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00:26 giovedì 5 febbraio 2026
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.
Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.
In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.
La figlia di David Lynch ha annunciato che l’ultima e inedita sceneggiatura scritta dal padre diventerà un libro Unrecorded Night è la serie tv che Lynch non è mai riuscito a farsi produrre. Dovremo accontentarci di leggerla.
Mamdani ha messo un ex detenuto e attivista per i diritti dei carcerati a capo del sistema penitenziario di New York Stanley Richards è chiamato a gestire il Department of Correction in un momento di grande difficoltà, dovuto soprattutto all'aumento delle morti in carcere.
L’affresco dell’angelo con il volto di Giorgia Meloni è già diventato un’attrazione turistica Dopo il restauro, ci sono sempre più turisti che accorrono alla Basilica di San Lorenzo per valutare di persona la somiglianza tra l'angelo e Meloni.
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.

Un po’ di cose da sapere su Lemonade di Beyoncé

27 Aprile 2016

Nel caso non ve ne foste accorti, sabato sera su HBO è andato in onda Lemonade, l’art film/visual album di Beyoncé. Dopo una preview esclusiva su Tidal, lunedì 25 aprile il nuovo lavoro di Bey è arrivato su iTunes e Amazon, dove è possibile scaricarlo se non ci si vuole abbonare al servizio di streaming di proprietà di Jay-Z. Le reazioni, come prevedibile, sono state tante, dall’eccitazione generale che ha prodotto una nuova ondata di meme e gif al tentativo collettivo di decodificare ogni significato nascosto delle 12 canzoni che compongono l’album.

In Lemonade, Beyoncé affronta temi come il tradimento, il dolore e il perdono, in una sorta di viaggio attraverso la propria femminilità: tra le altre cose, in molti ci hanno visto accenni non troppo velati alle presunte infedeltà del marito. La scatenata fanbase ha infatti creduto di identificare «Becky with the good hair», che la cantante cita in “Sorry”con la designer Rachel Roy, con la quale Jay-Z avrebbe avuto una relazione. Ma, come scrive Ijeoma Olou sul Guardian, soffermarsi sulla presunta diatriba con il marito, orchestrata o no, e sulla lista di nomi per le candidate al ruolo di Becky, significa perdersi la parte più interessante di Lemonade.

Che è, come prima cosa, una riflessione generale sull’essere donna e di colore, come dimostrano anche i numerosi cameo e i riferimenti culturali che animano il film: dalla presenza di Serena Williams a quella della giovane attrice Amandla Stenberg, passando per i versi della poetessa Warsan Shire, il duo di teenager Chloe x Halle, che Beyoncé segue e supporta da tempo, e la modella affetta da vitiligine Winnie Harlow. Ognuna di loro rappresenta una diversa sfaccettatura di una stessa, comune, identità: «Ogni scelta estetica che Beyoncé fa, ha un suo preciso significato, ha spiegato Dee Locket sul New York Magazine, e la sua selezione di queste donne, la cui “blackness”, in particolare la loro bellezza, è stata ampiamente criticata, dimostra da parte sua una scelta intenzionale e consapevole». Meglio segnarsi i nomi della sua lista di ragazze, allora.

Come già nel dicembre 2013, poi, la modalità di release dell’album è importante quanto l’album stesso: con lo streaming su HBO, Beyoncé si è appropriata di un altro mezzo, quello televisivo, per scrivere un nuovo racconto di se stessa. Scrive David Ehrlich su Indiewire: «Più che una vera e propria antologia, dove il corto di un autore viene seguito da quello di un altro, Lemonade è una sorta di mega video musicale, dove diversi espedienti cinematografici sono al servizio di un’unica, onnicomprensiva idea».

Tra i nomi coinvolti ci sono i veterani come Todd Tourso, Jonas Åkerlund e Mark Romanek, l’esordiente Kahil Joseph e il visual artist Dikayl Rimmasch, che aveva già preso parte all’On the run tour. Senza contare poi lo styling: una vera festa per gli occhi, sapientemente dissezionati da Marni Senofonte, che già aveva curato i look di Formation, per Vogue US.

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