli e combattere la pirateria, come chiedono i nostri editori». A suggellare questo impegno, e a conferma della sua fama di appassionato di manga (sappiamo per certo che è un avido lettore di One Piece), Macron ha eseguito il gesto della Kamehameha, la più famosa mossa del protagonista del più famoso manga del mondo, Goku di Dragon Ball. Gesto che Takaichi ha subito riconosciuto, apprezzato e replicato.
La riunione dei Ministri dell’Energia si è chiusa senza vere e proprie proposte, ma con un surreale invito alla morigeratezza energetica per i cittadini.
Quando il Comando Usa il permesso lo ha finalmente chiesto era troppo tardi e Crosetto non ha potuto fare altro che negarlo.